Ad agosto il mercato auto cresce del 3%. Fiat sale del 21,4%, BYD triplica e le elettriche aumentano del 48,5%.
Il mercato auto italiano chiude agosto 2026 con 69.533 immatricolazioni, in crescita del 2,99%, mentre Fiat sale del 21,4% e BYD triplica i volumi. Il dato mensile resta condizionato dalla stagionalità e da una giornata lavorativa in più rispetto all’agosto 2025, ma fotografa un settore in trasformazione: avanzano elettriche e ibride, cresce il noleggio e aumenta la pressione dei nuovi costruttori asiatici.
Da gennaio ad agosto sono state immatricolate oltre 1,1 milioni di Passenger Cars, circa 90.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, per un incremento dell’8,6%. Dataforce conferma per l’intero 2026 una previsione di 1.605.000 nuove targhe, pari a un progresso del 4,5%.
Il quadro resta quindi positivo sul piano dei volumi, ma la composizione del mercato cambia rapidamente e impone ai costruttori europei una gestione sempre più complessa di prodotto, reti commerciali e tecnologie.
Fiat +21,4%, crescono BYD, MG e i marchi cinesi
Sul fronte dei brand, Fiat continua a crescere e ad agosto registra un progresso del 21,4%, precedendo Volkswagen, che sale dell’8,8%. Più debole il mese di Toyota, in calo del 16,5%, e Dacia, che perde il 14,7%, mentre Renault cresce dell’8,9%.
La parte più significativa riguarda però l’avanzata dei marchi asiatici. Kia aumenta del 16%, MG del 13,5% e BYD triplica le immatricolazioni rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Continuano inoltre a guadagnare terreno Omoda, Jaecoo e Leapmotor.
È un segnale importante per il mercato italiano, perché la crescita dei costruttori cinesi si concentra soprattutto nelle aree tecnologiche con le migliori prospettive di sviluppo: elettrico e plug-in hybrid. Per i gruppi tradizionali significa dover difendere le proprie quote non soltanto con nuovi modelli, ma anche attraverso prezzi più competitivi, aggiornamenti software, batterie e maggiore velocità di rinnovo della gamma.
In difficoltà ad agosto risultano invece Jeep, Ford, Skoda e Hyundai. Alfa Romeo scende sotto le mille unità mensili, mentre Lancia esce dalla Top 30.
Elettriche +48,5% e diesel sotto il 10%
Il cambiamento più profondo riguarda però le alimentazioni. Le elettriche pure sfiorano le 5.000 immatricolazioni, con una crescita del 48,5% e una quota del 7,1%.
Ancora più consistente la crescita delle ibride full e plug-in, che insieme raggiungono quasi 20.000 targhe e aumentano del 38,6%. Per la prima volta superano nettamente le mild hybrid a benzina, ferme attorno alle 18.000 unità mensili con un progresso del 5,1%.
Il diesel continua invece la propria contrazione: le immatricolazioni diminuiscono del 29,2% e la quota di mercato scende per la prima volta sotto il 10%.
Benzina e mild hybrid insieme perdono il 5,7% e si fermano al 45,9% del mercato. Il GPL rimane vicino al 9%.
Dal punto di vista industriale, questo riequilibrio obbliga i costruttori a sostenere contemporaneamente più architetture tecnologiche: motori termici tradizionali, mild hybrid, full hybrid, plug-in ed elettrici puri. Una moltiplicazione dell’offerta che incide su piattaforme, componentistica, logistica e pianificazione produttiva.
Il noleggio sostiene il mercato, frenano i privati
Anche i canali commerciali stanno cambiando. Le immatricolazioni ai privati aumentano soltanto dell’1,99%, dopo una crescita molto più sostenuta nei primi sette mesi dell’anno. Da gennaio a luglio, infatti, il canale privati aveva registrato un +11,3%.
Secondo Dataforce, parte del rallentamento è legata all’esaurimento delle consegne delle auto elettriche ordinate con gli incentivi di fine 2025.
A sostenere agosto è soprattutto il noleggio a lungo termine, +10,01%, mentre il breve termine cresce del 57,8%. Le vendite dirette alle aziende rimangono sostanzialmente ferme, con un -0,72%.
Le auto-immatricolazioni diminuiscono del 5,99%, una flessione che contribuisce a rendere più leggibile il dato reale della domanda. Il loro peso resta tuttavia elevato, con una quota del 16%.
Nel noleggio a lungo termine la crescita è trainata soprattutto dai grandi operatori generalisti, che aumentano del 35,07%, mentre gli operatori captive perdono oltre il 20% rispetto ai livelli eccezionalmente elevati dello scorso anno. Crescono con forza anche i noleggiatori di dimensioni minori, che ad agosto hanno quasi raddoppiato i volumi.
LCV, primo segnale positivo del 2026
Anche il mercato dei veicoli commerciali leggeri torna in territorio positivo. Ad agosto gli LCV crescono del 4,5%, primo risultato positivo dall’inizio dell’anno.
Il recupero è sostenuto ancora una volta dal noleggio: +12% per il lungo termine e +43% per il breve termine. Il long rent conquista addirittura la prima posizione tra i canali distributivi, con una quota del 37%, superando le vendite dirette alle società, ferme al 35%.
Il risultato mensile non cancella però le difficoltà accumulate durante l’anno. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati immatricolati quasi 111.000 veicoli commerciali leggeri, circa 6.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a un calo del 5,6%.
Il quadro complessivo restituisce quindi un mercato in crescita ma sempre più segmentato. L’elettrificazione avanza, il noleggio conquista spazio e la concorrenza asiatica si rafforza. Per l’industria automobilistica italiana ed europea, la sfida diventa gestire contemporaneamente trasformazione tecnologica, pressione sui prezzi e cambiamento dei canali di vendita.
“Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”


