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Microlino al MAUTO: la microcar elettrica entra nella collezione 

Microlino al MAUTO: la microcar elettrica entra nella collezione 

La microcar donata dalla famiglia Ouboter entra al MAUTO di Torino: design ispirato all’Isetta e produzione nello stabilimento di La Loggia.

Una microcar elettrica nata per la città entra nel museo che racconta la storia dell’automobile. Il 27 settembre 2026 un esemplare di Microlino nella tinta Paris Mint è stato accolto nella collezione permanente del MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. A donarlo è stata la famiglia Ouboter, promotrice del progetto. L’ingresso valorizza non solo un modello dalle forme riconoscibili, ma anche l’incontro fra mobilità urbana, design e competenze produttive del territorio torinese.

La consegna è avvenuta durante la quinta edizione di Festival Car, il Concorso Internazionale d’Eleganza ospitato tra Santena e Revigliasco Torinese. Il contesto lega un veicolo contemporaneo alla tradizione piemontese: Microlino viene infatti costruita a La Loggia, a pochi chilometri dal museo. Il passaggio al MAUTO riconosce anche il lavoro necessario a trasformare un’idea di trasporto urbano in una realtà industriale.

Il legame con l’Isetta e la scelta dell’elettrico

Per comprendere il carattere di Microlino bisogna tornare all’Isetta degli anni Cinquanta, tra le vetture più originali del dopoguerra. La microcar ne reinterpreta la carrozzeria arrotondata, le proporzioni compatte e soprattutto la portiera frontale, richiamo storico immediatamente riconoscibile. Ma non è una semplice operazione nostalgia: la reinterpretazione contemporanea adotta una motorizzazione 100% elettrica e soluzioni costruttive studiate per gli spostamenti quotidiani.

Il rapporto tra dimensioni e utilizzo è centrale. Microlino è lunga 2,5 metri, ospita due persone, raggiunge 90 km/h di velocità massima e offre un bagagliaio da 230 litri. Numeri che descrivono un mezzo per la mobilità individuale o di coppia, con spazio per gli oggetti di ogni giorno. L’ingombro ridotto risponde alle esigenze di chi si sposta in città, mentre la configurazione a due posti mette al centro un impiego differente da quello delle automobili tradizionali.

Scocca in acciaio e alluminio: che cosa distingue Microlino

Un aspetto tecnico rilevante è la struttura monoscocca in acciaio e alluminio. La scelta richiama i metodi costruttivi dell’auto convenzionale e distingue il progetto da molti mezzi della stessa categoria. Secondo l’azienda, questa architettura permette di ottenere rigidità strutturale e qualità costruttiva. È una caratteristica meno evidente della portiera frontale, ma essenziale per leggere la filosofia del modello: all’ingombro minimo si accompagna una progettazione attenta alla struttura del veicolo.

La produzione a La Loggia e il ruolo della filiera italiana

Il riferimento industriale è AMFI – Automotive Micro Factory Italy, l’impianto di La Loggia, alle porte di Torino. Lo stabilimento occupa 10.000 metri quadrati, è ricoperto da pannelli solari e ha finora prodotto oltre 5.000 esemplari di Microlino, secondo i dati dell’azienda. Qui lavorano professionisti con esperienza nell’automotive, affiancati da una rete di fornitori radicata nel territorio: competenze e filiera che hanno reso possibile la produzione della microcar.

La provenienza dei componenti rivela una filiera europea con una presenza italiana rilevante: l’80% è di origine europea e oltre la metà italiana. Dati che spiegano anche il valore territoriale della donazione. La microcar prodotta in Italia collega un’idea di mobilità leggera alle capacità manifatturiere piemontesi, ricordando che l’innovazione nell’auto non dipende soltanto da motori e batterie, ma anche da processi industriali e forniture.

La donazione della famiglia Ouboter al Museo dell’Automobile

Per Wim Ouboter, CEO di Micro Mobility Systems e cofondatore di Microlino con i figli Oliver e Merlin, la donazione ha un significato speciale. «Per noi è una grande emozione e motivo di orgoglio vedere una Microlino, prodotta a pochi chilometri da qui, entrare nella collezione del MAUTO. È il segno che un’idea nata per ripensare gli spostamenti in città ha trovato a Torino la sua casa naturale: qui la cultura dell’automobile non è solo memoria, ma una competenza viva che continua a costruire il futuro», ha dichiarato.

Il riconoscimento racconta così due storie parallele: quella di un progetto familiare e quella di un distretto automobilistico che continua a progettare e produrre mezzi di nuova generazione. Il museo le riunisce in un oggetto concreto, aperto a una lettura che va oltre le sue dimensioni.

Perché la Microlino trova posto nella collezione del MAUTO

La collezione del MAUTO non custodisce solo le icone del passato: comprende anche progetti innovativi e sperimentali che aiutano a immaginare la mobilità di domani. Benedetto Camerana, presidente del museo, colloca la donazione in questa prospettiva: «Microlino risponde pienamente al programma The Future Unfolds, l’area del futuro della mobilità, che parte dall’innovazione di oggi per anticipare i molti futuri possibili».

La presenza della Microlino Paris Mint rende concreta questa impostazione. Accanto alle vetture storiche, il pubblico incontra un mezzo che riprende un’icona del Novecento per interrogarsi sulle esigenze delle città attuali. Il filo parte dall’Isetta e arriva a una microcar elettrica costruita nel Torinese: non una risposta definitiva alle sfide della mobilità urbana, ma un esempio delle direzioni che l’industria automobilistica sta esplorando.

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