MINI avvia in Val Senales la prima sperimentazione italiana di geotessili biodegradabili per la conservazione della neve, in un progetto di economia circolare.
Un marchio automobilistico che finanzia un test sui geotessili per proteggere la neve d’alta quota non è, a prima vista, una notizia che riguardi il settore auto. Ma è proprio nel punto di incontro tra filiera tessile, gestione del territorio alpino e strategia di sostenibilità industriale che si colloca MINI Takes Care – Innovazione e Design Responsabile, il progetto sperimentale che il marchio ha avviato per la prima volta in Italia insieme ad Alpin Arena Senales, comprensorio sciistico dell’Alto Adige che sale fino a 3.212 metri di quota.
Il punto di partenza è un problema molto concreto per l’industria del turismo invernale: la conservazione del manto nevoso e del ghiaccio durante i mesi estivi, condizione necessaria per garantire stabilità agli ecosistemi alpini e continuità al modello di business degli impianti sciistici. Negli ultimi anni diversi comprensori hanno sperimentato teli di copertura per rallentare la fusione dei ghiacciai, ma la maggior parte di questi materiali ha origine fossile e pone il problema, tutt’altro che secondario, del rilascio di microplastiche in ambienti particolarmente fragili come quelli montani.
È qui che si inserisce l’elemento tecnico più rilevante del progetto: i geotessili testati in Val Senales sono realizzati con fibre cellulosiche certificate TÜV Austria, prodotte dall’azienda austriaca Lenzing AG realtà premiata nel 2024 con il CNMI Sustainable Fashion Awards proprio per questa innovazione. Si tratta di materiali biodegradabili nel suolo, in acqua dolce e in ambiente marino, oltre che compostabili sia a livello domestico sia industriale, con proprietà isolanti e una resistenza alle condizioni climatiche estreme paragonabile a quella dei geotessili tradizionali, ma con un impatto ambientale nettamente inferiore già nella fase produttiva, in termini di emissioni di CO2 e consumo d’acqua.
La sperimentazione in corso non si limita a un test ambientale generico: misura parametri tecnici precisi come isolamento termico, riduzione della perdita di neve, durata nel tempo e resistenza agli agenti atmosferici, con un focus specifico sull’assenza di rilascio di microplastiche nei corsi d’acqua a valle. Un approccio che trasforma il progetto da operazione dimostrativa a vera e propria raccolta dati utile all’intero settore della gestione delle piste da sci.
Ma è la fase successiva del progetto a renderlo interessante dal punto di vista industriale: i geotessili, una volta esaurita la loro funzione, non vengono smaltiti, bensì recuperati e trasformati nuovamente in fibre e filati per nuove applicazioni tessili. Il ciclo di recupero coinvolge due attori italiani della filiera tessile tecnica, il gruppo biellese Marchi & Fildi e la società SAFE, che gestisce la raccolta tracciabile dei materiali. È un modello di economia circolare che collega direttamente un impianto sciistico alpino a un distretto industriale tessile storico come quello di Biella, aprendo una prospettiva di riutilizzo che va ben oltre il singolo progetto pilota.
Il passo successivo, già annunciato, porta il ciclo di recupero fuori dal contesto alpino: i tessuti raccolti dalla montagna saranno riutilizzati da MINI in collaborazione con Napapijri per realizzare un prodotto dedicato ai viaggiatori, secondo il principio “Secondary First” che l’azienda applica ormai in modo trasversale dare priorità ai materiali di recupero rispetto a quelli vergini, anche al di fuori del prodotto automobilistico in senso stretto. Un principio che MINI ha già introdotto nella propria produzione di serie: dal 2024 tutti i modelli del marchio montano tessuti a maglia composti per il 92% da fibre di poliestere riciclate, utilizzati per plancia, pannelli porta e console centrale, con una riduzione misurabile di emissioni di CO2e e consumo idrico rispetto ai materiali primari.
“Per MINI l’innovazione ha valore quando genera un impatto concreto e responsabile”, ha commentato Federica Manzoni, Head of MINI Italia, inquadrando il progetto come un tentativo di trasformare la ricerca in azioni misurabili piuttosto che in comunicazione d’intenti. Dal lato del partner alpino, il direttore di Alpin Arena Senales Egon Seebacherha parlato di una necessità strutturale per il settore, sottolineando come i comprensori sciistici debbano investire in ricerca per adattare le proprie infrastrutture ai cambiamenti climatici in corso.
Non è un caso che il test sia stato condotto proprio in Val Senales: gestita da Funivie Ghiacciai Val Senales S.p.A. e passata sotto il controllo di maggioranza del gruppo Athesia nel 2018, l’area vanta la stagione sciistica più lunga dell’Alto Adige, con apertura delle piste già a metà settembre e un ruolo consolidato come centro di allenamento autunnale per l’élite mondiale dello sci. Un asset turistico la cui competitività dipende in modo diretto dalla capacità di gestire la risorsa neve in un contesto climatico sempre meno prevedibile la stessa variabile che il progetto con MINI prova a rendere un po’ più governabile.
Scheda
- Progetto: MINI Takes Care – Innovazione e Design Responsabile
- Partner: Alpin Arena Senales (prima sperimentazione in Italia)
- Materiale testato: geotessili in fibre cellulosiche biodegradabili, certificazione TÜV Austria
- Fornitore: Lenzing AG (Austria), CNMI Sustainable Fashion Awards 2024
- Filiera di recupero: Marchi & Fildi, SAFE
- Partnership prodotto finale: Napapijri
- Impegno MINI dal 2024: interni con 92% poliestere riciclato su tutta la gamma
- Location test: Val Senales, Alto Adige, fino a 3.212 m
- Gestione comprensorio: Funivie Ghiacciai Val Senales S.p.A. (gruppo Athesia dal 2018)
- Stagione sciistica: la più lunga dell’Alto Adige, da metà settembre a metà maggio




























