Di Massimo Redaelli
“Da 9.400 euro con Navigatore compreso nel prezzo”: è l’offerta promozionale con scadenza il 30 giugno fatta da MM Automobili Italia (più comunemente Mitsubishi) per invogliare i clienti ad acquistare la nuova Space Star. Si tratta, in soldoni, di un vantaggio per il cliente di 2,150 euro che, in questo periodo di crisi, non sono noccioline. Il progetto Space Star è nato nel 2009 con il nome “Global small” a conferma di una volontà del costruttore giapponese di rientrare nel Segmento B con una certa “prepotenza”. Che non vuol dire arroganza, ma convinzione (e decisione) di produrre un buon prodotto. Il know how Mitsubishi è fuori discussione e c’era da aspettarselo che, dopo aver ammirato la vettura ai vari Saloni di Parigi e Ginevra, ina volta su strada avrebbe ottenuto molti consensi. Che condividiamo assolutamente, soprattutto dopo averla guidata sulle caotiche strade di Milano. Dal punto di vista estetico la vettura (è lunga 3.710 mm, larga 1,665 mm, alta 1.490 mm, pesa 845 kg e ha il passo di 2.450 mm) è decisamente friendly, ha 5 posti “veri”, con uno spazio per le gambe di 1.651 mm e una capacità di carico importante (da 235 litri). Grazie allo sterzo “leggero” e preciso, caratterizzato da un raggio di soli 4,6 m, la nuova Space Star si disimpegna molto bene nel traffico cittadino ed è molto agile, soprattutto nelle manovre di parcheggio. Nulla da dire dal punto di vista della sicurezza passiva (concentrata sulla struttura attiva RISE (Reinforced Impact Safety Evolution) brevettata da Mitsubishi, caratterizzata da 6 airbag di serie e doppi pretensionatori) e passiva (ABS + controllo di stabilità, Brake Assist System, Hill Start Assist e Emergency Stop Signal System). Sotto il cofano, due nuovi motori a benzina 3 cilindri abbinabili al pacchetto “ClearTec” che prevede il sistema Start&Stop (con cambio manuale e CVT), i sensori batteria, alternatore ad alta efficienza, impianto frenante dedicato, pneumatici 165/65R14 con bassa resistenza al rotolamento e display “Eco Drive Assist”. L’entry level è il 1.0 da 71 CV e 88 Nm di coppia massima capace di consumare, nel ciclo medio, solo 4 litri di benzina per percorrere i tradizionali 100 km (calore di C02 dichiarato: 92 g/km) mentre il più potente è il 1.2 litri da 80 CV e 106 Nm che consuma 4,3 l/100 km con il valore di CO2 di soli 100 g/km.
Tanto per rendersi conto di quanto lavoro, soprattutto in termini di consumi e di efficienza ambientale, sia stato fatto su questa nuova vettura, basta fare un confronto con la Colt rispetto alla quale ha il telaio che pesa 40 kg in meno, 40 kg in meno di carrozzeria (lamierati e porte) e altri 40 kg in meno fra peso motore e peso cambio. A proposito di trasmissioni, sono disponibili il manuale a 5 rapporti e l’automatico CVT di ultima generazione, quest’ultimo caratterizzato dal rapporto di spaziatura di 4,007-0.550 che migliora perstazioni e consumi di carburante, convertitore di coppia piatto con frizione di esclusione a bassa rigidità, radiatore dell’olio incorporato e sistema Auto Start & Stop compatibile. Commercializzata negli allestimenti Invite e Intense con la garaznia di 3 anni o 100.000 km, la nuova Space Star ha un listino molto appetibile: parte, infatti, da 11,400 (chiavi in mano) e arriva a 13,950 euro. Sono in opzione la vernice metallizzata (500 euro) e il cambio automatico CVT (1,300 euro), quest’ultimo abbinabile solo al 1.2l.
Attenzione, però: non si tratta di un prodotto low cost bensì di un’auto piccola e razionale, pensata appositamente per un mercato globale.

