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Peugeot 204 Cabriolet a Bologna: 60 anni di eleganza e innovazione

Peugeot 204 Cabriolet a Bologna: 60 anni di eleganza e innovazione

A BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre il Club Storico Peugeot Citroën Italia celebra i 60 anni della 204 Coupé e Cabriolet. 

La Peugeot 204 Cabriolet torna sotto i riflettori ad Auto e Moto d’Epoca 2026, a BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre, per celebrare i sessant’anni delle versioni Coupé e Cabriolet nate nel 1966. A portarla in esposizione è il Club Storico Peugeot Citroën Italia, che dedica spazio a un modello nel quale tecnica moderna, dimensioni compatte e attenzione allo stile trovarono un equilibrio originale.

Auto e Moto d’Epoca 2026: la Peugeot 204 protagonista a Bologna

La presenza della 204 Cabriolet offre l’occasione di guardare oltre il fascino della carrozzeria aperta: questa due posti deriva infatti da una famiglia che contribuì a cambiare le abitudini progettuali del marchio francese. Per Peugeot non si tratta soltanto di ricordare un anniversario, ma di ripercorrere le scelte che portarono una compatta a distinguersi nel panorama degli anni Sessanta.

La rivoluzione del 1965: trazione anteriore e nuove soluzioni tecniche

Quando debuttò nel 1965, la Peugeot 204 berlina segnò una discontinuità rispetto alla tradizione della Casa. Fu la prima Peugeot di grande serie a utilizzare la trazione anteriore abbinata al motore montato trasversalmente, un’architettura che consentiva di sfruttare meglio lo spazio a bordo senza aumentare le dimensioni esterne.

Il progetto comprendeva sospensioni indipendenti sia davanti sia dietro e freni a disco anteriori, caratteristiche all’epoca tutt’altro che scontate nel segmento. Il quattro cilindri benzina di 1.130 cm³ impiegava largamente la lega leggera: un contributo al contenimento della massa, con ricadute sull’efficienza e sulla guidabilità.

Coupé e Cabriolet del 1966: due modi diversi di vivere la compatta

A un anno dall’arrivo della berlina, la famiglia si ampliò con le varianti Coupé e Cabriolet. Entrambe adottavano un pianale accorciato di 28,5 centimetri e una lunghezza di circa 3,73 metri, ma rispondevano a esigenze differenti. La Cabriolet era una scoperta a due posti, con capote ripiegabile, linea bassa e coda pulita: privilegiava l’esperienza della guida all’aria aperta rispetto alla capacità di trasporto.

La 204 Coupé conservava invece un lato pratico insolito per una vettura dall’immagine dinamica. La carrozzeria a 3 porte, il portellone posteriore e il divano ripiegabile rendevano più flessibile l’utilizzo del vano di carico. Due interpretazioni dello stesso progetto, dunque, senza rinunciare ai punti di forza della base meccanica comune.

Paul Bouvot, Pininfarina e la ricerca di uno stile personale

Il legame con il design italiano richiede una distinzione precisa. La berlina 204 fu disegnata da Pininfarina, storico partner della Casa Peugeot. Per le due derivate del 1966, invece, la Casa scelse il proprio Centro Stile di La Garenne-Colombes, guidato da Paul Bouvot. Le proporzioni raccolte e le superfici sobrie nacquero quindi da un progetto interno, pur inserito in una stagione di intenso dialogo tra la scuola francese e quella italiana.

La Cabriolet non cercava effetti scenografici: il parabrezza, il profilo laterale e la capote definivano una silhouette semplice, riconoscibile e coerente con il carattere della 204. Dal 1967 fu disponibile anche un hard-top amovibile in acciaio, che aggiungeva versatilità d’uso a una carrozzeria pensata soprattutto per il piacere della scoperta.

Motore da 53 CV, cambio manuale e costi di gestione contenuti

Sotto il cofano delle prime 204 Coupé e Cabriolet lavorava il quattro cilindri di 1.130 cm³ da 53 CV, successivamente portato a 55 CV. Il cambio era manuale a quattro rapporti; la meccanica riprendeva gran parte delle soluzioni della berlina, a cominciare dalla trazione sulle ruote anteriori. Più che inseguire potenze elevate, il progetto puntava su leggerezza, agilità e semplicità di utilizzo.

La condivisione di componenti permise anche di limitare il divario di prezzo rispetto al modello di partenza. Era una proposta capace di aggiungere carattere alla mobilità di tutti i giorni, senza trasformarsi in un’automobile esclusiva per pochi. Un’impostazione che oggi aiuta a leggere Coupé e Cabriolet non soltanto come esercizi di stile, ma come evoluzioni coerenti della 204.

Una testimonianza della storia Peugeot e del collezionismo

Nel 1970 le due varianti lasciarono spazio alle 304 Coupé e Cabriolet. La loro diffusione rimase più limitata rispetto a quella della 204 nel suo complesso: un elemento che ne accresce oggi l’interesse storico, senza ridurne il significato a una questione di rarità. La scoperta esposta a Bologna permette di osservare da vicino un’idea di automobile compatta capace di coniugare tecnica e identità.

Per il Club Storico Peugeot Citroën Italia, la presenza ad Auto e Moto d’Epoca è anche un momento di incontro con chi conserva, studia e utilizza le vetture del passato. A sessant’anni dal debutto, la 204 Cabriolet ricorda come l’evoluzione dell’auto passi spesso da scelte misurate: una piattaforma moderna, una carrozzeria essenziale e una meccanica pensata per durare.

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