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Piastri parte forte a Melbourne: day-1 F1, Mercedes in scia

Piastri parte forte a Melbourne: day-1 F1, Mercedes in scia
MELBOURNE, AUSTRALIA – MARCH 06: Oscar Piastri of Australia driving the (81) McLaren MCL40 Mercedes on track during practice ahead of the F1 Grand Prix of Australia at Albert Park Grand Prix Circuit on March 06, 2026 in Melbourne, Australia. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Oscar Piastri guida il day-1 a Melbourne: Mercedes in scia, Pirelli studia graining e mescole.

Il primo giorno ufficiale della nuova stagione di Formula 1 si apre con un segnale chiarissimo: a Albert Park Circuitcomanda l’eroe di casa, Oscar Piastri. Nella sessione più indicativa del venerdì, il pilota McLaren firma l’1:19.729 e chiude la giornata davanti alla coppia Mercedes: Andrea Kimi Antonelli è secondo in 1:19.943, George Russell terzo in 1:20.049. 

Sul fronte meteo, lo scenario è molto più “lineare” rispetto all’anno scorso: niente pioggia attesa nel weekend e temperature pomeridiane nell’ordine dei 22–24°C, con domenica potenzialmente più nuvolosa (e quindi asfalto un filo meno caldo). Un dettaglio che, a Melbourne, può contare eccome quando si parla di finestre di funzionamento delle gomme e gestione del passo gara.

Pirelli: evoluzione pista e graining già protagonisti

La lettura tecnica di Pirelli mette subito due parole in cima alla lista: evoluzione della pista e graining. Secondo il Chief Engineer Simone Berra, il grip iniziale era basso ma le condizioni sono già migliorate rispetto alle misurazioni di inizio settimana e continueranno a farlo fino a domenica, con effetti diretti sulle prestazioni. 

Il graining, fenomeno tipico dell’Albert Park, si è ripresentato su set di tutte e tre le mescole del weekend, in modo generalmente più evidente sull’asse anteriore. La nota interessante è che, dai primi rilievi, non emerge una gomma “sbagliata” rispetto alle altre: l’intero trio resta in gioco per le strategie di gara. 

Sul piano dei distacchi prestazionali, Pirelli conferma valori in linea con le simulazioni: tra C3 e C4 il delta è di 3–4 decimi, mentre tra C4 e C5 è di circa mezzo secondo. E il degrado, almeno per ora, appare contenuto e gestibile

Non a caso Oscar Piastri ha costruito il riferimento di giornata con la C5 (la più morbida del terzetto), mentre nella seconda metà della sessione i team hanno alternato C3, C4 e C5 per le simulazioni a pieno carico.