Pirelli e ABET svilupperanno UGV elettrici per il soccorso, integrando Cyber Tyre, sensori, intelligenza artificiale e Machine Learning.
Pirelli e il Gruppo ABET svilupperanno insieme veicoli elettrici terrestri a guida remota destinati alle operazioni di soccorso in ambienti estremi. L’accordo apre per il produttore di pneumatici un mercato diverso dall’automotive tradizionale e punta a trasformare la piattaforma Cyber Tyre in una tecnologia applicabile anche a mezzi professionali, logistici e speciali.
Il progetto sarà realizzato con Abet High Tech Solutions e riguarda gli UGV, Unmanned Ground Vehicles, mezzi compatti controllati a distanza che possono operare in aree nelle quali l’intervento umano sarebbe difficile o pericoloso. Tra gli scenari indicati figurano terremoti, incendi, zone contaminate o potenzialmente radioattive, operazioni di soccorso complesso e attività logistiche in contesti sensibili.
Per Pirelli l’intesa rappresenta una scelta strategica perché amplia la funzione del pneumatico. Il prodotto non sarà più soltanto il punto di contatto meccanico tra mezzo e terreno, ma diventerà una fonte di dati capace di contribuire in tempo reale alla gestione del veicolo. È un’evoluzione che sposta una parte crescente del valore industriale verso sensori, software, connettività e analisi predittiva.
La piattaforma Cyber Tyre raccoglierà informazioni attraverso sensori e sistemi ottici, trasmettendole al veicolo per valutare le condizioni del terreno e ottimizzare l’aderenza. Nei mezzi guidati a distanza questa capacità assume un’importanza superiore rispetto a un’automobile convenzionale: l’operatore non percepisce direttamente vibrazioni, perdita di trazione o variazioni della superficie e deve quindi affidarsi ai dati generati dai sistemi di bordo.
L’obiettivo industriale è integrare le informazioni provenienti da pneumatici, telecamere e veicolo all’interno di modelli avanzati di intelligenza artificiale e Machine Learning. Pirelli e Abet HTS intendono sviluppare algoritmi capaci di riconoscere le condizioni operative, prevedere situazioni critiche e adattare il comportamento del mezzo. Il progetto potrebbe quindi generare nuove funzionalità per il controllo della trazione, la scelta del percorso e la manutenzione preventiva.
La collaborazione prevede anche un pneumatico dedicato, basato sulle tecnologie proprietarie Run Forward di Pirelli. La soluzione dovrà garantire mobilità e adattabilità su superfici particolarmente difficili, limitando il rischio che un danneggiamento interrompa una missione. Nei mezzi di soccorso, infatti, l’affidabilità non incide soltanto sui costi di esercizio, ma sulla possibilità di completare un intervento senza esporre persone a ulteriori rischi.
L’accordo consente a Pirelli di esplorare una nicchia con caratteristiche economiche diverse dal mercato delle gomme per autovetture. I volumi potrebbero essere inferiori, ma i prodotti richiedono un livello elevato di personalizzazione, integrazione elettronica e sviluppo congiunto. Questo può aumentare il valore unitario della fornitura e creare rapporti di lungo periodo con costruttori di mezzi speciali, operatori pubblici e soggetti attivi nella protezione civile, nella sicurezza e nella logistica avanzata.
Il comunicato non specifica investimenti, tempi di sviluppo, siti produttivi o volumi previsti. Non è quindi possibile valutare l’impatto immediato sui ricavi o sull’occupazione. L’importanza dell’intesa risiede soprattutto nella possibilità di utilizzare competenze già sviluppate per l’automobile connessa in settori nei quali la disponibilità di dati affidabili può diventare un requisito essenziale.
Per ABET, la collaborazione con un gruppo internazionale come Pirelli permette di integrare negli UGV tecnologie provenienti da una filiera automotive caratterizzata da standard elevati di collaudo e industrializzazione. Il vantaggio potenziale consiste nell’accorciare il percorso tra prototipo e applicazione operativa, migliorando contemporaneamente capacità di trazione, controllo remoto e raccolta delle informazioni.
L’alleanza riflette una trasformazione più ampia della catena del valore. I fornitori automotive cercano nuovi sbocchi per software, elettronica e sistemi intelligenti, mentre i produttori di veicoli speciali hanno bisogno di partner capaci di sviluppare componenti connessi e certificabili. La concorrenza si sposta quindi dalla singola prestazione meccanica alla capacità di integrare hardware, dati e algoritmi in una piattaforma comune.
Pirelli sta costruendo questo percorso attraverso accordi già sottoscritti con Bosch, Movyon, Regione Puglia, Univrses e Ridesense. La partnership con Abet aggiunge il settore dei mezzi di soccorso e amplia il perimetro di Cyber Tyre oltre la mobilità stradale. La strategia è rendere la tecnologia utilizzabile da più interlocutori, trasformandola progressivamente in un’infrastruttura digitale e non soltanto in una caratteristica del pneumatico.
Andrea Casaluci, amministratore delegato di Pirelli, ha indicato nei mezzi destinati agli ambienti estremi un segmento da esplorare per le potenzialità economiche e tecnologiche. Il punto centrale è la possibilità di migliorare precisione e affidabilità attraverso le informazioni raccolte dal pneumatico, creando servizi e applicazioni che possono affiancare la vendita del prodotto fisico.
Il progetto avrà anche implicazioni sulla supply chain. Lo sviluppo richiederà competenze in sensoristica, ottica, telecomunicazioni, materiali, sistemi di controllo e sicurezza informatica. Se la soluzione raggiungerà la fase produttiva, la filiera dovrà garantire continuità nelle forniture e livelli di affidabilità compatibili con impieghi critici, nei quali un guasto può compromettere l’intera missione.
La rilevanza strategica delle tecnologie coinvolte è confermata dalla decisione delle due società di procedere con la notifica Golden Power, prevista dal decreto legge 21/2012. Il passaggio sottoporrà l’accordo alla valutazione delle autorità italiane, considerata la possibile applicazione degli UGV in ambiti sensibili e di sicurezza.
Per Pirelli la sfida sarà trasformare la sperimentazione in un modello di business scalabile. Il valore del progetto dipenderà dalla possibilità di standardizzare una parte della piattaforma Cyber Tyre, mantenendo la capacità di adattarla a mezzi, missioni e condizioni operative differenti. Se il percorso avrà successo, il gruppo potrà rafforzare il proprio posizionamento come fornitore di tecnologie per la mobilità intelligente, riducendo la dipendenza dal solo ciclo commerciale degli pneumatici tradizionali.

