Porsche, il “mea culpa” di Blume:sul Macan abbiamo sbagliato - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:26

Porsche, il “mea culpa” di Blume:sul Macan abbiamo sbagliato

Blume ammette l’errore sul Macan “solo elettrico”: non è un dietrofront, ma una correzione di rotta tra regole UE, domanda reale e margini.

Porsche non è famosa per i ripensamenti ad alta voce. Per questo, quando Oliver Blume  per anni al vertice di Porsche e oggi numero uno del Gruppo Volkswagen

 riconosce pubblicamente un errore, il segnale arriva ben oltre il perimetro del marchio. Il tema è la Macan: il modello che ha fatto da “ponte” tra sportiva e SUV, e che negli ultimi anni ha sostenuto volumi e profitti.

Che cosa ha detto davvero Blume alla FAZ

Nell’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ripresa da diversi media tedeschi, Blume usa una formula tanto semplice quanto pesante: “Beim Macan haben wir falsch gelegen” (in sostanza: sul Macan abbiamo valutato male).
La parte interessante, però, è il contorno: Blume non racconta l’elettrico come un “errore di principio”. Dice, piuttosto, che con la base dati e la lettura dei mercati di allora, la scelta sarebbe stata la stessa; è il mondo intorno ad aver accelerato in direzioni diverse da quelle previste.

Il nodo Macan: quando il modello “volume” diventa una scommessa

Macan è la Porsche che molti comprano come prima Porsche, quella che si usa ogni giorno senza sentirsi “in colpa” per i chilometri. Farne una gamma solo elettrica significa spostare tanta domanda, tutta insieme, su un’unica tecnologia. È una mossa coraggiosa quando il mercato cresce in modo lineare; diventa rischiosa quando l’adozione EV si frammenta per prezzi, infrastrutture e ritmo diverso tra Paesi.

E in mezzo c’è il punto tipico del premium: la clientela è disposta a pagare, sì, ma pretende certezze (tempi, valore residuo, facilità d’uso). Quando quelle certezze si incrinano, il “brand power” da solo non basta più.

L’antefatto europeo: lo stop della Macan termica non era (solo) CO₂

C’è un dettaglio che spesso sfugge nel racconto “Porsche ha deciso di…”: in Europa la Macan a benzina è uscita di scena anche per una questione normativa legata alla cybersecurity (regolamenti UNECE, in particolare R155), entrata a regime nell’estate 2024. Adeguare un modello a fine carriera non è sempre economicamente sensato, soprattutto se nel frattempo hai già pronto il successore.
Questo non assolve la strategia, ma spiega perché la transizione Macan è stata più “secca” di quanto si immagini: non era un semplice cambio di motorizzazioni, era anche una finestra regolatoria che si chiudeva.

La correzione di rotta era già scritta nel 2025

Il “pentimento” sull’onda del caso Macan si inserisce in un quadro che Porsche aveva già iniziato a ridisegnare nel 2025: l’azienda ha parlato apertamente di riallineamento della strategia prodotto, con modelli a combustione destinati a rimanere più a lungo e nuove aggiunte al piano-ciclo.
Nello stesso documento, Porsche ha anche chiarito che il SUV di taglia superiore al Cayenne – inizialmente pensato come solo elettrico – debutterà invece con motori termici e plug-in hybrid, proprio “per condizioni di mercato”.

E il conto economico spiega il perché: Reuters ha quantificato un impatto di circa 5,1 miliardi di euro per Volkswagen legato alla revisione del rollout EV di Porsche e a un contesto più duro (domanda più debole, pressione in Cina, dazi).

Cambio al vertice: perché conta anche chi guida Porsche adesso

Dal 1° gennaio 2026 Porsche ha un nuovo CEO: Michael Leiters. Blume ha lasciato la guida operativa per concentrarsi sul Gruppo Volkswagen.
È un passaggio che pesa perché sposta l’asse: meno “doppio cappello”, più focus su esecuzione, gamma e marginalità. In altre parole, il ripensamento non è una frase ad effetto: diventa una consegna industriale.

Macan elettrica: non un dietrofront, ma una lezione di tempismo

Il punto, per Porsche, non è scegliere tra elettrico e benzina come fosse una guerra di religione. Il punto è evitare buchi di prodotto e offrire flessibilità quando il mercato non marcia compatto. La Macan elettrica resta un tassello chiave, ma il messaggio che arriva dall’intervista FAZ è più pragmatico: se togli un best-seller termico senza un’alternativa “equivalente” per chi non è pronto all’EV, rischi di regalare clienti (e margini) alla concorrenza.