Al Ciocco Crugnola allunga con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale: più di una fuga, è il primo segnale forte del nuovo corso Lancia.
La domenica del Rally Il Ciocco ha già cambiato il peso specifico della gara. Dopo il primo giro della seconda giornata, Andrea Crugnola e Luca Beltrame hanno consolidato il comando dell’apertura del CIAR Sparco 2026 con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, portando il margine oltre i 20 secondi. Alle loro spalle il quadro si è ribaltato: Roberto Daprà è salito in seconda posizione grazie alla costanza, Andrea Nucita ha perso terreno nella lunga Careggine prima di recuperare parzialmente, Simone Campedelli è scivolato indietro dopo un problema sulla prova spettacolo del Ciocco, mentre Bostjan Avbelj ha ritrovato velocità e fiducia con il suo primo scratch di giornata. Emanuele La Torre, invece, è uscito di scena dopo una toccata.
La notizia, però, conta anche per quello che racconta oltre la classifica provvisoria. Il Ciocco non è un rally come gli altri: apre una stagione di sette appuntamenti, mette subito sotto pressione i protagonisti del campionato e quest’anno si presenta con 104 equipaggi al via, 13 prove speciali e oltre 140 chilometri cronometrati. In un contesto così, prendere in mano la gara già nella prima metà della domenica non è solo un vantaggio sportivo: è una dichiarazione di forza nel round che detta il tono iniziale dell’intero tricolore.
È qui che la prova di Crugnola assume un valore ulteriore. La Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale non è semplicemente una nuova vettura in griglia: è il simbolo più visibile del ritorno sportivo di Lancia. Il marchio ha riportato la sigla HF nel rally internazionale, ha riacceso un programma strutturato tra Italia ed Europa e ha scelto proprio Crugnola come uomo chiave per il debutto italiano e per lo sviluppo del progetto. Dopo la vittoria ottenuta al Rally dei Laghi all’esordio nazionale della vettura, il fatto che la Ypsilon sia davanti anche al Ciocco dà al racconto una consistenza che va oltre l’effetto nostalgia.
Sul piano sportivo, il dato più interessante è che non si tratta soltanto di una fuga costruita sugli errori altrui. Certo, Nucita e Campedelli hanno pagato passaggi complicati nella fase centrale della mattinata, ma la sensazione è che Crugnola stia gestendo il rally con un margine di controllo che gli altri, per ora, non hanno ancora mostrato. Daprà è stato il più lucido nello sfruttare la finestra aperta dai problemi dei rivali, mentre Avbelj ha finalmente rimesso in ordine il weekend, tornando a un ritmo da protagonista. È il segnale di una gara ancora viva per il podio, ma meno aperta del previsto per la vetta.
Per Lancia, intanto, questo avvio pesa anche in ottica industriale e di immagine. Il ritorno alle corse è stato costruito come una filiera vera, non come un’operazione isolata: il Trofeo Lancia 2026 parte proprio dal Ciocco, vale sei gare nel CIAR, raccoglie 19 iscritti e pesa per il 27% degli equipaggi al via della gara toscana. Sopra c’è la Rally2, sotto una gamma che comprende Rally4 e Rally6, con un percorso che dalla scena nazionale porta fino a ERC e WRC2. In altre parole, il motorsport viene usato come infrastruttura di credibilità per il rilancio del marchio. Per un brand che vuole tornare a occupare uno spazio alto nel mercato europeo, la legittimazione tecnica conta quasi quanto il linguaggio del design.
Per questo il Ciocco, almeno fino a questo punto, racconta molto più di una semplice classifica intermedia. Racconta che il nuovo corso Lancia ha trovato subito un interprete forte, che Crugnola ha già preso il controllo del primo snodo del campionato e che il ritorno HF, almeno sul piano sportivo, sta riuscendo a presentarsi come qualcosa di più solido di una celebrazione del passato. La gara non è ancora finita, ma la prima immagine forte del CIAR 2026 è già nitida: davanti a tutti, per ora, c’è una Lancia.

