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Santuario Pelagos protetto: Hyundai porta il kit FoamFlex a Livorno

Santuario Pelagos protetto: Hyundai porta il kit FoamFlex a Livorno

Hyundai porta Mission to Blue a Livorno con 10 spugne FoamFlex al Marina D-Marin per gestire sversamenti nel Santuario Pelagos, in collaborazione con LifeGate.

Una spugna che assorbe olio fino a 30 volte il proprio peso senza trattenere acqua, è riutilizzabile fino a 200 volte e consente di recuperare quasi la totalità degli idrocarburi raccolti per inviarli alla filiera del riciclo. Ogni chilogrammo di questo materiale è in grado di gestire fino a 6.000 kg di idrocarburi nel corso del proprio ciclo di vita. Si chiama FoamFlex, è un brevetto italiano sviluppato dalla PMI clean-tech T1 Solutions e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per le operazioni di bonifica in mare. Da oggi è operativo al Marina Livorno D-Marin, grazie a un kit fornito da Hyundai Italia nell’ambito del progetto Mission to Blue in collaborazione con LifeGate e la Water Defenders Alliance.

Per il settore automotive, questa iniziativa conta per ragioni che vanno oltre il singolo gesto ambientale. Hyundai sceglie di portare una tecnologia italiana di cleantech  non una donazione generica né una compensazione di CO₂ acquistata su un mercato di crediti in un’area marina di eccezionale valore biologico: Livorno si affaccia sul Santuario Internazionale per i Mammiferi Marini del Mediterraneo (Santuario Pelagos), la più grande area marina protetta internazionale dedicata ai cetacei, con uno degli ecosistemi a maggiore biodiversità del Mediterraneo. Portare prevenzione contro gli sversamenti di idrocarburi in questo contesto specifico è una scelta di localizzazione precisa, non casuale.

FoamFlex: cosa fa e come funziona

La tecnologia FoamFlex di T1 Solutions è un materiale polimerico poroso progettato per assorbire selettivamente oli e idrocarburi escludendo l’acqua  una proprietà che in chimica si chiama oleofilicità e che è fondamentale per l’efficacia operativa in ambiente marino. Una spugna che assorbisse anche acqua sarebbe satura in pochi secondi; FoamFlex mantiene la propria capacità di assorbimento riservandola esclusivamente agli idrocarburi.

La capacità di assorbire fino a 30 volte il proprio peso in olio, combinata con la possibilità di essere strizzata meccanicamente per recuperare il materiale assorbito, trasforma la spugna da strumento usa-e-getta a sistema di gestione circolare: l’olio recuperato viene destinato alla filiera degli oli esausti per il riciclo, e la spugna torna disponibile per un nuovo utilizzo fino a 200 cicli. È una logica di economia circolare applicata alla bonifica ambientale che riduce significativamente i costi operativi e i rifiuti prodotti rispetto ai tradizionali assorbenti monouso.

La neutralità chimica e biologica del materiale  certificata dal Ministero  è il requisito più critico per l’uso in mare: un assorbente che rilasciasse sostanze nell’acqua durante l’operazione di bonifica sarebbe peggio del problema che cerca di risolvere. FoamFlex non disperde materiali inquinati nell’acqua, agisce come una spugna puramente meccanica che trattiene fisicamente gli idrocarburi senza reazioni chimiche con l’ambiente circostante.

Il Marina Livorno D-Marin e il Santuario Pelagos

La scelta di Livorno come seconda tappa di Mission to Blue  dopo Milano  non è geograficamente casuale. Il Marina D-Marin si trova in un corridoio marino di eccezionale sensibilità biologica. Il Santuario Pelagos  istituito nel 1999 da Italia, Francia e Principato di Monaco  copre circa 87.500 km² di Mar Tirreno e di Mar Ligure, ospitando popolazioni rilevanti di capodoglibalenotteredelfini e stenelle strigate. È il primo santuario per mammiferi marini nel Mediterraneo e uno dei più grandi al mondo.

In questo contesto, uno sversamento anche minimo di idrocarburi in porto  da un’imbarcazione con perdita di carburante, da un’operazione di rifornimento mal gestita, da un incidente di manovra  può avere conseguenze che si propagano nell’ecosistema circostante. Il Marina D-Marin è un approdo commerciale con traffico regolare: avere a disposizione un kit di 10 grandi spugne FoamFlex con il relativo strizzatore significa poter intervenire immediatamente al primo segnale di sversamento, contenendo l’impatto prima che si diffonda nell’area portuale e nelle acque aperte.

Gianluca Sabato, Marina Manager, ha inquadrato la dotazione come un rafforzamento della “capacità operativa del marina nella prevenzione di possibili impatti sulle acque”  una descrizione funzionale che dice esattamente cosa fa il kit: non elimina il rischio di sversamento, ma riduce il danno quando accade.

La Water Defenders Alliance: il modello di partnership

Mission to Blue si svolge nell’ambito della Water Defenders Alliance, coordinata da LifeGate  la società italiana di riferimento per la comunicazione e i servizi di sostenibilità. L’alleanza aggrega imprese, istituzioni, porti, comunità locali e centri di ricerca su un modello di intervento basato su tre principi: misurazionetrasparenza e impatto territoriale. Non è un accordo di patrocinio generico: richiede che ogni iniziativa produca dati verificabili sull’effetto generato.

Il modello si distingue dalle tipiche iniziative di corporate social responsibility per questa componente di accountability scientifica. Lajal Andreoletti, Head of Impact Projects di LifeGate, ha descritto l’approccio come orientato a “interventi concreti, misurabili e replicabili”  tre aggettivi che definiscono i criteri di selezione dei progetti inclusi nella rete. Misurabile significa che esiste un indicatore quantificabile del risultato  nel caso di FoamFlex, la quantità di idrocarburi potenzialmente gestita per ciclo di utilizzo è calcolabile. Replicabile significa che il modello può essere trasferito ad altri contesti senza ricominciare da zero ogni volta.

Hyundai non è l’unico costruttore automotive nella Water Defenders Alliance  come abbiamo visto anche in altri casi, OMODA & JAECOO ha un programma analogo con Seabin nei porti di Venezia, Rimini e Palermo  ma è tra i pochi che ha scelto di investire in una tecnologia di cleantech italiana invece di affidarsi a soluzioni internazionali già consolidate. Questo dettaglio è industrialmente interessante: supportare una PMI italiana come T1 Solutions significa anche contribuire allo sviluppo di un settore  la clean technology applicata alla bonifica marina  dove l’Italia ha competenze specifiche ancora poco valorizzate a livello internazionale.

La strategia CSV di Hyundai e il collegamento con The Healthy Seas Foundation

L’iniziativa si inserisce nella strategia CSV (Creating Shared Value) di Hyundai Motor Group, organizzata attorno a tre pilastri: Earth (ambiente e ecosistemi), Hope (sviluppo sociale) e Mobility (accessibilità alla mobilità). Mission to Blue appartiene al pilastro Earth, in continuità con altre collaborazioni internazionali del gruppo, tra cui quella con The Healthy Seas Foundation  organizzazione che si occupa del recupero delle reti da pesca fantasma dal fondo del mare Mediterraneo.

Questa coerenza di portafoglio  Seabin nei porti, FoamFlex contro gli sversamenti, reti fantasma nei fondali  dice che Hyundai ha costruito un approccio strutturato alla tutela degli ecosistemi acquatici, invece di gestire iniziative singole senza coordinamento. Non sono attività diverse che condividono solo il logo del brand: fanno parte di un programma che copre tipi diversi di impatto sull’ecosistema marino con strumenti diversi ma complementari.

Dal punto di vista commerciale, questa struttura di impegno  verificabile, localizzata, tecnologicamente specifica  produce una forma di comunicazione ambientale più credibile del generico “impegno per la sostenibilità” che caratterizza molte dichiarazioni corporate nel settore automotive. In un mercato dove i consumatori sono sempre più attrezzati a distinguere tra impegno reale e greenwashing, la capacità di citare un brevetto italiano, una marina specifica, una quantità misurabile di idrocarburi potenzialmente gestiti per ciclo ha un valore comunicativo diverso da una dichiarazione di neutralità carbonica riferita a un anno futuro.

Livorno dopo Milano: la costruzione di una rete territoriale

Mission to Blue ha iniziato a Milano e ora arriva a Livorno. La scelta di espandere il progetto città per città  invece di lanciarla come iniziativa nazionale con un singolo annuncio riflette una logica di costruzione del territorio: ogni tappa produce una relazione con un partner locale (il Marina D-Marin), una storia specifica legata a quell’ecosistema (il Santuario Pelagos), un intervento misurabile in quel contesto preciso.

È un approccio che ha un costo operativo più alto di una campagna centralizzata, ma che produce un radicamento territoriale che le iniziative nazionali generiche non riescono a costruire. Il porto di Livorno con le spugne FoamFlex non è intercambiabile con il porto di Rimini con i Seabin: è un intervento specifico per quel porto, quella tecnologia, quelle acque.

Santuario Pelagos protetto: Hyundai porta il kit FoamFlex a Livorno
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