Stellantis accelera su fotovoltaico, batterie e fonti rinnovabili nei siti europei per ridurre CO₂ e costi energetici.
Stellantis accelera sulla produzione e sullo stoccaggio di energia rinnovabile nei propri stabilimenti europei. La notizia conta perché sposta la decarbonizzazione dall’auto finita alla fabbrica: in un’industria sotto pressione per costi energetici, norme ambientali e concorrenza globale, la capacità di autoprodurre energia diventa una leva industriale tanto importante quanto l’elettrificazione dei modelli. Il gruppo punta a ridurre le emissioni di CO₂, contenere l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia e rendere più stabile la continuità produttiva.
Oggi i siti produttivi europei di Stellantis coprono il 68% del fabbisogno elettrico con energia decarbonizzata. L’obiettivo è portare l’autoconsumo on-site al 31% dell’energia utilizzata negli stabilimenti europei entro il 2026, con alcuni impianti più avanzati che potrebbero arrivare fino all’80%. È una scelta che riflette una trasformazione più ampia del settore automotive: la competitività non dipende più soltanto da piattaforme, batterie e software di bordo, ma anche dal costo e dalla sicurezza dell’energia che alimenta le linee produttive.
La strategia energetica del gruppo si muove su tre assi: riduzione dei consumi complessivi, aumento delle fonti a basse emissioni e garanzia della disponibilità energetica per evitare interruzioni industriali. In questo quadro, la gestione dell’energia diventa parte della governance manifatturiera. Stellantis dichiara che l’89% dei siti produttivi europei è certificato secondo lo standard ISO 50001, riferimento internazionale per i sistemi di gestione dell’energia.
Il capitolo principale riguarda il fotovoltaico on-site. Stellantis sta sviluppando progetti solari in 27 siti produttivi europei, tra impianti già completati e altri in corso, per una capacità installata complessiva superiore a 500 MW. Il modello prevalente è quello del Power Purchase Agreement on-site, con operatori energetici incaricati di progettare, realizzare e gestire gli impianti in base alle esigenze dei singoli stabilimenti. Alla fine del periodo contrattuale, la proprietà passerà a Stellantis. È una formula che consente al costruttore di accelerare gli investimenti senza internalizzare subito l’intero peso finanziario e tecnico degli asset energetici.
Gli impianti vengono installati su coperture, pensiline dei parcheggi o aree a terra, a seconda della configurazione industriale dei siti. A regime, secondo il gruppo, dovrebbero evitare oltre 100.000 tonnellate di CO₂ all’anno. Alcuni stabilimenti sono già indicati come casi avanzati. A Tychy, in Polonia, l’autoconsumo potrebbe raggiungere circa il 60%entro la fine del 2026. A Saragozza, in Spagna, dove è operativo un sistema ibrido che combina fotovoltaico ed eolico, la quota potrebbe salire fino all’80%.
La seconda gamba del piano è rappresentata dai sistemi di accumulo a batterie, i Battery Energy Storage Systems o BESS. Stellantis prevede di installarli in 20 siti industriali europei, per una capacità totale di circa 200 MWh. Il programma sarà realizzato in due fasi: la prima è già in stato avanzato, con sette stabilimenti attesi operativi entro il 2026, mentre il completamento negli altri siti è previsto nell’arco di tre anni.
Le batterie industriali non servono soltanto ad accumulare energia solare prodotta in eccesso. Integrate con sistemi avanzati di Energy Management System, permettono di ottimizzare il consumo in base alla disponibilità energetica, alla domanda dello stabilimento e alle condizioni della rete. Nei siti dotati di fotovoltaico, l’accumulo consente di aumentare l’autoconsumo, riducendo la quantità di energia acquistata dall’esterno. In alcuni casi, i sistemi potranno anche fornire servizi di rete agli operatori locali, modulando consumi e immissioni per contribuire alla stabilità del sistema elettrico.
Il sito di Madrid è già indicato come impianto pilota per la scalabilità di questa soluzione. La logica è industriale: standardizzare il modello, replicarlo in più stabilimenti e trasformare l’energia in una funzione integrata della produzione. Per un gruppo con una rete manifatturiera ampia e distribuita, la possibilità di combinare generazione locale, accumulo e gestione digitale può incidere sui costi operativi e sulla resilienza degli impianti.
Stellantis sta inoltre diversificando il mix energetico oltre il solare. A Caen, in Francia, il gruppo ha inaugurato un impianto geotermico che fornisce calore rinnovabile per gli edifici e raffrescamento per i processi industriali, coprendo autonomamente circa il 30% del fabbisogno energetico del sito. In parallelo, diversi stabilimenti stanno adottando soluzioni basate sulla biomassa per decarbonizzare il riscaldamento industriale. Tra questi figurano Rennes, con una rete di riscaldamento a zero emissioni basata su biomassa locale avviata nel 2025, oltre a Sochaux, Vesoul, Trnava e Kragujevac.
Il punto economico è evidente. L’energia è diventata una variabile competitiva critica per l’industria europea dell’auto, soprattutto dopo gli shock degli ultimi anni sui prezzi e sulla disponibilità delle forniture. Ridurre la dipendenza dai mercati esterni significa proteggere margini, pianificazione produttiva e filiera. Per Stellantis, la decarbonizzazione degli stabilimenti non è solo un obiettivo ambientale: è uno strumento per rendere più robusta l’impronta industriale europea in una fase in cui il settore deve finanziare elettrificazione, software e riorganizzazione produttiva.
Scheda
- Gruppo: Stellantis
- Obiettivo: aumento di energia rinnovabile e accumulo nei siti europei
- Energia elettrica decarbonizzata oggi: 68%
- Target autoconsumo on-site entro il 2026: 31%
- Siti più avanzati: fino all’80% di autoconsumo
- Siti europei certificati ISO 50001: 89%
- Progetti fotovoltaici: 27 siti
- Capacità fotovoltaica complessiva: oltre 500 MW
- CO₂ evitata a regime: oltre 100.000 tonnellate l’anno
- Programma BESS: 20 siti
- Capacità accumulo prevista: circa 200 MWh
- Tecnologie coinvolte: fotovoltaico, eolico, batterie, geotermia, biomassa




