Il regolamento AFIR impone sulla rete TEN-T hub di ricarica a non più di 60 km, con potenze crescenti e almeno un punto da 150 kW.
L’Unione europea accelera sulla rete di ricarica per le auto elettriche: lungo i principali corridoi stradali TEN-T gli Stati membri devono garantire stazioni pubbliche a una distanza massima di 60 km, con almeno un punto da 150 kW. È uno dei pilastri del regolamento AFIR, Regolamento UE 2023/1804, nato per ridurre uno dei principali ostacoli alla diffusione delle vetture a batteria: la disponibilità di infrastrutture rapide e facilmente accessibili durante i lunghi viaggi.
La norma non impone quindi una colonnina ogni 60 km su qualsiasi strada europea. Gli obblighi riguardano la rete transeuropea dei trasporti TEN-T, cioè i grandi assi che collegano città, porti, aeroporti e principali nodi economici dell’Unione.
Colonnine ogni 60 km: cosa prevede davvero l’AFIR
Per auto e veicoli commerciali leggeri, sulla rete centrale TEN-T il regolamento ha fissato al 31 dicembre 2025l’obiettivo di installare, in ciascun senso di marcia, gruppi di stazioni pubbliche con una distanza massima di 60 km.
Ogni hub deve mettere a disposizione almeno 400 kW di potenza complessiva e comprendere almeno un punto di ricarica capace di erogare 150 kW. Entro il 31 dicembre 2027 l’asticella salirà a 600 kW complessivi, con almeno due punti da 150 kW.
La progressione interessa anche la più estesa rete globale TEN-T. Entro la fine del 2027 almeno il 50% della sua lunghezza dovrà essere coperto con hub distanziati al massimo 60 km e almeno 300 kW di potenza complessiva. La copertura prevista dal regolamento si estende progressivamente fino al 2030 e al 2035, quando aumenteranno anche le potenze richieste.
Cosa cambia per chi viaggia in auto elettrica
L’obiettivo industriale è rendere più prevedibile l’utilizzo delle BEV sulle lunghe percorrenze. Una rete con distanze massime definite riduce il rischio di trovare ampi tratti senza infrastrutture e permette ai costruttori di sviluppare sistemi di navigazione e pianificazione delle soste su una rete più omogenea.
Per gli operatori della ricarica, al contrario, l’AFIR significa nuovi investimenti in stazioni ad alta potenza, connessioni alla rete elettrica e sistemi di pagamento. La disponibilità di centinaia di kW in una singola area richiede infatti capacità della rete, trasformatori e infrastrutture che vanno oltre la semplice installazione della colonnina.
Il regolamento punta inoltre a semplificare l’esperienza del cliente: la normativa europea prevede modalità di pagamento facilmente accessibili, comprese soluzioni con carte o sistemi contactless, riducendo la dipendenza da applicazioni e abbonamenti specifici.
Anche camion elettrici e idrogeno nella strategia UE
L’AFIR non riguarda soltanto le automobili. Per i mezzi pesanti elettrici sono previste infrastrutture molto più potenti: entro il 2030, sulla rete centrale TEN-T, gli hub dovranno trovarsi a non più di 60 km l’uno dall’altro e offrire almeno 3.600 kW complessivi, con almeno due punti da 350 kW.
La strategia comprende anche l’idrogeno, oltre a porti e aeroporti, inserendo la ricarica stradale in un progetto più ampio di decarbonizzazione dei trasporti europei.
Per il mercato dell’auto, la conseguenza è rilevante: l’Europa cerca di far procedere insieme vendita delle vetture elettriche e sviluppo dell’infrastruttura, evitando che la crescita delle BEV sia frenata dall’insufficienza della rete. Il vero banco di prova resta ora l’attuazione concreta nei singoli Paesi e la capacità di realizzare gli hub rispettando potenze, distanze e tempi previsti.
Scheda
Normativa: Regolamento UE 2023/1804 – AFIR
Rete interessata: TEN-T
Distanza massima: 60 km
Rete centrale, potenza 2025: 400 kW per hub
Punto minimo: almeno 1 da 150 kW
Obiettivo 2027 rete centrale: 600 kW per hub
Mezzi interessati: auto, furgoni e veicoli pesanti
Obiettivo: aumentare copertura, potenza e accessibilità della ricarica


