Sami Pajari vince il Rally di Delfi in Estonia con la Toyota GR Yaris, diventando l’83° vincitore diverso nella storia del Mondiale Rally.
Il Rally di Delfi in Estonia consegna al Mondiale Rally FIA un nuovo capitolo statistico di rilievo: con il successo di Sami Pajari, il campionato registra il suo 83° vincitore diverso nella storia, un dato che racconta quanto il WRC resti oggi una competizione aperta, dove il livello tecnico ravvicinato tra le vetture Rally1 e la profondità del parco piloti Toyota permettono a interpreti relativamente giovani di inserirsi stabilmente nella lotta per le vittorie assolute. Per Toyota Gazoo Racing, che piazza tre dei primi cinque piloti al traguardo, il risultato conferma la solidità di un programma sportivo capace di generare risultati anche al di fuori dei nomi già affermati del proprio organico.
Pajari, alla guida della Toyota GR Yaris Rally1 equipaggiata con pneumatici Hankook, ha condotto la gara dall’inizio alla fine, conquistando 12 vittorie di tappa su 18 prove speciali disputate e chiudendo con un margine di 19,5 secondi su Oliver Solberg. Un successo che si inserisce in una tradizione recente del rally estone, terreno che negli ultimi anni ha spesso premiato piloti alla loro prima affermazione assoluta nel WRC: dopo Kalle Rovanperä nel 2021 e lo stesso Solberg nel 2025, Tartu conferma la propria natura di trampolino di lancio per i talenti emergenti del campionato, complice un fondo veloce e scorrevole che premia la pulizia di guida più della sola aggressività.
Sul piano della classifica generale, il ventiquattrenne finlandese sale a 116 punti stagionali con l’aggiunta dei 28 raccolti in Estonia, portandosi al terzo posto a 33 lunghezze dal leader Elfyn Evans, compagno di squadra in Toyota. Con già sei podi collezionati nel 2026, Pajari si candida ora come uno dei favoriti per il prossimo appuntamento iridato, il Secto Rally Finland, in programma dal 30 luglio al 2 agosto su un terreno per caratteristiche simile a quello estone: la vittoria in Estonia rappresenterebbe inoltre, in caso di bis, la conferma che il pilota ha trovato continuità su un tipo di prova specifico, elemento che nel WRC pesa quanto la versatilità su fondi diversi.
Il weekend ha offerto anche spunti rilevanti sul fronte della gestione tecnica delle vetture. Oliver Solberg, secondo al traguardo, ha interrotto una serie di risultati deludenti nelle gare precedenti, conquistando il terzo podio stagionale dopo il successo di Monte-Carlo. Nella parte finale della gara, Solberg ha fatto segnare il miglior tempo nella Wolf Power Stage, la prova speciale conclusiva che assegna punti bonus, vincendo anche la classifica Super Sunday nonostante il distacco da Pajari fosse ormai incolmabile. Lo svedese ha ammesso di non aver spinto al limite quanto il compagno di squadra, un dettaglio che testimonia come nel Rally1 attuale il margine tra rischio e risultato resti sottilissimo, specialmente su un fondo dove un errore di valutazione può costare l’intero fine settimana.
In casa Hyundai, la sfida interna tra Adrien Fourmaux e Thierry Neuville ha caratterizzato la lotta per il podio fino all’ultima tappa. Il campione del mondo 2024 si era portato in zona podio dopo aver fatto segnare cinque tempi migliori del compagno di squadra nella tappa più lunga del rally, quasi 150 chilometri cronometrati, grazie anche ad alcune modifiche alla trasmissione della sua i20 N Rally1. Ma un rallentamento nella prima manche di domenica, legato a un intervento tecnico necessario sull’impianto audio della vettura prima della partenza, ha compromesso il tentativo di rimonta di Neuville, che ha chiuso a 9,8 secondi da Fourmaux, distacco troppo ampio da recuperare nella sola Power Stage finale.
Il leader del campionato Sébastien Ogier, al debutto stagionale in Estonia dal 2021, ha chiuso al quinto posto davanti al compagno di squadra Toyota Elfyn Evans, che conserva comunque la testa della classifica piloti con 25 punti di vantaggio su Takamoto Katsuta. Proprio il pilota giapponese, tra i più veloci del weekend, è uscito di scena venerdì per un danno agli pneumatici dopo aver guidato la classifica fino a sabato, un episodio che pesa doppiamente sul suo bilancio stagionale avendo perso sia posizioni sia punti potenzialmente decisivi in ottica campionato.
Tra i team satellite, Mārtiņš Sesks ha chiuso settimo come miglior pilota M-Sport Ford, rallentato da un’uscita di pista nello shakedown e da un danno a uno pneumatico nella SS9, mentre Esapekka Lappi ha concluso ottavo al rientro in gara dopo il Safari Rally Kenya di marzo. Nella categoria WRC2, il pilota di casa Robert Virves ha vinto su Škoda Fabia RS Rally2 con 7,6 secondi di vantaggio, aggiudicandosi anche il premio di 25.000 euro riservato dal WRC Promoter al miglior talento locale della gara.
Classifica finale
1. S Pajari / M Salminen FIN Toyota GR Yaris Rally1 2:31:16.5
2. O Solberg / E Edmondson SWE Toyota GR Yaris Rally1 +19.5s
3. Una Fourmaux / Una Coria FRA Hyundai i20 N Rally1 +53,8s
4. T Neuville / M Wydaeghe BEL Hyundai i20 N Rally1 +59,7 s
5. S Ogier / V Landais FRA Toyota GR Yaris Rally1 +1m 32.9s
6. E Evans / S Martin GBR Toyota GR Yaris Rally1 +2m 01.0s

