Pajari guida il Rally Paraguay davanti a Paddon dopo una prima giornata segnata da delaminazioni, forature e problemi alle Rally1.
Sami Pajari chiude al comando la prima giornata del Rally del Paraguay, trasformando una gara dominata da forature, delaminazioni e problemi meccanici in un test soprattutto di affidabilità e gestione degli pneumatici. Dopo otto prove speciali, il finlandese della Toyota precede Hayden Paddon di 11,9 secondi, mentre il leader del Mondiale Elfyn Evans è terzo dopo aver perso terreno per il cedimento di una gomma sulla lunga Yerbatera.
La prima tappa del nuovo appuntamento sudamericano del WRC ha mostrato immediatamente quanto il risultato possa dipendere non soltanto dalla velocità pura delle Rally1, ma dalla capacità di preservare pneumatici, sospensioni e componenti su fondi particolarmente aggressivi. Quasi tutti i protagonisti hanno infatti incontrato problemi, modificando più volte la classifica nel corso della giornata.
Pajari è stato quello che ha saputo sfruttare meglio il caos. All’inizio del giro pomeridiano occupava soltanto la quarta posizione, con un ritardo di 33,2 secondi dalla testa. Quando gli avversari hanno iniziato a pagare le conseguenze delle delaminazioni, il pilota Toyota ha mantenuto un ritmo regolare evitando errori e problemi tecnici, fino a ritrovarsi al comando.
Pajari sfrutta affidabilità e continuità della Toyota
Il passaggio decisivo è arrivato sulla seconda percorrenza di Yerbatera, 33,88 km, una delle prove più selettive dell’intera giornata. Evans era appena passato in testa per appena 0,5 secondi, approfittando a sua volta dei problemi di Paddon, quando lo pneumatico posteriore destro della sua Toyota GR Yaris Rally1 ha iniziato a delaminarsi.
La gomma si è successivamente distrutta e il gallese è stato costretto a completare la speciale praticamente sul cerchio. Un episodio pesante soprattutto in ottica campionato: Evans resta terzo, ma si trova a 56,3 secondi da Pajari e a 44,4 secondi da Paddon.
Nella stessa prova anche il neozelandese ha subito una delaminazione, questa volta alla posteriore sinistra, perdendo 20,8 secondi. Pajari ha invece completato Yerbatera senza inconvenienti e ha conquistato la speciale precedendo di appena 0,1 secondi Oliver Solberg.
Il risultato fotografa bene il tema tecnico della giornata: con differenze cronometriche ridotte tra le Rally1, la capacità di arrivare alla fine delle prove con pneumatici integri è diventata più importante di qualche decimo guadagnato attraverso una guida più aggressiva.
“Credo che sia anche una questione di fortuna se si fora oppure no”, ha spiegato Pajari al termine della prova. Un’osservazione che sintetizza una giornata nella quale il degrado delle coperture ha condizionato quasi tutti i principali equipaggi.
Paddon sorprende al ritorno sullo sterrato
Alle spalle del finlandese, Hayden Paddon resta pienamente in corsa per la vittoria nonostante due problemi agli pneumatici. Il neozelandese era arrivato alla metà della giornata in testa con 23,9 secondi di vantaggio, dimostrando di aver ritrovato rapidamente competitività nonostante non disputasse un rally sterrato al massimo livello del WRC dal 2018.
Paddon ha guidato una gara del Mondiale per la prima volta dal Rally del Portogallo dello stesso anno. Le delaminazioni accusate a Nueva Alborada e Yerbatera gli hanno impedito di consolidare il margine, ma il distacco di soli 11,9 secondilascia completamente aperto il confronto con Pajari.
Anche Adrien Fourmaux ha mostrato una velocità potenzialmente sufficiente per lottare al vertice. Il francese ha vinto quattro delle otto speciali disputate venerdì, compresi i passaggi di Cambyreta e Nueva Alborada, ma ha pagato quasi 90 secondi per la sostituzione di una ruota durante il primo transito a Yerbatera.
Nel secondo passaggio ha inoltre raggiunto il traguardo con entrambe le gomme posteriori sgonfie. Il risultato è un quarto posto a 1’51”3 da Pajari: un distacco importante, ma non ancora definitivo considerando la quantità di problemi che il percorso sta generando.
Ford veloce, ma McErlean perde il podio
La volatilità della gara ha coinvolto anche M-Sport Ford. Josh McErlean era riuscito a salire fino alla seconda posizione e dopo la SS6 si trovava ad appena 9,8 secondi dalla testa. Anche la sua corsa è però cambiata a Yerbatera, dove una ruota danneggiata lo ha costretto a fermarsi perdendo oltre due minuti.
McErlean rimane comunque quinto e la sua prestazione conferma che, nelle condizioni paraguaiane, le differenze prestazionali tra i principali costruttori possono essere compensate o amplificate dall’affidabilità.
Ancora più difficile il bilancio per alcuni dei nomi più attesi. Takamoto Katsuta si è ribaltato dopo appena due chilometri della prima prova di Cambyreta, mentre Thierry Neuville è stato costretto al ritiro dopo aver danneggiato la sospensione posteriore sinistra della Hyundai.
Anche la gara del campione del mondo in carica Sébastien Ogier si è fermata nella SS3, quando ha ceduto una riparazione provvisoria effettuata sulla sospensione. Tre episodi che dimostrano quanto il Paraguay stia mettendo sotto pressione non soltanto gli pneumatici, ma l’intera robustezza delle Rally1.
Domínguez protagonista davanti al pubblico di casa
La sorpresa della giornata è arrivata anche dal WRC2, dove Diego Domínguez ha portato il Paraguay fino alla sesta posizione assoluta. Il pilota di casa guida inoltre la categoria con 39,4 secondi di vantaggio su Gus Greensmith, diventando uno dei protagonisti dell’esordio del rally davanti al pubblico sudamericano.
Più arretrato Oliver Solberg, ottavo a 3’33”3. La sua partenza promettente è stata compromessa alla prima curva di Yerbatera, quando il motore si è spento in frenata senza riavviarsi immediatamente. Gli spettatori hanno aiutato l’equipaggio a ripartire spingendo la vettura, prima che una successiva foratura facesse perdere altro tempo.
La gara resta comunque tutt’altro che definita. Per sabato sono previsti 137,34 km cronometrati distribuiti su nove prove speciali e le previsioni indicano possibili forti piogge. Una combinazione che potrebbe cambiare nuovamente sia i rapporti di forza sia le strategie sulle gomme.Pajari partirà davanti a tutti con un margine ridotto e senza la possibilità di gestire troppo. Il Rally del Paraguay ha già dimostrato che la velocità, da sola, non basta: nel confronto tra Toyota, Hyundai e Ford, affidabilità, scelta degli pneumatici e capacità di limitare i danni possono pesare quanto la prestazione assoluta
Classifica dopo venerdì (SS8/22):
- S Pajari / M Salminen FIN Toyota GR Yaris Rally1 1h 28m 28.7s
- H Paddon / J Kennard NZL Hyundai i20 N Rally1 +11,9 s
- E Evans / S Martin GBR Toyota GR Yaris Rally1 +56.3s
- A Fourmaux / A Coria FRA Hyundai i20 N Rally1 +1m 51.3s
- J McErlean / E Treacy IRL Ford Puma Rally1 +2m 23.1s
- D Domínguez / R Peñate PAR Toyota GR Yaris Rally2 +2m 36.0s


