di Raffaello Carabini
La Città Metropolitana, intesa come ex-provincia, ci tiene molto (ma non lo finanzia più). L’assessore alla cultura Michela Palestra dice ad affaritaliani: “il Festival di Villa Arconati è uno dei pilastri della cultura dell’area metropolitana milanese. Un evento di prestigio noto e rinomato che si pone in linea contraria rispetto all’abituale attrazione centripeta verso il capoluogo”.
Expo, che si svolge molto vicino (Rho e Bollate confinano), non lo considera affatto. “Si diceva che Villa Arconati potesse diventare il polo musicale dell’evento, invece non se ne è fatto nulla”, si rammarica Giancarlo Cattaneo, direttore artistico della rassegna. “Speriamo almeno che finiscano le vie d’acqua, un progetto che ci permetterebbe di raggiungere Expo in bicicletta lungo i nuovi navigli.”
Intanto è pronta al via la 27sima edizione del Festival, che diventerebbe la trentesima se si considerasse il “prequel” Musica in Villa, tutta finanziata dai comuni del territorio (per 180mila euro) e dagli sponsor privati. Otto gli appuntamenti a partire dal prossimo 20 giugno. Per oltre metà si tratta di ritorni sul palco allestito nello spettacolare giardino (12 ettari interamente visitabili, parte all’italiana parte alla francese, con statue, labirinti, fontane) della grande villa di Castellazzo di Bollate, che le guide settecentesche appellavano come “la piccola Versailles italiana” e che ospitò nelle sue stanze Goldini e Canova.
Inizia la rocker statunitense Patti Smith che celebrerà il quarantennale del suo capolavoro “Horses”, poi è la volta di Fiorella Mannoia (il 30 giugno) e dei due big della musica “tropicalista” carioca Gilberto Gil e Caetano Veloso (l’11 luglio), dell’Orquesta Buena Vista Social Club, con i due “monumenti” del sound cubano Omara Portuondo ed Eliades Ochoa, (il 14 luglio) e di Nina Zilli, con il suo pop eclettico (il 18 luglio).
Tre i set per la prima volta a Villa Arconati: il 6 luglio i tedeschi Einsturzende Neubauten proporranno il loro poderoso rock industriale in un progetto dedicato al centenario della Grande Guerra; il 16 luglio la Brunori Srl del cantautore Dario offrirà il suo ironico e amaro pop d’autore, molto attento al presente; il 21 luglio chiuderanno il festival gli inglesi Kooks, protagonisti della scena brit-rock, con le suggestioni del nuovo, quarto album “Listen”.
Rispetto alle edizioni più corpose del passato non passa inosservata l’assenza di concerti jazz (spessissimo protagonista in villa) e di musica classica: “abbiamo fatto delle scelte, non potevamo aumentare le date perché le istituzioni sovracomunali non ci hanno aiutato economicamente”, conclude Cattaneo. “Nonostante questo ci sembra che il festival si inserisca perfettamente in questo clima di rinascita che si vive oggi a Milano, dopo gli anni faticosi della grande crisi.”
Nei giorni dei concerti sarà aperta al pubblico la splendida villa, la seconda più maestosa della Lombardia dopo la reggia di Monza, ottomila metri quadrati su due piani, 167 stanze, 365 finestre, splendidi saloni, affreschi dei fratelli Galligari, specchi e gessi, un’ampia biblioteca, che un tempo ha ospitato opere preziose, tra cui il Codice Atlantico di Leonardo. Il tutto in fase di progressivo restauro grazie all’opera meritoria della Fondazione Augusto Rancilio.
prezzi dei biglietti diversi a seconda dell’evento, con una media di 30 euro
circuiti di prevendita abilitati: mailticket, ponderosa, ticketone, vivaticket
maggiori informazioni sul sito www.festivalarconati.com
prima dei concerti visite speciali per vedere ambienti chiusi al pubblico
donazione minima 5 € (devoluti al recupero di villa arconati)
disponibilità posti limitata, si consiglia la prenotazione: didattica@villaarconati.it




