di Raffaello Carabini
Siamo all’edizione numero 37: come ogni anno, sul finire dell’inverno, a Bergamo inizia la stagione dei grandi festival jazz. Sotto la direzione artistica di Enrico Rava, il grande trombettista noto in tutto il mondo, dal 15 al 22 marzo si avvicenderanno concerti di importanti artisti internazionali, proiezioni di film, iniziative didattiche, in una combinazione equilibrata fra tradizione e innovazione, momenti spettacolari e di approfondimento.
Tra i numerosi appuntamenti che riempiranno di musica afroamericana la città orobica, vanno segnalate innanzitutto le serate clou al Teatro Donizetti. Venerdì 20 aprirà il batterista Jeff Ballard (ricercatissimo accompagnatore, tra gli altri anche della superstar del piano Brad Mehldau) insieme con il chitarrista africano Lionel Loueke, uno dei nuovi big della sei corde, cui farà seguito la raffinata cantante Dianne Reeves, che unisce vocalità nera a escursioni in ambito pop e soul, come attesta il suo album più recente, “Beautiful Life”. Classe e feeling che avranno il 22 maggio anche il riconoscimento della laurea honoris causa della prestigiosa università Julliard di New York.
Sabato 21, serata “double face“. Dapprima toccherà al settantenne trombonista Fred Wesley, già con James Brown, Ike & Tina Turner e George Clinton, per un funk jazzato divertente ed esplosivo alla guida dei New JB’s, nel ricordo dell’indimenticato “mister Sex Machine”. Lo seguirà l’ottimo quintetto del contrabbassista Michael Formanek e del sassofonista Tim Berne, che propone un jazz sperimentale ed evoluto, non sempre di facile fruizione. Domenica 22 si alterneranno sul palcoscenico del Teatro Donizetti il quartetto del sassofonista Mark Turner, capofila della generazione dei neo cinquantenni, formidabile riferimento del jazz cosiddetto “mainstream”, quello che ne certifica l’esatto stato di salute. Sulla stessa linea espressiva i Palatino, del trombettista Paolo Fresu e del trombonista americano Glenn Ferris, accompagnati dai propulsivi ritmi francesi Michel Benita e Aldo Romano. Ma Bergamo Jazz 2015 non è tutto qui. Ricordiamo velocemente anche gli altri appuntamenti principali: la serata degli italiani – i rinomati trio del pianista Stefano Battaglia e duo Gianluigi Trovesi-Gianni Coscia – il 19 al Teatro Sociale; le pomeridiane (alle 17 presso l’Auditorium di Piazza della Libertà) del trio di Vijay Iyer, pianista che avrebbe meritato il Donizetti, il 21 e del chitarrista californiano Nels Cline, estroso improvvisatore, il 22; la sonorizzazione dal vivo del film muto del 1919 “La Bambola di Carne (Die Puppe)” di Ernst Lubitsh ad opera del clarinettista Mosè Chiavoni e del fisarmonicista Luciano Biondini.
E non è tutto. Le restanti proposte sono visibili all’indirizzo http://www.gaetano-donizetti.com/DoniEditorial/newsCategoryViewProcess.jsp?editorialID=4437.



