Il 18 e 19 settembre la venticinquesima edizione di “Parlare Musica” farà tappa nel parco romano. Ingresso gratuito, spazio ai nuovi cantautori e premi anche per poesia e pittura.
Per due sere Villa Bonelli diventerà la casa della canzone d’autore. Il 18 e 19 settembre il parco di via Camillo Montalcini ospiterà la finale della 25ª edizione del Premio Fabrizio De André – Parlare Musica, manifestazione dedicata alla ricerca di nuovi talenti nel campo della musica, della poesia e della pittura.

L’appuntamento, a ingresso libero, lascia eccezionalmente Piazza Fabrizio De André, alla Magliana, attualmente interessata da lavori di riqualificazione. Uno spostamento di poche fermate, pensato per mantenere il Premio nel quadrante dell’XI Municipio e non interrompere il rapporto costruito negli anni con il territorio.
Sul palco i nuovi eredi della canzone d’autore
A Villa Bonelli arriveranno i finalisti della sezione musica, selezionati dopo le semifinali in programma dal 26 al 28 agosto nell’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme, in provincia di Pescara. Saranno inoltre premiati i vincitori delle sezioni poesia e pittura, insieme agli artisti scelti per la Targa Faber e per la Targa “Quelli che cantano Fabrizio”, riservata alle reinterpretazioni delle opere di De André.
Nel corso degli anni il riconoscimento ha coinvolto nomi come Brunori Sas, Diodato, Fiorella Mannoia, Niccolò Fabi, Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, Madame, Ariete, Bresh e Mannarino.
Un’eredità che continua a produrre futuro
Istituito nel 2002 e presieduto da Dori Ghezzi, il Premio registra ogni anno più di mille iscrizioni. Un numero che dimostra come l’opera di De André non sia diventata soltanto memoria, ma continui a indicare una strada agli artisti più giovani: libertà espressiva, attenzione alle parole e diffidenza verso le mode costruite a tavolino.
La direzione artistica è affidata a Luisa Melis, mentre l’organizzazione è curata da iCompany con il sostegno di Roma Capitale, del Municipio XI e di Zètema. Per due sere Roma proverà così ad ascoltare non chi imita Fabrizio, ma chi tenta ancora di cantare il mondo con la stessa libertà.

