di Pierfrancesco Pacoda
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LE PRECEDENTI PUNTATE DELLA SERIE “I DJ SONO LE NUOVE ROCKSTAR?” Il dj Lele Sacchi: “Il web ha cambiato tutto” – Intervista al 21 giugno 2013 Il consiglio di Benny Benassi agli aspiranti dj: “Andate ad ascoltare i più bravi” – Intervista del 25 giugno 2013
Il dj Maurizio Gubellini: “La stima di una star come David Guetta mi gratifica” – Intervista del 9 luglio 2013 |
Da qualche settimana le classifiche di molti programmi di BBC Radio One, il canale dell’emittente inglese che trasmette la musica pop ed elettronica, non sono più soltanto dominate dalla saga dei Daft Punk ma, a rendere instabile il dominio del duo francese di disco funk, c’è un dj italiano, Francesco Rossi, che già in passato aveva avuto visibilità internazionale e adesso si trova a dividere la gloria con le grandi star.
E’ bastata una canzone ‘Paper Aeroplane’, un delizioso concentrato di storia della ‘deep house’, il versante più soul e romantico del genere elettronico, nato a Chicago nei primi anni 80, ma ancora giovanissimo, per portare un altro frammento creativo di ‘made in Italy’ in giro per il mondo.
Un suono interamente registrato e prodotto in maniera indipendente, nel proprio studio, messo sul mercato da una piccola etichetta italiana, la Energy Records e subito dopo pubblicato dalle migliori case discografiche internazionali. Dj’s come Carl Cox, Testo, Axwell e Roger Sanchez lo usano regolarmente nelle loro serate.
L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT AL DJ

Francesco, raccontaci come si diventa dj.
“Coltivando una grande passione per la musica e, almeno nel mio caso, imparando a suonare uno strumento musicale. Io ho iniziato, giovanissimo, ascoltando la collezione di vinili che avevamo in casa. Poi l’acquisto dei primi giradischi e di un mixer e le serate nei piccoli club. Una carriera classica, come quella di una rock band”.
Tu sei bolognese, la tua città ha avuto una influenza sul tuo lavoro?
“Sì, Bologna in Italia è una città di riferimento per la musica elettronica, ci sono molti club e, grazie all’università, tanti ragazzi. Un’atmosfera cosmopolita, internazionale, che ha avuto un ruolo nelle mie produzioni”.
Quali, a tuo avviso, i motivi del successo di ‘Paper Aeroplane’ in tutto il mondo?.
“Sicuramente l’uso ampio che ho fatto della melodia, che si sposa con la voce, creando un’atmosfera poetica, romantica, non è una canzone di pura elettronica. E il fatto che oggi la deep house sia un suono molto amato nei club del mondo ha aiutato. Oltre a un vero ‘marchio’ italiano all’interno di una musica internazionale. La melodia, appunto, che fa parte della nostra tradizione”.
Succede con i dj quello che succede in molti altri settori in Italia, bisogna andare all’estero per affermarsi.
“Sì, il vero mercato non è qui, all’estero c’è una considerazione e un’attenzione maggiore per il nostro lavoro, e la bravura dei talenti viene riconosciuta e gratificata”.
Un sogno?
“Remixare Vasco Rossi”.
* L’autore, giornalista e critico musicale, tra l’altro ha scritto “Tarantapatia” (AI Editore e Kurumuny edizioni),
“Io, dj” (Einaudi, insieme a Claudio Coccoluto), “Hip Hop italiano” (Einaudi Stile libero, 2000) e la voce ‘Techno’ per l’Enciclopedia Generale Einaudi della Musica.

