Lunedì 14 settembre l’annuncio ufficiale del tour 2027. Per Roma si attendono due concerti all’Olimpico, il 24 e 25 luglio. La vendita potrebbe partire già sabato 19, ma non c’è ancora conferma. E sui social è già scoppiata la ridicola guerra tra fan “veri” e presunti occasionali.
Prima i fratelli Gallagher litigavano tra loro. Adesso, riappacificati Liam e Noel, tocca ai fan. Gli Oasis non hanno ancora aperto le biglietterie del tour 2027 e già intorno ai concerti si respira l’atmosfera di una finale mondiale: code virtuali, strategie, preghiere e dita allenate sul tasto “acquista”. La certezza arriverà lunedì 14 settembre alle 17 italiane, quando la band svelerà calendario e modalità del nuovo tour, anticipato a Manchester persino da uno spettacolo di droni sopra l’Etihad Stadium.
Roma aspetta i Gallagher: Olimpico verso il doppio sold out
L’avevamo già detto noi tempo fa: per l’Italia gli occhi sono puntati sullo Stadio Olimpico, dove da giorni vengono indicate come probabili le date del 24 e 25 luglio 2027. Gli Oasis hanno già disseminato sui social indizi praticamente inequivocabili sulla Capitale, ma per il calendario definitivo bisognerà attendere l’annuncio ufficiale.
Se venissero confermate due serate da circa 60mila spettatori, la disponibilità complessiva sarebbe nell’ordine dei 120mila posti. Tanti in assoluto, pochissimi rispetto alla domanda prevedibile. Nel 2025 oltre dieci milioni di persone tentarono infatti di entrare nella grande lotteria digitale per i primi concerti della reunion.
La vendita generale potrebbe partire entro la fine della prossima settimana, con sabato 19 settembre tra le date ipotizzate. Al momento, però, non esiste ancora un giorno ufficiale: meglio diffidare da chi vende certezze prima ancora dei biglietti.
Fan storici contro occasionali: il britpop diventa concorso pubblico
E naturalmente non poteva mancare la polemica. Sui social alcuni aficionados rivendicano una sorta di diritto di prelazione morale: chi conosce soltanto Wonderwall e Don’t Look Back in Anger, sostengono, dovrebbe farsi da parte e lasciare il posto a chi sa distinguere una B-side del 1995 dal rumore della lavatrice. Una teoria affascinante, ma difficilmente Ticketmaster introdurrà all’ingresso un esame scritto sulla discografia dei Gallagher.


