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Da Annie Whitehead a Mina Agossi. A Ravenna il meglio del jazz mondiale

Da Annie Whitehead a Mina Agossi. A Ravenna il meglio del jazz mondiale
Dee Dee Bridgewater e la figlia China Moses
Dal 2 all’11 maggio prossimi avrà luogo la 42sima edizione di Ravenna Jazz. Quest’anno, oltre a grandi concerti nei teatri, i dieci gioni saranno un susseguirsi di seminari, attività didattiche e di approfondimento, esibizioni nei pub, nei caffè e persino su un palco galleggiante nella darsena.
Da Annie Whitehead a Mina Agossi. A Ravenna il meglio del jazz mondiale

di Raffaello Carabini

Ravenna Jazz 2015, storico festival che vanta oltre 40 edizioni, offrirà anche quest’anno una programmazione articolata e molto interessante, che alternerà momenti di consolidata attrattiva a proposte coraggiose, darà attenzione alla divulgazione e alla partecipazione, offrirà visibilità a musicisti del territorio. Incentrato sulla vocalità per quanto riguarda i concerti principali, in più si articolerà in variegate formulazioni e proposte, grazie anche a contributi e patrocinio di comune, regione, una banca, due ministeri e persino la SIAE.
Veniamo subito agli appuntamenti di quella che, dal 2 all’11 maggio, sarà un’autentica “full immersion” nella musica afroamericana, spesso ascoltabile gratuitamente e comunque a prezzi sempre accessibili. Partiamo dalle proposte principali, quelle serali al teatro Alighieri. La voce notissima di Dee Dee Bridgewater, affiancata da quella della figlia China Moses e da un quintetto con il trombettista Irvin Mayfield, aprirà il 2 con un repertorio vario e transgenerazionale dedicato a New Orleans. Altrettanto nota e altrettanto “diva”, Dianne Reeves presenterà il suo recente album Beautiful Life venerdì 8: non aspettatevi sorprese, solo molta piacevolezza. Idem il giorno successivo con  il sestetto latin jazz del trombettista Arturo Sandoval.
Da conoscere poi il formidabile Gregory Porter, domenica 10, l’ultimo grande talento maschile della vocalità jazz, intriso di blues e gospel, per una prima italiana con il suo ottimo quintetto. E da ascoltare l’omaggio alla musica di Robert Wyatt, che giovedì 7 la trombonista inglese Annie Whitehead proporrà in esclusiva italiana, conducendo un ottimo ensemble e le cantanti Cristina Donà, Sarah Jane Morris e Jennifer Maidman.
Molto particolari e diversificate le offerte nei club della città e dei dintorni (il Mama’s Club, il Teatro Socjale di Piangipane, il Cisim di Lido Adriano), anch’esse serali. Deliziose le Blue Dolls, che porteranno lo swing all’italiana a Piangipane domenica 3 maggio. Di grande impatto si preannuncia poi, sempre al Socjale, la chiusura esclusiva con l’inafferrabile cantante franco-africana Mina Agossi, che è stata definita la Jimi Hendrix della voce, sempre a cavallo tra i generi, grazie a un indiscusso talento e un imprevedibile e palpitante impatto scenico.
Da segnalare ancora l’omaggio elettronico al capolavoro coltraniano A Love Supreme a opera del  sassofonista Francesco Bearzatti e del mago digitale martux_m il 4 a Lido Adriano; il jazz mainstream del sassofonista Alessandro Scala e del trombettista Flavio Boltro (mercoledì 6 al Mama’s Club); i 250 studenti ravennati del “Pazzi di Jazz” Young Project, orchestra, percussioni e cori, diretti da Tommaso Vittorini, Ambrogio Sparagna e Alien Dee, con l’aggiunta di Paolo Fresu alla tromba, il 5 alla Darsena, dove verrà allestito un palco galleggiante.
A tutto questo si sommano i tre seminari sull’improvvisazione strumentale (tenuti da Boltro e Bearzatti) e sull’uso percussivo del corpo (da Alien Dee) e i concerti in solitaria delle 18.30, nei locali più alla moda del centro cittadino. Nella rassegna a ingresso gratuito “Aperitifs” si avvicenderanno i fiati corposi di Marcello “Jandu” Detti, le percussioni esotiche di Marco Zanotti, la varietà world di Alfredo Nuti Dal Portone, il cantautore e chitarrista Andrea Grossi, il piano iconoclasta di Giacomo Toni, le tastiere e il violino di Dimitri Sillato, le percussioni e l’elettronica di Bubi Staffa, le mille chitarre di Antonio Gramentieri, l’ukulele swingante di Christian Lisi e la fisa e le tastiere di Enrico Pelliconi.