“Solo su una cosa siamo d’accordo: alla larga da Sanremo. Per tutto il resto, invece, discutiamo molto”. Caterina Caselli presenta la sua nuova scoperta a “Io donna”, in edicola sabato 15 febbraio: l’ex artista di strada Marco Sbarbati. “Ha una voce particolare e un’estensione di tutto rispetto, ma da sola non basterebbe. Serve personalità, e a lui certo non manca: è uno che tiene il suo punto. Mi piace il dialogo alla pari”, dice la talent scout che non sbaglia un colpo: ha lanciato Andrea Bocelli, Elisa, Malika Ayane, i Negramaro, Raphael Gualazzi… Ma il primo in assoluto fu… Francesco Guccini. “Lo frequentavo e lo ammiravo, era il più colto tra noi. Così quando affidarono una trasmissione a me e Giorgio Gaber (“Diamoci del tu”, 1967) decidemmo di invitare due esordienti: io scelsi Guccini, lui Franco Battiato”, ricorda ora. “Forse era scritto che dovessi diventare talent scout. Essere stata cantante, e con parecchia soddisfazione, si è rivelato un vantaggio: riesco a mettermi nei panni dell’altro con facilità, conosco le timidezze e il segreto per superarle”.
A “Io donna” Marco Sbarbati, ventottenne marchigiano, racconta la sua storia. “A Bologna suonavo per strada e mi ritrovavo circondato da ragazzi. Un giorno è passato anche Lucio Dalla, che è rimasto colpito al punto da inserire una mia canzone nella colonna sonora di ‘AmeriQua’”. Ma subito dopo Dalla è mancato e Marco ha ricominciato la sua gavetta. Fino all’approdo nella “factory” della Caselli. E il festival di Sanremo? “A essere sinceri c’era un brano in italiano pronto, ma avevamo opinioni diverse sul testo, mancava il tempo per trovarne uno che piacesse a entrambi. E siccome al festival non si può cantare in inglese… Abbiamo rinunciato. Sì, canto sempre in inglese, in italiano non l’ho mai fatto, è una nuova sfida”.
