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Sea Songs, il mare secondo Vittore Baroni: 31 artisti per una compilation fuori rotta

Sea Songs è uno di quei dischi che ricordano come la musica indipendente possa ancora permettersi il lusso dell’imprevedibilità. Svariati artisti, nessun obbligo di somigliarsi e un solo comandante di bordo: Vittore Baroni. Il mare, per fortuna, resta abbastanza grande da contenerli tutti.

Sea Songs, il mare secondo Vittore Baroni: 31 artisti per una compilation fuori rotta

Doppio CD, rock, elettronica, jazz, punk, ambient e canzone d’autore: Music for Hotels Vol. 3 chiude la trilogia ideata dall’instancabile giornalista, musicista e artista postale. Un lavoro sorprendente, colto senza essere accademico, nel quale il mare diventa soprattutto libertà.

Ci sono compilation che sembrano cataloghi e altre che, pur mettendo insieme decine di nomi, finiscono per avere una personalità propria. “Sea Songs – Music for Hotels Vol. 3” appartiene decisamente alla seconda categoria. Due CD, 31 contributi, generazioni e linguaggi lontanissimi che Vittore Baroni riesce a far convivere senza trasformare il progetto in un bazar dell’alternativo. Il tema è il mare, ma dimenticate palme, mojito e tramonti da Instagram.

Da Robert Wyatt a Battiato, passando per Lovecraft

Il titolo rende omaggio alla meravigliosa Sea Song di Robert Wyatt, riletta dalle Forbici di Manitù. Poi la rotta cambia continuamente: Stefano Saletti & SALE reinventano Summer on a Solitary Beach di Battiato, Dome La Muerte E.X.P. affronta Pipeline, xoX prende in ostaggio la Mare Mare di Luca Carboni, mentre Teho Teardo firma persino un affettuoso e surreale Vittore Baroni balla sotto acqua.

Altrove arrivano Tim Buckley, Fred Neil, Lou Reed, Charles Trenet, il naufragio di Shelley sulla spiaggia di Viareggio, l’oceano inquietante di Lovecraft, la musique concrète, il surf, il punk, il jazz vocale e l’elettronica. Il risultato non è uniformità, ma esattamente il contrario: qui la qualità nasce dalla diversità. È un disco che può accarezzare e subito dopo disturbare, diventare pop e poi astratto, concedersi l’ironia e un minuto più tardi precipitare nell’oscurità. Non a caso le recensioni uscite finora ne hanno sottolineato proprio l’eclettismo e la capacità di trasformarsi continuamente.

Baroni, deux ex machina che trasforma le reti in musica

Dietro tutto c’è Vittore Baroni, figura difficilmente contenibile in una sola definizione. Giornalista e critico musicale – oggi collaboratore del pregevole mensile Blow Up – musicista, sound artist, protagonista internazionale della mail art e agitatore culturale da mezzo secolo. La sua “ossessione” per le connessioni spiega perfettamente il progetto spiegare: Baroni non ha semplicemente chiamato degli artisti, ha costruito una rete. Amicizie, incontri, vecchie avanguardie e nuove anomalie diventano un disco collettivo che conserva però una regia riconoscibile.

E non è un dettaglio che il doppio CD sia prodotto dall’Hotel Acapulco di Forte dei Marmi, struttura gestita dalla famiglia Baroni dal 1968 e da sempre attraversata da una forte vocazione musicale. Negli anni vi sono passati, tra i molti ospiti, i Cabaret Voltaire, Earth, Wind & Fire, Renzo Arbore, gli Incognito, gli SPK, Cochi e Renato e il critico Riccardo Bertoncelli. Inoltre, l’Acapulco non è stato soltanto luogo di passaggio per musicisti celebri: nei mesi invernali ha funzionato per anni anche come sala prove per diverse band locali, quasi un piccolo avamposto musicale fuori stagione. In fondo, Music for Hotels nasce anche da qui: da un albergo che non si è limitato ad ospitare la musica, ma l’ha lasciata entrare nelle proprie stanze.

Per info vittorebaroni@alice.it o Silentes

Copertina generata con ChatGPT