Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » The Voice, Affaritaliani.it dietro ai coach a seguire da vicino il nuovo talent…

The Voice, Affaritaliani.it dietro ai coach a seguire da vicino il nuovo talent…

LE IMMAGINI E I PARTICOLARI


 

di Ileana Falcone

Tutto pronto per l’inizio.
Sono seduta in seconda fila, proprio dietro ai coach.
Quattro imponenti sedie con fattezze di trono moderno si stagliano davanti a me.
Non è possibile vedere i volti dei giurati: le loro poltrone sono rivolte verso il palco e di spalle al pubblico, e non c’è alcun maxi schermo che permetta, in studio, di vedere le loro espressioni durante le esibizioni degli artisti o mentre esprimono i loro giudizi.
Alla guida del talent Fabio Troiano, che confessa di tremare alla parola conduttore e per questo preferisce definirsi “commentatore a bordo campo”. L’attore effettivamente ha ben poco del presentatore, ma reduce dal successo dei R.i.s. gli viene perdonata dal pubblico la poca estrosità presentativa.
Caratteristica fondamentale di  The Voice – come suggerisce lo stesso titolo –  è che conta solo la voce.
Per il coach Piero Pelù non è un talent ma un programma musicale dedicato alle qualità vocali.
Il collega Riccardo Cocciante confessa che questo è l’unico show al quale avrebbe potuto prendere parte all’inizio della sua carriera, visto il suo aspetto fisico.
Raffaella Carrà concorda, pur tuttavia rimarcando che in una seconda fase il suo obiettivo sarà quello di insegnare ai suoi artisti come stare sul palco e comunicare.
La coach più giovane, Noemi, non sente il peso dell’inesperienza, si sente accettata dagli altri colleghi e scherza dicendo che “i coach se la sono data ma con classe“.
Gianmarco Mazzi, direttore artistico e autore del programma, spiega che la scelta di Noemi come giudice è stata determinata dal fatto che in pochi anni ha saputo costruire una carriera importante al di là della sua precedente esperienza televisiva.
Ed ecco entrare i coach!
Piero Pelù sempre uguale, grezzo/chic: all’aspetto e all’abbigliamento aggressivo da vero rocker, contrappone un elegante accento toscano e un frequente baciamano riservato alla Carrà e alle altre donne del programma.
Raffaella Carrà, intramontabile e immodificabile (la ricordo così da quando ero bimba!) .
Il suo caschetto biondo platino perfetto, il suo fisico ancora atletico e longilineo, e il suo charme, la sua eleganza nel parlare, nel  camminare, nel gesticolare…sicuramente la più acclamata e amata in studio.
Anche Riccardo Cocciante sembra non subire il trascorrere del tempo, o forse, più semplicemente, è refrattario al perenne evolversi delle mode e dei look. Con la sua fluente chioma riccia e il suo total look nero sembra essere rimasto intrappolato nei fantastici anni ’80!
Però ciò che colpisce di lui è l’estrema delicatezza, eleganza verbale e dolcezza.
Infine Noemi, solare, semplice, un po’ troppo indecisa nel dare il proprio giudizio a fine esibizione.
Al termine del programma, in camerino, ci ha spiegato che il suo temporeggiare nell’esprimere il proprio voto e palesare la propria decisione non sono determinati dalla voglia di creare suspance.
Con i ragazzi della propria squadra si crea un tale rapporto simbiotico, una tale amicizia e affetto reciproco, che dover determinare positivamente o negativamente le sorti di uno dei concorrenti, diventa estremamente doloroso e faticoso.
Nell’insieme i quattro coach mi son sembrati un po’ troppo “delicati” nell’eprimere i propri pareri: non mi aspetto la schiettezza e a volte arroganza di Rudy Zerbi, ma sicuramente è più interessante veder prendere posizione piuttosto che sentire “è difficile decidere, son stati molto bravi entrambi, non saprei proprio chi dei due scegliere”. A onor del vero a volte la decisione è davvero ardua. Il programma è carico di veri talenti, voci straordinarie dalle estensioni vocali rarissime e dalla preparazione tecnica impeccabile.
Il look dei ragazzi in gara lascia molto a desiderare, ma forse è anche quello il bello: non ci si distrae dalla voce, che è la vera protagonista.
Dal confronto inevitabile con XFactor ne deriva, per ora, un bel pareggio:
il livello canoro è decisamente più elevato a The Voice, i giudici, per ora, più interessanti e coinvolgenti quelli di Xfactor…ma il bello deve ancora venire.
Credo che The Voice sarà un programma in crescendo: durante la fase iniziale delle Battle non emergerà la carica coinvolgente ed emotiva che sicuramente, col trascorrere delle puntate, porterà lo show a diventare leader indiscusso della stagione televisiva primaverile.
The Voice lancerà molti nuovi talenti!