“Il 17 aprile vado a votare. Poi nel merito valuterò e spiegherò la mia scelta usando Facebook e gli altri canali, argomentandola con una visione d’assieme”. Gianni Cuperlo, uno dei leader della minoranza dem, annuncia ad Affaritaliani.it che andrà votare al referendum sulle trivelle (previsto per domenica 17 aprile) nonostante la scelta della maggioranza del Partito Democratico di disertare le urne. “Vado a votare perché penso che in questo momento la partecipazione degli elettori-cittadini e il raggiungimento del quorum sarebbero un bel segnale, persino al di là del merito. Sarebbero un segnale di partecipazione. Lo vedrei con grande favore, poi sul merito dirò esattamente come la penso”.
“Ovviamente non condivido la decisione del Pd – spiega Cuperlo -, penso che la partecipazione al voto sia un fatto importante perché, al di là del merito, vorrebbe dire che c’è un’attenzione di una parte larga e maggioritaria del Paese verso la cura del proprio territorio e del proprio mare. Poi sul merito del quesito delle considerazioni sono legittime e cioè il fatto che l’impatto sarebbe comunque largamente limitato. Non si tratta di cambiare le regole che già oggi prevedono il divieto a fare trivellazioni nelle dodici miglia marine entro la costa, ma si tratta semplicemente di prevedere, se vincono i sì, che a esaurimento delle concessioni non vi sia il rinnovo automatico fino ad esaurimento del giacimento. E parliamo comunque di una tempistica che può variare dai 5 ai 10 anni in rapporto a questi 21 impianti. Il referendum – ricorda Cuperlo – non è nemmeno sulle trivellazioni ma sulla durata dello sfruttamento della piattaforma. Però non è solamente questo il punto, il raggiungimento del quorum sarebbe un segnale di attenzione verso le tematiche che sono oggetto di questo referendum. Non ho condiviso la posizione del Pd e toglierei di mezzo anche un po’ di argomenti polemici che mi paiono pretestuosi, nel senso che non c’è nessun rischio di predere domani mattina 5-10mila posti di lavoro. Sono letture un po’ estremistiche che certo non aiutano”.


