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A Verona un Salvini ecumenico. Tutto merito di Giulietta e Romeo?

Giulietta e Romeo hanno infuso amore perfino nel vicepresidente del consiglio Matteo Salvini

L’ha ricordato il sindaco Federico Sboarina: Verona è la città dell’amore.

 

Un sentimento che  – evidentemente -così tanto aleggia sulla città scaligera da aver indotto il primo cittadino a salutare il Forum Euroasiatico in modo più consone a una fiera del turismo che a un appuntamento internazionale d’affari.

 

Ma Giulietta e Romeo hanno infuso amore perfino nel vicepresidente del consiglio Matteo Salvini, presente per conto del governo.

 

Una premessa è d’obbligo: il Forum Eurasiatico- a parte qualche rara partecipazione da altri paesi – è in buona sostanza un incontro bilaterale tra imprenditori italiani e russi, messo in piedi dal potente presidente di Banca Intesa Russia Antonio Fallico. Chiaro che l’ambiente si particolarmente familiare a Salvini, non fosse altro che per la note posizione della lega contro le sanzioni economiche da parte dell’Unione Europa vero la Russia per la sua politica di aggressione nei confronti di paesi confinanti.

 

Anche se  – visti i temi economici trattai nel Forum – sarebbe stata più pertinente la presenza del Ministro dello Sviluppo Di Maio o degli esteri Moavero Milanesi, nessuno dunque si è stupito se il nostro esecutivo era rappresentato da Salvini, accompagnato dal ministro per la famiglia Fontana  che  di verona è originario.

 

Chi però si aspettava un’invettiva di Salvini contro l’UE e un elogio filoputianino è incredibilmente rimasto deluso.

 

Pace, questo è stato il leit motiv del leader leghista, in pieno spirito ecumenico.

 

“ Verona e questo forum siano luogo di pace” ha detto Don Matteo. “Nel 2018 non si puoi’ andare avanti con certe contrapposizioni” . La stoccatina all’Unione Europea è giunta puntuale, con al condanna delle sanzioni, ma a sorpresa è stata ben bilanciata da un critica nemmeno troppo velata alla poltica Russa: “ Non è accettabile mettere i carriarmati ai confini”

 

In platea non pochi si sono chiesti se si fosse trattato di un’allegoria molto colorita, o addirittura di una gaffe, ma a chiarire che cosi’ probabilmente non era sono arrivate le parole finali del saluto di Salvini: “ bisogna pensare a convivere secondo contratti”.

 

Insomma l’esportazione a livello internazionale- anzi mondiale- della formula di governo tra lega e Cinque Stelle, con un implicito riconoscimento di differenze insanabili ma che debbano essere disciplinate da regole.

 

Bisogna vedere se Putin o L’UE hanno la medesima fiducia nel modello italiano, ma intanto  Don Matteo ha affermato la sua idea di pace, avvisando in un colpo solo Bruxelles, Mosca e anche chi -nella nostra maggioranza di governo  -accusa qualche mal di pancia.