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letta camera (2)

Via libera del Consiglio dei ministri all'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. A dare l'annuncio dell'approvazione del ddl e' il presidente del Consiglio, Enrico Letta, che in un tweet ha spiegato che con la nuova legge sul finanziamento ai partiti e' abrogato il finanziamento pubblico e si passa "all'incentivazione fiscale dei contributi dei cittadini". Se il ddl verra' approvato senza modifiche dal Parlamento, l'abolizione del finanziamento sara' graduale, entrera' a regime totale tra tre anni, nel 2017, quando terminera' l'erogazione del rimborso gia' previsto per le elezioni di quest'anno. Il primo anno la riduzione dei rimborsi sara' al 60% e proseguira' in modo graduale scendendo al 50% il secondo anno e al 40% al terzo. Il ddl fissano una serie di regole di trasparenza, di democrazia interna e la presenza di uno statuto, ma anche di bilanci certificati, come condizioni per usufruire delle agevolazioni e degli incentivi fiscali. Diversamente da proposte di legge circolate nei giorni scorsi, come la Finocchiaro-Zanda, si tratta di condizioni non per presentarsi alle elezioni ma solo per usufruire di donazioni dei cittadini e servizi da parte dello Stato. La contribuzione dei cittadini, fissata al 2 per mille, partira' quindi solo dal 2016. Fonti ministeriali spiegano anche che il finanziamento pubblico sara' sostituito da tre fonti di aiuto: detrazioni, libera scelta dei cittadini con il 2 per mille e servizi, come sedi, bollette telefoniche, spazi televisivi.

"Ci dovra' essere per forza di cose un periodo transitorio, perche' esattamente legato alla transitorieta' con cui arriveranno i finanziamenti dei privati", ha detto il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, al termine del Consiglio dei ministri. Il ddl, ha aggiunto Lupi, e' l'"attuazione dei principi che avevamo approvato in Consiglio dei ministri, una completa e assoluta rivisitazione del finanziamento dei partiti, dove non ci sara' piu' il finanziamento pubblico ma il contributo da parte dei privati con agevolazioni fiscali". Lo stop ai finanziamenti non piace a tutti: "Il governo sbaglia perche' non ha una linea e' una risposta alla demagogia, al qualunquismo e al populismo. Non affronta i nodi veri della vita politica di un paese avanzato", dice lo storico tesoriere dei Ds e oggi parlamentare del Pd, Ugo Sposetti. "In attesa di conoscere il testo del Consiglio dei ministri sul finanziamento dei partiti non posso fare a meno di confermare quello che ho gia' detto - aggiunge - Fabrizio Cicchitto del Pdl - si passa da un estremo all'altro. Da un eccesso di finanziamento pubblico alla sua sostanziale abolizione che a mio avviso avra' solo effetti negativi". Contrario anche Altero Matteoli, secondo cui l'abolizione del finanziamento "e' un errore che potra' avere serie ripercussioni sulla qualita' della nostra democrazia e spero che il Parlamento possa correggerlo evitando di cedere alla demagogia e al clima attuale".

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