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Accise mobili, la mossa di Meloni per tamponare l’emergenza prezzi benzina-diesel: ecco come funzionano

Il tentativo di stabilizzare il costo quando si fa rifornimento dal benzinaio

Accise mobili, la mossa di Meloni per tamponare l’emergenza prezzi benzina-diesel: ecco come funzionano

La guerra in Iran sta provocando il caos sui mercati e il rischio è che si scateni, oltre al conflitto bellico, anche una crisi economica. I prezzi di petrolio e gas sono saliti a livelli che non si vedevano da anni e la situazione è preoccupante, a tal punto che è stato convocato un vertice d’emergenza del G7 dei ministri dell’Economia per fronteggiare il problema, forse attingendo alle riserve di greggio. Ma anche il governo italiano sta tentando di compiere qualche mossa per evitare l’impennata dei prezzi sugli energetici. Una delle possibili soluzioni temporanee potrebbe essere quella di attivare le accise mobili.

Ma cosa sono e come funzionano?

Sul prezzo della benzina e del diesel, oltre al costo del petrolio e all’IVA al 22%, incide anche l’accisa, una tassa fissa da corrispondere al litro. In sintesi, con il meccanismo delle accise mobili si cercano di utilizzare le maggiori entrate nelle casse pubbliche dovute all’IVA applicata sul costo del petrolio per abbassare l’accisa. In questo modo, il valore del carburante alla pompa dovrebbe più o meno mantenersi sempre stabile, o comunque non subire scossoni particolari. La misura è stata introdotta dal governo Meloni nel 2023, andando a modificare una norma del governo di Pier Luigi Bersani del 2007. La questione potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già nella giornata di martedì 10 marzo.