Il governo compenserà le Regioni per le entrate perse con l’abolizione del bollo auto. Giorgia Meloni difende anche la nuova legge elettorale e ribadisce di voler governare fino alla fine della legislatura.
Meloni: risorse alle Regioni sul bollo e obiettivo di arrivare fino alla fine della legislatura
L’abolizione del bollo auto non dovrà tradursi in minori risorse per le Regioni. Giorgia Meloni, al termine del Consiglio dei ministri, ha spiegato come il governo intende compensare il gettito che verrà meno con la cancellazione della tassa per auto di piccola e media potenza e motocicli. Il provvedimento approvato dal Cdm riguarda i veicoli fino a 80 kW e tutti i motocicli. La presidente del Consiglio ha chiarito: “I proventi del bollo auto vengono riscossi alle Regioni e quindi non stiamo varando un provvedimento che deve pagare qualcun altro: noi trasferiremo alle Regioni la quota di risorse che, chiaramente, rappresenta per loro un mancato introito”.
Il trasferimento servirà quindi a compensare la perdita di gettito regionale prodotta dall’abolizione della tassa. Il bollo auto viene infatti riscosso dalle Regioni di residenza dei proprietari dei veicoli.
Legge elettorale, Meloni difende la riforma e punta sulla stabilità
Meloni è intervenuta sulla legge elettorale, approvata il 15 settembre dal Senato e tornata alla Camera per l’ultima lettura. Il testo prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza e soglia al 42%, oltre alle modifiche introdotte a Palazzo Madama.
La premier ha definito la riforma “un passo in avanti del quale beneficeranno tutti”, spiegando che dovrebbe evitare “governi che durano meno di un anno” o “governi costruiti nel palazzo”. Alla Camera il provvedimento è stato incardinato in commissione Affari costituzionali. Le audizioni sono previste a partire dal 21 settembre, mentre l’esame degli emendamenti precederà il successivo passaggio in Aula. L’approdo inizialmente fissato al 28 settembre potrebbe slittare per il calendario dei lavori parlamentari.
Meloni ha collegato il nuovo sistema elettorale anche alla durata degli esecutivi, mentre ha escluso di puntare a elezioni anticipate. “Finché io ho una maggioranza solida per governare intendo governare questa nazione”, ha detto. Poi ha aggiunto: “ogni giorno leggo queste ricostruzioni, che io davvero non so da dove possono muovere, su questa continua tentazione della Meloni di andare a votare” ma “io vorrei governare fino a fine legislatura”.
Vannacci e Futuro Nazionale, Meloni richiama i voti contro il centrodestra
Tra i temi affrontati dalla presidente del Consiglio anche i futuri rapporti con Roberto Vannacci e Futuro Nazionale: “Ho sentito Vannacci dire che le alleanze si fanno sul rispetto degli impegni presi con i cittadini”, ha spiegato Meloni, ricordando poi che “Futuro Nazionale è composto da tutti parlamentari eletti nel centrodestra per votare provvedimenti del centrodestra” mentre “oggi votano con l’opposizione contro i provvedimenti e contro quel programma e chiaramente quando accade una volta può accadere anche la seconda. Per me è molto più importante vincere per governare che vincere per non governare”.
La premier mantiene quindi separati i due passaggi: da una parte l’obiettivo dichiarato di completare la legislatura con l’attuale maggioranza, dall’altra le future alleanze, che Meloni lega al comportamento parlamentare delle forze che intendono far parte del centrodestra.


