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Politica

 

 

IL SONDAGGISTA: SE IL CAV FA CADERE IL GOVERNO CALANO I CONSENSI PDL

 

“Se il Pdl dovesse fare cadere il governo Letta dopo il voto in Giunta sulla decadenza di Berlusconi, questo porterebbe ad un calo di consenso per il Centrodestra”.  Maurizio Pessato, vicepresidente di Swg, analizza per Affaritaliani.it la difficile fase politica dal punto di vista elettorale. “Anche se in questo momento il governo non è visto in maniera particolarmente positiva da molti italiani, garantisce però la stabilità rispetto ad una non-alternativa. E quindi una caduta del governo Letta su una vicenda non legata all’attività dell’esecutivo stesso sarebbe vista in maniera negativa dall’elettorato. La maggior parte delle persone sono preoccupate soprattutto dalla mancanza di una alternativa politica credibile”.

Slitta a giovedì alle 15 la discussione sulla relazione Augello in Giunta delle Elezioni del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Ogni senatore avrà a disposizione 20 minuti per gli interventi. Oggi si riunisce l'ufficio di presidenza della Giunta per le Immunità del Senato per decidere il calendario dei lavori sul caso. Secondo esponenti del Pd è probabile che il voto arrivi o giovedì stesso o nella seduta successiva.

 

LA RIUNIONE - Una riunione a palazzo Chigi di tutta la delegazione del Pdl al governo. Si sarebbe svolta nel primo pomeriggio di oggi, presente il vicepremier Angelino Alfano e gli altri 4 esponenti pidiellini nell'esecutivo. Secondo altre fonti, vicine ai ministri del Pdl, invece non sarebbe stata una vera e propria riunione, bensi' un incontro a tre, tra Alfano, Lupi e Quagliariello. Fatto sta che, dopo l'avvertimento sulla possibile fine dell'esperienza Letta a palazzo Chigi, lanciato ieri da Schifani e reiterato oggi da diversi esponenti del partito di Silvio Berlusconi e in vista delle nuova riunione stasera della Giunta, i vertici del Pdl stanno valutando la strategia da portare avanti qualora davvero oggi si arrivasse a votare in Giunta. Tra le ipotesi in campo, anche quella di consegnare le deleghe nelle mani del Cavaliere e lasciare al leader del Pdl la decisione finale. Una scelta che, fanno sapere dal Pd, aprorebbe di fatto la crisi formale di governo. Fonti pidielline, pero', riferiscono di contatti nelle ultime ore con il premier e il Pd, ma anche a livello parlamentare al Senato, per tentare un'ultima mediazione e cercare di spostare in la' almeno di alcuni giorni il voto sulle pregiudiziali presentate dal Pdl in Giunta. Tra i mediatori, viene spiegato, le 'colombe' pidielline, ministri compresi. Il partito, tuttavia, attende la riunione dei gruppi parlamentari, in agenda per domani alle 13,30 a Montecitorio, alla quale dovrebbe prendere parte Berlusconi, anche se gli ultimo rumors ipotizzano che il Cavaliere possa anche decidere di non partecipare per evitare una precipitazione degli eventi, e scegliere di attendere ancora un giorno prima di decidere il da farsi.

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POLEMICHE - Pdl all'attacco contro il Pd: se nella Giunta per le elezioni del Senato il Partito democratico decidesse di votare contro le tre pregiudiziali che il relatore Augello ha presentato ieri, durante la prima riunione per esaminare il caso Berlusconi, sarebbe crisi di governo. Ne è certo il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che attribuisce la responsabilità della possibile caduta di Letta alla scelta del Pd, così come fa Giovanardi. Un ultimatum già lanciato ieri da Schifani (Violante parla di "ricatto inaccettabile"), al quale il Pd non ha intenzione di cedere. Critiche dure al Partito democratico anche dal vice premier Angelino Alfano: "Siamo esterrefatti. Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese. Il vice premier critica la decisione di applicare "retroattivamente, in fretta e furia, una norma che ormai innumerevoli giuristi, personalità neutre e di sereno giudizio, ritengono pacificamente irretroattiva. Tutto - conclude Alfano - ciòè davvero incredibile oltre che insopportabile".

LA UE - Governo italiano sotto la lente della Ue. La Commissione europea "segue l'evoluzione del dibattito politico in Italia, siamo fiduciosi nella democrazia italiana e nei partiti, che sapranno dar prova di responsabilità"., ha detto Olivier Bailly, portavoce della Commissione Europea.

BRUNETTA - Brunetta: "Se Letta cade è colpa del Pd". Se il Partito democratico assieme ai grillini decide, già questa sera, di votare contro le pregiudiziali del relatore Augello, il Partito democratico fa decadere il governo Letta, molto semplicemente. Non fa decadere il senatore Berlusconi, perché rompe la maggioranza". Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un'intervista ad "Uno Mattina", su Rai Uno. Il capogruppo del Pdl alla Camera ha sottolineato, poi, che ''l'applicazione della legge  Severino non è il quarto grado di giudizio, è semplicemente la prima applicazione a un parlamentare di una legge approvata otto o nove mesi fa. Ma vogliamo riflettere su questo? Vogliamo che la legge sia uguale per tutti, anche per il senatore Berlusconi?".

Brunetta ha comunque ribadito che, conostante questa sia una coalizione stranissima, il Pdl non vuole che finisca: "Non c'era stata un'alleanza tra centrodestra e centrosinistra dalla fine della guerra, nel '47, quindi questa è un'alleanza estremamente complicata voluta da noi - ha detto -. Bersani ha cercato per 60 giorni di evitare questa alleanza, mentre Berlusconi l'ha voluta subito dopo le elezioni. Questa è un'alleanza di convenienza a cui noi crediamo molto, ribadisco, io voglio che questa alleanza arrivi fino al 2018", conclude Brunetta.

Esiste la possibilità, in caso di caduta del governo, che si formi una maggioranza con all'interno parte del Movimento 5 Stelle? Per Brunetta è un'ipotesi concreta: "Succederà certamente - ha detto -. Sono circa 20, si sanno già anche i nomi. Al Senato, quello che si prospetta è una maggioranza Pd, Sel, fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle".

GIOVANARDI - Anche il senatore Pdl Carlo Giovanardi, membro della giunta per le elezioni e immunità, minaccia la crisi di governo e, dai microfoni di Radio Città Futura, accusa il Pd, intenzionato a votare contro le pregiudiziali presentate dal relatore Augello: "Qui si vuole mettere le dita negli occhi, si vuole umiliare, si vuole arrivare a fare in 24 ore una cosa che straccia la Costituzione ed è contraria ai principi dell'Onu, del diritto europeo, dell'articolo 25 della Costituzione. Lo facciano, ne subiranno le conseguenze. Io sono una supercolomba, ma se l'interpretazione del Pd è questa, forcaiola, sono io che ho difficoltà a stare col Pd, perche' vuol dire che è il partito comunista di sempre".

Il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, ha riunito stamani i componenti pidiellini della Giunta per fare il punto della situazione in vista della seduta serale. Ieri sera, a Porta a porta, Schifani aveva minacciato la non partecipazione del Pdl ai lavori della giunta se si voteranno ad oltranza le pregiudiziali. Al momento non è stata presa nessuna decisione definitiva su questo punto ed è prevista una valutazione della situazione con Silvio Berlusconi.

"Io credo che se, a parti invertite, il Pd dicesse al Pdl 'o voti in questo modo o faccio cadere il governo' non credo che il Pdl accetterebbe e questo è una sorta di ricatto che qualunque forza politica che abbia un minimo di dignità non può accettare. Nessuna forza politica può essere oggetto di un ricatto di questo genere". Luciano Violante, ospite a 'La telefonata' di Maurizio Belpietro su Canale 5, risponde sull'ipotesi che il Pdl provochi la crisi di governo se verrà votata la decadenza di Berlusconi. Violante, poi, ha ribadito quanto dichiarato nei giorni scorsi: "Ho detto solo una banalità, cioè che il senatore Berlusconi, come qualsiasi altro parlamentare, ha il diritto di difendersi davanti alla giunta". Il diritto alla difesa, ha aggiunto, "comporta per la giunta per le elezioni il dovere di ascoltare, non di annunciare la decisione definitiva prima di aver ascoltato il parere della persona in questione".

La quarta pregiudiziale sulla decadenza di Berlusconi, annunciata ieri, sarà presentata stasera da Lucio Malan e riguarda la presunta amministratività della misura della decadenza, che secondo il senatore ha invece valore penale perché è afflittiva tanto quanto il carcere. Un altro punto riguarderà la riabilitazione dell'imputato.

Scelta civica protesta ed è intenzionata a chiedere che "non ci sia un voto preliminare sulle pregiudiziali perché questo va al di là e contro la funzione della giunta". "In base al regolamento del Senato in giunta non si possono discutere e votare questioni pregiudiziali proprio perché la funzione della giunta è referente", sostengono i senatori Linda Lanzillotta e Benedetto Della Vedova. I senatori di scelta civica hanno poi rilanciato la richiesta che "il presidente del Senato approfondisca questo aspetto". Se si vuole votare le questioni pregiudiziali, ha aggiunto Della Vedova, "allora queste vengano considerate la relazione di augello".
 
Il governo presieduto da Enrico Letta ha le ore contate. Ne è convinto il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, sicuro che già questa sera la giunta per le elezioni del Senato si pronuncerà a favore della decadenza di Silvio Berlusconi. ''Siamo arrivati al redde rationem'', ha detto Maroni convinto che ''questo governo, forse, durerà ancora alcune ore''. Il numero uno del Carroccio crede infatti che stasera sarà votata la decadenza di Berlusconi nell'aula di Palazzo Madama: ''Penso di sì - ha risposto a margine della seduta regionale lombarda -, dalle informazioni che ho, mi pare che la situazione sia irrimediabilmente compromessa'', ha detto il segretario del Carroccio, che resta cauto sull'ipotesi di un'alleanza elettorale con il Pdl: "Una cosa
per volta: vedremo se il governo regge, se il PdL mantiene".

Si ricomincia questa sera alle 20. Ieri è stato muro contro muro tra Pd, M5s, Scelta civica, Sel da una parte e Pdl dall'altra nella prima riunione della giunta delle elezioni del Senato. Il relatore Andrea Augello, Pdl, ha scelto di sottoporre ai suoi colleghi non la ricostruzione del processo che ha condannato l'ex premier per frode fiscale con le possibili conseguenze riguardanti la sua decadenza da senatore e l'incandidabilità, ma ha illustrato tre pregiudiziali chiedendo che ci si esprima su queste.


 

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