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Politica

Il Presidente della Repubblica si e' speso in prima persona per scongiurare i venti di crisi, ma nessuno si sbilancia sulla possibilita' che il governo regga l'impatto del voto in giunta sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Ieri Giorgio Napolitano ha lanciato un'appello alla responsabilita' del Pdl assicurando la sua "fiducia" in Silvio Berlusconi. E le parole del Capo dello Stato sono state apprezzate dal segretario Angelino Alfano. Non e' detto pero' che bastino a evitare la fine dell'esecutivo Letta: tutti attendo le decisioni del Cavaliere.

Non cosi' il segretario del Pdl e vicepremier Angelino Alfano: "La fiducia del presidente Napolitano e' ben riposta nel presidente Berlusconi", ha sottolineato. Il governo Letta "in particolare e' stato fortemente voluto dal presidente Berlusconi e dal Popolo della liberta' mentre il leader del Partito Democratico indugiava in improbabili accordi con i Grillini e faceva di tutto per far perdere tempo al Paese", ha ricordato.

Alfano ha escluso poi che Letta stia lavorando a piani alternativi all'attuale maggioranza. Quanto ai falchi, non sembrano essersi ammorbiditi. "Il governo cade? Dipende dal Pd e da Napolitano. Il Presidente della Repubblica ha sempre professato la responsabilita' e noi del Pdl l'abbiamo attuata. Per Napolitano e' il momento dell'attuazione di questa responsabilita', non solo della richiesta", ha detto la Pdl Daniela Santanche'.

"Che cos'e' quella del capo dello Stato? Una provocazione", ha rilanciato un'agguerrita Alessandra Mussolini e ha osservato: "Berlusconi ha appoggiato questo governo per il bene dell'Italia e dopo gli alleati gli si stanno rivoltando contro per una serie di concomitanze politiche tutte ben note a Napolitano. Non si doveva arrivare a questo punto". Il leader di Scelta Civica Mario Monti non crede a una crisi di Governo, anche perche' non sarebbe un grande affare per lo stesso Pdl.

Intanto, pero', il ministro Pdl Nunzia De Girolamo 'avverte'": se il Pd fara' una scelta politica ci saranno conseguenze.

E lo scenario si complica con la previsione del dem Giorgio Tonini: di fronte a una crisi anche Napolitano potrebbe decidere di lasciare il Quirinale. Di certo il Pd non ha intenzione di derogare dalla decisione di votare per la decadenza. "Il destino di Berlusconi e' segnato", ha ribadito Rosy Bindi, "non abbiamo spazi per fare diversamente da quello che dovremo fare".

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