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Politica
Matrimoni gay? Ha ragione Alfano. Di Adriana Santacroce

Ha ragione Alfano. Il matrimonio è tra un uomo e una donna.
       Ci mancava solo la promessa di una legge sui matrimoni gay.  A Renzi non bastava annunciare di modificare fisco, lavoro, giustizia e pubblica amministrazione. Ora si impegna anche nella legislazione sui matrimoni gay. Che vuol dire tutto e niente. Se la Maggioranza in Parlamento si é divisa sull'articolo 18 ed è stato necessario chiedere la fiducia, possiamo solo immaginare cosa accadrebbe nel caso di una legge del genere.
 

Il ministro Alfano ha fatto bene a chiedere ai prefetti di annullare la trascrizione delle nozze tra omosessuali celebrate all'Estero. É una forzatura ideologica quella compiuta dal sindaco Pisapia e da alcuni suoi colleghi. In Italia il matrimonio si può celebrare solo tra uomo e donna. Punto. Il resto é ideologia. Non solo. È anche la dimostrazione che il registro delle coppie di fatto, istituito anche a Milano, é un apripista esclusivamente per la tutela delle copie omosessuali e non di quelle eterosessuali. Ho sempre sostenuto che se una coppia etero vuole i diritti del matrimonio allora si deve sposare e assumere anche i doveri del legame. Non capisco perché un uomo e una donna che si amano e costruiscono un progetto rifiutino il matrimonio ma, allo stesso tempo, esigano diritti e privilegi. Ma tant'è. Molto diverso per le coppie gay.
 

É sacrosanto che le loro unioni debbano essere registrate, tutelate e garantite nei diritti come nei doveri. É uno Stato da Medioevo quello che non lo permette. E bene hanno fatto i sindaci a scatenare la discussione aprendone la strada. Ma la trascrizione dei matrimoni é un atto fuori legge. Per portare poi a cosa? Un matrimonio tra omosessuali celebrato all'estero in Italia non solo non è valido ma non produce effetti giuridici. Non è che se ti sposi a Oslo poi qui automaticamente puoi accedere alla successione, la reversibilità, l'assistenza in ospedale. La trascrizione vale solo per dire che "sei sposato". Allora é sufficiente farlo all'Estero. Il resto é ideologia. Appunto.
 

Bisogna vedere cosa faranno i prefetti ora. Quello di Milano, il dottor Paolo Tronca, ha chiesto di visionare gli atti delle sette coppie di cui Pisapia ha trascritto le nozze. E sarà interessante vedere cosa farà.
      Lo scontro tra Alfano e i sindaci, comunque, mostra un vuoto normativo che va colmato. Mostra che lo Stato non può lavarsene le mani, come sta facendo con la fecondazione eterologa che viene ributtata alle Regioni. Che qualcosa va definito. Ma la promessa di Renzi, come molte altre delle sue, non risolve niente. In primis perché lo stesso Renzi si è detto sempre contrario alle nozze gay e, soprattutto, perché lo Stato italiano non farà mai una legge così contraria alla Chiesa avendo il Papa in casa. Un Papa che, anche se progressista e coraggioso come Bergoglio, non può andare oltre certi limiti. No, é impossibile. Lo sappiamo. E lo sa anche Alfano. "Quando ci sarà una legge la farò rispettare", ha detto. Ma Renzi ha solo promesso di fare una legge. Non ha specificato quale (il quando é superfluo, perché di certo non é a breve scadenza). E la legge non permetterà i matrimoni gay. Un mio amico mi faceva riflettere sul fatto che se nel matrimonio viene meno uno dei capisaldi (l'unione tra uomo e donna) allora può accadere lo stesso anche per un altro principio, il numero dei contraenti. Se ci si ama in tre perché non suggellare un matrimonio poligamo? No. Non credo sia possibile. Non in Italia. Non ci sarà mai una legge così. Bisogna regolare i diritti delle coppie omosessuali. Giusto. Ma lasciamo stare il matrimonio. I sindaci si mettano il cuore in pace.

@AdriSantacroce

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