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"Riteniamo opportuno che il Presidente Napolitano riprenda le consultazioni con le forze politiche, e che le stesse forze politiche riprendano a parlarsi". Lo dice il segretario del Pdl, Angelino Alfano in una nota. "La casa brucia e non sarebbero comprensibili altri rinvii e dilazioni", aggiunge. "I 'saggi' facciano presto e riferiscano al Quirinale quanto prima. Il nodo resta irrisolto: o grande coalizione o voto".

"Le intenzioni del Capo dello Stato sono certamente lodevoli - premette Alfano - ma esiste il rischio che il Pd, dopo aver gia' fatto perdere al Paese un mese di tempo per l'ostinazione di Pierluigi Bersani, voglia trasformare questa iniziativa in un escamotage per rinviare ogni vera decisione alle calende greche. A questo punto, da un lato auspichiamo che i "saggi" svolgano la loro analisi programmatica in pochissimi giorni, e riferiscano al Capo dello Stato nel piu' breve tempo possibile".  "Dall'altro lato, riteniamo opportuno che il Presidente Napolitano riprenda le consultazioni con le forze politiche - prosegue - e che le stesse forze politiche riprendano a parlarsi. La casa brucia e non sarebbero comprensibili altri rinvii e dilazioni".   "Il nodo politico resta irrisolto. Per noi l'alternativa e' chiarissima - ripete il segretario del Pdl - o c'e' un'intesa politica piena che conduca a un Governo di larga coalizione centrato sulle necessarie riduzioni fiscali e sul rilancio dell'economia, o altrimenti e' indispensabile andare subito al voto senza che sia resa impraticabile la finestra elettorale di giugno. Noi siamo assolutamente pronti anche a questa seconda ipotesi", conclude.
 

RETROSCENA SUL CAVALIERE - E' una palude, i nostri non capirebbero, bisogna farla saltare subito, non deve partire. Cosi' il Cavaliere, a chi lo ha sentito ieri per fargli gli auguri, ha motivato il perche' questa soluzione delle commissioni dei saggi escogitata dal Colle non funziona. Per l'ex premier l'istituzione di un doppio tavolo (sulle riforme e sulle misure economiche) e' solo un modo di prendere tempo e di tirar fuori il Pd dalle difficolta' interne, percio' la tentazione di non inviare gli 'ambasciatori' del Pdl e' forte, spiega uno dei 'big' del partito. Non e' stata presa alcuna decisione ma domani potrebbe esserci una riunione in via dell'Umilta' per capire il da farsi. All'una poi si riuniranno i gruppi parlamentari del Pdl per parlare delle strategie politiche e dei lavori parlamentari. La linea resta quella del governo di larghe intese o voto. O un esecutivo politico o le elezioni, ripete da giorni il Cavaliere. Nessuna altra scorciatoia viene messa in conto. Per di piu' molti esponenti del partito ritengono che lo strumento dei saggi - e lo testimonierebbero, questa la tesi, anche i componenti scelti - sia solo un tentativo per dividere Pdl da Lega e creare fratture interne nel partito. Perche', questo il ragionamento, al momento sono tutti compatti su Berlusconi, ma tra qualche settimana ricomincera' il 'martellamento' dei processi che potrebbero 'affondare' il Cavaliere. E, dice sottovoce uno dei 'berluscones' della prima ora, a palazzo Madama in futuro potrebbero manifestarsi delle crepe. "Non tutti sono controllati dal partito - sintetizza la stessa fonte -: per esempio in Calabria, Campania, Abruzzo ma anche in altre regioni sono stati eletti alcuni senatori che non e' detto che restino sulla stessa linea anche di fronte a momenti di difficolta'...". E dunque la tentazione e' forte, ovvero quella di delegittimare subito il lavoro dei 'saggi', di ritornare di nuovo ad evocare l'Aventino. Micaela Biancofiore parla di "ammutinamento", altri di vero e proprio 'golpe'. "Dobbiamo far saltare il tavolo subito, altrimenti - spiegano fonti parlamentari - in tre o quattro giorni Violante preparera' dei testi da dare a Monti e a quel punto sara' difficile spegnere il motore della macchina. Inoltre cosi' si rida' ossigeno a Monti che ormai e' delegittimato e ha perso credibilita'". Il Professore resta nel mirino del partito. C'e' del resto chi parla di una possibile mozione di sfiducia al premier uscente. I saggi sono stati convocati domani al Colle. La prima riunione ci sara' in mattinata e il Quirinale, dopo aver difeso i saggi, 'scelti con criteri oggettivi', parla di "carattere assolutamente informale", di "un fine puramente ricognitivo" e sottolinea che il lavoro dei componenti dei due tavoli avra' "limiti temporali". Ma da ieri soprattutto dal Pdl e' partito un fuoco di fila contro le commissioni di saggi istituite dal Quirinale. Fabrizio Cicchitto fissa l'asticella: il lavoro dovra' durare al massimo "dieci giorni", Daniela Santanche' parla di "tempo brevissimo", Angelino Alfano chiede che "i saggi riferiscano al piu' presto" e che Napolitano riprenda le consultazioni, ma Berlusconi - spiega chi lo ha sentito in questi giorni - e' ancor piu' perplesso e vorrebbe far saltare subito il tavolo: i nostri non capiscono, e' il ragionamento del Cavaliere. In realta' c'e' anche chi nel partito 'apre' a questa soluzione, soprattutto se verra' individuato un programma concreto, anche perche' - spiega un'altra fonte - sarebbe stato Gianni Letta a garantire il Colle sull'appoggio del Pdl alla decisione di Giorgio Napolitano, suggerendo - di concerto con il Cavaliere - il nome di Gaetano Quagliariello. Per ora la questione che piu' sta a cuore all'ex presidente del Consiglio e' stata accantonata: ufficialmente non si parla del successore di Napolitano, ma dietro le quinte si punta sempre sulla necessita' di trovare un nome che sia condiviso dal Pdl. Qualora il Pd riuscisse ad accordarsi con 'Scelta civica' o addirittura con il Movimento 5 stelle per il nome del prossimo presidente della Repubblica, il partito di via dell'Umilta' griderebbe al golpe, ad uan scelta di un Parlamento ritenuto delegittimato. In realta' le 'colombe' di Pd e Pdl ancora stanno lavorando alla possibilita' di giungere ad un esecutivo di larga coalizione. Un lavoro sottotraccia che potrebbe portare ad un sostegno da parte del Pdl sulla figura di Enrico Letta e all'arrivo al Colle di una personalita' gradita al centrodestra. Per il momento, pero', sembra prevalere il 'muro contro muro' e il Cavaliere continua a ripetere ai suoi che non e' da escludere il voto a giugno. Ma la 'finestra' si sta per chiudere e l'operazione dei 'saggi', si ribadisce nel Pdl, e' solo un tentativo per allontanare le urne e mettere in difficolta' Berlusconi.

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