Finiranno all’Erario, attraverso il Ministero dell’Economia, e non al disciolto partito della Margherita, gli oltre 16 milioni di euro, tra conti correnti e immobili (al momento sotto sequestro), di cui si e’ appropriato l’ex tesoriere Luigi Lusi tra il 2007 e il 2011. E’ quanto prevede la sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei Conti nel giudizio che vede Lusi rispondere di un danno erariale per oltre 22 milioni di euro (cui vanno tolti i sei milioni di tasse gia’ pagate) per la illecita gestione dei fondi ricevuti dal partito a titolo di rimborso per le spese elettorali.
Il presidente relatore Ivan De Musso e i consiglieri Luigi Impeciati e Cristiana Rondoni, nell’ordinanza di sei pagine, danno atto della dichiarazione di Lusi di “ammettere la propria responsabilita’ amministrativa” e di “non contestare il danno derivante dalla sua illecita gestione dei fondi ricevuti dal partito”, oltre alla “volonta’ di restituire la somma nella misura di 16.555.776 euro, ridotta cioe’ di 6.254.424”, che l’ex tesoriere “assume di aver gia’ versate all’erario per imposte e tasse”. “Tempi e modalita’ del pagamento della somma che si e’ impegnato a restituire – scrivono ancora i magistrati contabili – saranno concordati direttamente dal dottor Lusi con il Ministero dell’Economia e delle Finanze” perche’ “sussiste “l’interesse pubblico alla immediata acquisizione da parte dell’Erario della somma non contestata”. L’ordinanza – e’ la decisione del presidente De Musso – sara’ comunicata, oltre che alle parti costituite (procura regionale, difensori di Lusi e il legale dell’associazione ‘Democrazia e’ Liberta’-La Margherita’), anche ai presidenti di Camera e Senato.

