Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Il 25% degli elettori del Partito Democratico sta con Maurizio Landini e appoggia le battaglie del segretario della Fiom. Lo rivela una ricerca-analisi di Coesis Research in esclusiva per Affaritaliani.it. “Landini è concreto, è pane al pane e vino al vino. Per questo piace”, spiega Alessandro Amadori, il numero uno di Coesis. “E’ un po’ l’opposto di Renzi, convince in quanto pragmatico. E’ il tipico uomo di fabbrica anni ’60 e ’70”. Non solo. Un eventuale Partito del Lavoro, formato dalla sinistra del Pd, da Sel, Rifondazione Comunista, Verdi, Idv e dal popolo di Piazza San Giovanni potrebbe arrivare al 15%. E il leader? “Meglio Landini della Camusso”, spiega Amadori. “Landini è più nuovo mentre il leader della Cgil è visto più come un politico di professione”. E che cosa accadrebbe se nascesse davvero il Partito del Lavoro? “Il Pd potrebbe scendere dall’attuale 40% al 32-33 in quanto perderebbe la parte di sinistra, anche se potrebbe raccogliere nuovi consensi in uscita dal Centrodestra”. Ma l’effetto della formazione di Landini si avrebbe soprattutto sul Movimento 5 Stelle. “Il Partito del Lavoro toglierebbe molti voti all’area della protesta e Grillo potrebbe scendere fino al 15% o addirittura sotto”. Secondo Coesis, molto dipende anche da cosa accadrà nel Centrodestra. “La Lega ormai viaggia verso il 10%, ma può andare certamente oltre. Dipende se ci sarà un’offerta di un partito dei moderati di stampo gollista (Francia) o cristiano-democratico (Germania). Se ci fosse il Pd potrebbe anche tornare tra il 25 e il 30%”.

