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Politica


 

A  Roma il 9 e 10 giugno i cittadini saranno chiamati a scegliere tra Ignazio Marino, che al primo turno ha ottenuto il 42,8% e Gianni Alemanno, fermo al 30,2%.  Sempre nel Lazio a Viterbo è ballottaggio tra Leonardo Michelini del Pd (35,5%) e il sindaco uscente del Pdl Giulio Marini (27,09%). A Brescia, testa a testa fra Emilio Del Bono (centrosinistra) e Adriano Paroli, centrodetra, rispettivamente al 38,2% e al 37,9%. A Vicenza, invece, netta affermazione del centrosinistra: Achille Variati, con il 53,6%, vince al primo turno contro la pasionaria leghista Manuela Dal Lago (27,2%). Vittoria del Pd anche a Imola, dove Daniele Manca con il 53,59% diventa sindaco battendo il candidato grillino Claudio Frati, fermo al 18,9%. A Siena, nonostante lo scandalo del Monte dei Paschi, si afferma il candidato sindaco del Pd Bruno Valentini che con il 41,3% va al ballottaggio con quello del centrodestra Eugenio Neri (22,7%). A Massa Alessandro Volpi (Pd) è sindaco con il 54,03% contro il 17,42% di Gabriella Gabrielli, sostenuta da Udc e Scelta Civica. Anche a Pisa è certa la vittoria del candidato del Pd Marco Filippeschi con il 52,9% contro il 12,9% dello sfidante del Pdl Franco Mugnai.

A Treviso, come già anticipato all'inizio, Giovanni Manildo (Pd) è in vantaggio con il 45,1% sul candidato della Lega Giancarlo Gentilini (33%). Situazione simile anche a Lodi, dove Simone Uggetti del Pd è in vantaggio con il 44,5% contro la leghista Giuliana Cominetti, ferma al 34,3%. Sempre in Lombardia, a Sondrio, viene riconfermato il sindaco uscente di centrosinistra Alcide Molteni, che trionfa con il 53,5% sull'avversario del Pdl. A Imperia il democratico Carlo Capacci con il 46,73% ha la meglio su pidiellino Erminio Annoni (28,81). Nella città ligure è emblematico anche il crollo del M5S, passato dal 33,6% delle politiche ad appena l'8,8% delle amministrative. A Isernia vince invece con il 50,5% Luigi Brasiello, candidato per una lista civica sostenuta da centrosinistra, Udc. A Barletta, l'ex portavoce del presidente Napolitano Pasquale Cascella, candidato con il Pd, è in vantaggio con il 42,5% sul concorrente di centrodestra Giovanni Alfarano (22,9%). Stessa situazione anche ad Avellino, dove Paolo Foti del Pd è avanti con il 25,47% delle preferenze sullo sfidante centrista Costantino Preziosi (Udc) al 22,18%. Infine ad Ancona è ballottaggio fra Valeria Mancinelli del Pd (37,3%) e Italo D'Angelo del Pdl (20,57%).

A Sulmona l'incognita del candidato morto durante la campagna elettorale che non è stato possibile sostituire sulle schede. Il defunto Fulvio Di Benedetto sostenuto da cinque liste (Psi e 4 civiche) è arrivato secondo con il 22,17% dei voti e quindi dovrebbe partecipare al ballottaggio contro Giuseppe "Peppino" Ranalli del Pd primo con il 32,5% dei voti. Solo terzo il candidato del centro destra Luigi La Civita. Potrebbe esserci però un ricorso alla Consulta.

TREVISO - Nella roccaforte di Treviso non riesce infatti l'ennesimo miracolo al «vecchio leone» Giancarlo Gentilini, 84 anni, che andrà al ballottaggio ma partendo da un distacco che sfiora i 10 punti percentuali dal favorito Giovanni Manildo (Pd). Con 48 sezioni scrutinate su 77 la coalizione intorno a Manildo conquista il 43,62% dei voti contro il 34,14% di quella che puntava su Gentilini. Che spera di poter contare sull'appoggio del terzo incomodo, il «re» del caffè Massimo Zanetti, area centrodestra, il quale ha inviato i suoi elettorali a schierarsi al secondo turno con l'ex sindaco «sceriffo» della Lega.

SONDRIO - A Sondrio poi dove la Lega Nord si presentava da solo si è fermata intorno all'8% con un terzo delle sezioni scrutinate. Qui il sindaco potrebbe arrivare anche al primo turno: e sarebbe di marca Pd. BRESCIA - Se da Sondrio ci si sposta a Brescia poi si assiste ad un testa a testa tra Paroli (centrodestra che gode anche dell'appoggio dei leghisti) e Emilio del Bono (centrosinistra). Stessa sfida che nel 2008: peccato che allora Paroli vinse al primo turno con il 51,3% dei voti; Del Bono, invece, si fermò al 35,7%. Anche in questo caso nessun «effetto Lega».

VICENZA - Anche Vicenza pare amara per la Lega Nord, che non riesce nell'impresa di strappare la città del Palladio al Pd. Manuela Dal Lago, che ha vissuto l'apice della propria influenza nel Carroccio soprattutto durante l'era Bossi, si ferma con 77 sezioni scrutinate su 112 al 27%, e può sperare solo che la seconda parte dello scrutinio veda scendere le quotazioni di Variati (Pd), per arrivare al ballottaggio. Il risultato della civica nominativa con cui Dal Lago si è presentata non è lusinghiero, intorno all'11%, pressappoco come l'apporto di voti giunto dal Pdl (10,4%), ma ben oltre quello del Carroccio (4,2%).

Siena va al ballottaggio. Dopo 20 anni il Pd non sfonda al primo turno, complice la crisi senese (politica ed economica) che ha fatto puntare i riflettori sulla sfida elettorale. Sono state scrutinate 47 sezioni su 50. Ma anche se i dati non sono completi, ormai tutti, anche nel Pd, danno per scontato il ballottaggio fra il candidato del centrosinistra Bruno Valentini (39,6%) e il candidato delle liste civiche (vicine anche al centrodestra) Eugenio Neri (23,2%). Va male il Movimento Cinque Stelle: il suo candidato è per ora quarto. È dal 1993, dai tempi della sfida fra Vittorio Carnesecchi e Pierluigi Piccini, che non si vede un ballottaggio a Siena. Vent'anni esatti. Ma Valentini è sicuro: sarà lui a vincere. «Vittoria in discesa al secondo turno» dice. E scarica l'ex sindaco: «Ceccuzzi non è più un problema di questa città, noi abbiamo svoltato». Resta da capire se l'ex sindaco di Monteriggioni, candidato di Pd, Sel, Riformisti e Siena Cambia, riuscirà a restare sopra la soglia psicologica del 40 per cento. .Sorpresa Laura Vigni al 10,3, candidata di Siena si muove, Sinistra per Siena, Rifondazione Comunista. Il candidato del Movimento Cinque Stelle Michele Pinassi per adesso è inchiodato al 8,3. «Sostituite Parma con Siena», scriveva Pinassi su Facebook al mattino, molto ottimista. Più cupo il commento di fine pomeriggio: «Siena è una città che non vuole rinunciare alle rendite di posizione». Un elemento da tenere in considerazione, a fine spoglio, sarà la composizione del Consiglio comunale. Lo scontro, ora più sotterraneo, interno al Pd, si è spostato sul Consiglio: la gara fra i due duellanti Franco Ceccuzzi, ex sindaco si Siena, e Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale, riuniti in appoggio a Valentini, è a chi porta più consiglieri fedeli alla (loro) linea in aula.

Barletta va al ballottaggio. Il candidato di centro sinistra Pasquale Cascella se la dovrà vedere con l'esponente del centrodestra Giovanni Alfarano. A sorprendere a Barletta è stata l’affluenza del 75 per cento, ben più alta che nel resto d’Italia. «Gli elettori hanno compreso che c’è qualcosa di importante in ballo», ha detto Pasquale Cascella, che secondo i dati ufficiosi raccolti dai rappresentanti di lista ha ottenuto il 42,75 per cento dei consensi. «Hanno detto che si può voltare pagina. Poi i dati li analizzeremo, vedremo se c’è stato un passo in avanti rispetto alle politiche. Gli elettori premiano un progetto per la città». L’ex portavoce di Napolitano si dice anche soddisfatto di come è andata la campagna elettorale «che per me – ricorda – è stata la prima. Io le ho fatte sempre per gli altri». Quanto ai suoi obiettivi, pochi dubbi. «Bisogna riunire la città che è divisa sul piano politico, urbanistico, sociale» dice. «E’ un’opera difficile, ma si può fare». Con molta umiltà, davanti al suo comitato elettorale di corso Vittorio Emanuele, attorniato di gente che lo applaude, dice: «Non mi aspettavo questo risultato. E’ importante – aggiunge - che la città abbia voluto le primarie delle idee, gli stati generali, quelle cose che molti hanno irriso. Faremo un confronto leale – promette - da parte mia guardando alla città».

 

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