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Andreotti avrà difficoltà ad entrare in paradiso

Nel gennaio del 2009, Giulio Andreotti ebbe a dichiarare: “Ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso” (La Repubblica, 9 gennaio). Sono certo che san Pietro gli farà qualche difficoltà prima di farlo entrare. Colui che ha segreti, infatti, non dovrebbe essere ben visto in paradiso. In un bellissimo libro, che non cito per non fare pubblicità all’autore che mi è antipatico, ho letto questa interessante e giusta considerazione: “Il segreto appartiene alle tenebre, non alla luce. I segreti mal si conciliano con l’amore, poiché dividono gli uomini, non li uniscono. Dove ci sono segreti, non c’è comunione”. E nel Vangelo leggo: “Il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gli rispose Gesù: “Io ho parlato apertamente al mondo. Io ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove si radunano tutti i giudei e di nascosto non ho mai detto nulla. Perché m’interroghi? Interroga coloro che mi hanno ascoltato, che cosa ho detto loro” (Gv 18, 19 – 21). Ovviamente la giusta considerazione dell’autore antipatico, non vale qualora si voglia tener nascosta, magari per modestia o altri motivi, un’azione meritoria, anche temporaneamente come accadde allo stesso Gesù che più volte si raccomandò di non spargere la voce sui suoi segni prodigiosi.

Renato Pierri