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Politica

Sono tutti arrestati i 13 destinatari della misura cautelare emessa dal gip Isabella Iaselli nell'ambito dell'indagine sugli appalti truccati all'ospedale civile di Caserta. Si tratta di Angelo Grillo, 63 anni di Marcianise; di Francesco Grillo di Marcianise; Giuseppe Grillo, 37 anni, figlio di Angelo; Roberto Grillo, 26 anni, anche lui figlio di Angelo, ex vicepresidente del consiglio comunale di Marcianise; Isaf Gabraj, albanese, 42 anni domiciliato a Capua; Pasquale De Feudis, 66 anni, residente a Como; Giuseppe Gasparin, ex sindaco Caserta attuale direttore amministrativo dell'Asl Ce2; Lazzaro Luce, 52 anni, imprenditore di Santa Maria a Vico; Fiore Ranieri, 48 anni, legale rappresentante della Co.Io.coop; Antonio Rinaldi residente a Napoli; Francesco Bottino, 71 anni (ai domiciliari), residente a Napoli e attuale direttore generale dell'ospedale S.Anna S.Sebastiano di Caserta; Angelo Polverino, 56 anni, consigliere regionale Pdl della Campania; Antonio Pascarella, 45 anni, residente a Santa Maria a Vico. I 13 arrestati avrebbero svolto nella presunta turbativa d'asta diversi ruoli.

Giuseppe Gasparin, in qualita' di presidente della commissione per l'aggiudicazione della gara d'appalto, avrebbe favorito la ditta del clan; Angelo Polverino in qualita' di consigliere regionale di maggioranza;avrebbe dato indicazioni; Antonio Rinaldi in qualita' di rappresentante legale della procedura d'appalto della ditta Co.Iocoop; Fiore Ranieri in qualita' di amministratore unico della ditta Co.Io.coop; Pasquale de Feudis in qualita' di gestore della stessa; Lazzaro Luce in qualita' di amministratore unico della societa' Derichebourg multiservizi spa; Antonio Pascarella nella qualita' di rappresentante legale della procedura d'appalto della societa' Derichebourg; i Grillo in qualita' di gestori di fatto; Isac Gabraj in qualita' di autore materiale ed esecutore delle condotte ispirate dai Grillo. I pubblici ufficiali operavano attraverso plurime violazioni di legge e false attestazioni, consistite, secondo il gip, nell'assegnare in maniera del tutto arbitraria all'Ati Derichebourg il punteggio di offerta tecnica di 58,9 punti su 60 disponibili, notevolmente superiore a quello delle altre societa' in gara, agendo anche in violazione dei doveri di economicita', efficacia, imparzialita', parita' di trattamento, trasparenza, con l'aggravante, continua il gip, di aver commesso il fatto al fine di agevolare l'organizzazione camorristica clan Belforte.

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