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Politica

Di Daniele Riosa

Arturo Parisi
"La verità è che a favore della mozione Giachetti, Martino e Migliore, hanno votato solo Sel e, con una decisione per la prima volta strategica, i 5Stelle. Dei deputati Pd, la mozione l'ha votata solo lo stesso Giachetti". Con una intervista ad Affaritaliani.it Arturo Parisi analizza il dibattito sulla riforma della legge elettorale. "Tirare a campare il più a lungo possibile è diventato per tutti, non solo per il governo, l'unico criterio che riesca a spiegare il comportamento di ognuno". E sulla riforma del Porcellum: "Qualcosa di certo proveranno a farla. Ma il più tardi possibile. I partiti si terranno ben stretto il potere di nomina dei parlamentari".

Mercoledì il Pd si è spaccato sulla proposta di legge di Giacchetti volta a reintrodurre il Matterellum. Alcuni interpretano la scelta del Partito come la volontà di allungare la vita del governo. Anche secondo lei?
"Spaccato? Se tutte le spaccature fossero queste, il governo potrebbe durare in eterno. Lo dico con l'amarezza di chi ha riconosciuto nella coerenza di Giachetti la continuazione della lotta che nella scorsa legislatura abbiamo continuato contro il Porcellum, prima con la presentazione fin dall'inizio di una uguale richiesta firmata da più di 200 parlamentari e mai discussa, e poi con la proposta di un referendum sottoscritto da più di 1 milione e 200 mila cittadini. La verità è che a favore della mozione Giachetti, Martino e Migliore, hanno votato solo Sel e, con una decisione per la prima volta strategica, i 5Stelle. Dei deputati Pd, la mozione di Giachetti l'ha votata solo Giachetti. Non l'hanno votata neppure gli altri deputati Pd che l'avevano sottoscritta. Il resto del gruppo ha dimostrato nei fatti cos'è un parlamento di nominati. Tirare a campare il più a lungo possibile è diventato per tutti, non solo per il governo, l'unico criterio che riesca a spiegare il comportamento di ognuno".

Si riuscirà a modificare la legge elettorale entro la fine della legislatura?
 "Qualcosa di certo proveranno a farla. Ma il più tardi possibile. Se uno dei due principali partiti si sentirà sicuro del suo primato, difenderà nei fatti il Porcellum, che premia appunto il primo. Se nessuno dei due si sentirà invece sicuro, introdurranno ai fini dell'attribuzione del premio di maggioranza, una soglia pensata come invalicabile da entrambi, e nei fatti si tornerà al proporzionale. Tutti assieme si terranno tuttavia ben stretto il potere di nomina dei parlamentari. Se non ripartirà tra i cittadini un movimento di protesta, potremmo finire al proporzionale con liste bloccate. La regola ideale per una oligarchia di capipartito".

In vista del congresso crede che Renzi debba candidarsi alla segreteria?
"So solo che se non rilancia la sua sfida, è finito".

Ci sarà un candidato prodiano?
 "Prima vorrei capire cosa intende per prodiano. Oggi sul Messaggero Prodi rinnova la sua scelta per il modello francese. C'è qualcuno disposto a riconoscere in questa scelta la riforma strutturale per eccellenza? Quella, come ha detto ieri Letta, senza la quale nessuna delle altre non è neppure pensabile?".
 
Come valuta le prime settimane di Epifani da segretario?
"Io son fermo al modo in cui è diventato segretario. Ancora una volta a seguito della investitura oscura di pochi e dell'applauso palese di troppi. Solo la esplicitazione compiuta degli obiettivi alla base della investitura dei pochi, e dell'applauso dei troppi possono consentire di dire se si è avvicinato o allontanato dalla meta politica che si è dato. Certo inchiodarlo ai voti persi domenica dal Pd sarebbe ingeneroso. Esaltarlo a causa dei voti persi in misura decisamente maggiore dagli altri sarebbe ingiustificato".
 

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