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berlusconi condanna cassazione (6)

"Fino adesso non è stata fatta nessuna scelta, né in un senso né nell'altro. Non è stata presentata alcuna domanda di grazia al capo dello Stato, ma resta una delle ipotesi in campo. Con il presidente Berlusconi non ne abbiamo parlato in questi giorni, ma non è escluso che decida in tal senso". L'avvocato del Cavaliere Franco Coppi, interpellato da Affaritaliani.it, lascia aperta la possibilità che il leader del Popolo della Libertà decida di chiedere la grazia a Giorgio Napolitano dopo la condanna definitiva della Cassazione a quattro anni di reclusione sul processo Mediaset.

Alberto Maggi

BERLUSCONI PREPARA DISCORSO SU GIUDICI, E SE CADE LETTA SOLO VOTO

Sta definendo il discorso contro quella magistratura che, a suo dire, lo ha condannato ingiustamente condannando anche l'Italia ad una nuova guerra civile. Sta preparando il video con il quale intende rilanciare Forza Italia, affidata per il momento ancora ad Angelino Alfano che potrebbe conservare la carica di segretario. La convention ci sara' a meta' mese, proprio quando potrebbe arrivare il voto in Giunta per le elezioni sulla decadenza da senatore. Silvio Berlusconi ieri ha visto i cosiddetti 'falchi', oggi a pranzo gli altri 'big' del partito. Dietro le quinte molti dirigenti di via dell'Umilta' non nascondono il disappunto per la nomina di quattro nuovi senatori a vita che possono far pesare ora il proprio voto a palazzo Madama, proprio alla vigilia della partita piu' delicata per l'ex premier.

Il sospetto, fatto proprio - riferiscono fonti parlamentari del partito - anche da Silvio Berlusconi, e' che ci sia in atto un tentativo di 'blindare' l'esecutivo, di avvertire il Pdl che ci sono i numeri per mandarlo avanti, oppure che potrebbe nascere tranquillamente un Letta bis con un'altra maggioranza. Ancora c'e' uno spiraglio, un canale aperto con il Colle e le 'colombe' del partito non hanno smesso di lavorare sotto traccia. Ma l'ex premier e' sempre piu' diffidente: non mi fido piu' di nessuno, sono in corso manovre per abbattermi, nessuno mi intimorira', e' la tesi espressa dal Cavaliere anche nel vertice.

La convinzione e' che sia gia' tutto deciso. Ma se cade Letta - ha ragionato con i suoi - c'e' solo il voto, altrimenti sara' scontro totale. Dunque nessun altro governo, nessuna altra maggioranza, non sono previste defezioni nel Pdl. In ogni caso Berlusconi percorrera' ancora la strada del sostegno all'esecutivo. Ma la 'deadline' del 9 settembre si avvicina e lo stesso premier Letta ammette che "non ci sono margini" mentre Matteo Renzi e' ancora piu' duro: "Un condannato va a casa". Cosi' il Cavaliere alza i toni: "Noi siamo responsabili ma se la sinistra pensa di mandare a casa il leader del centrodestra il governo cade e sarebbe disdicevole". In realta' chi era presente al vertice di oggi giura che il Cavaliere ha usato toni piu' morbidi, ma il contenuto e' lo stesso. Berlusconi non puo' accettare di farsi defenestrare dal Parlamento. L'obiettivo ora e' 'cavalcare' i referendum dei Radicali sulla giustizia e gia' si sta preparando l'evento della firma, anche se Marco Pannella ha chiesto al Cavaliere, in un incontro questa mattina a palazzo Grazioli, di sostenere tutti i referendum.

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