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Bagarre su un video contro i pianisti. Grasso bacchetta i senatori 5 Stelle

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Caos in aula a palazzo Madama fra i senatori del Movimento 5 Stelle e quelli di altri gruppi, in testa il Pdl, sul video “Senato 5 Stelle” dove si vedono senatori del Popolo della libertà che fanno i “pianisti”. Sotto accusa i grillini hanno messo il senatore azzurro Lucio Malan che però ha posto stamani con forza la questione in assemblea tanto più a seguito dei coloriti insulti ricevuti on line, sottolineando di contro l’assoluta correttezza del suo voto e annunciando che, per protesta, non voterà più.

“Non abbiamo da nascondere nulla e dobbiamo essere uniti al riguardo. Se qualcuno non ci sta, se qualcuno è venuto in quest’aula per scardinare le istituzioni se ne assumerà la responsabilità”, ha ammonito il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani. Mentre altri senatori gridavano “falsari” ai senatori grillini.

Dal fronte Cinque Stelle, Louis Alberto Orellana ha riconosciuto che “per quanto riguarda il caso Malan, effettivamente si è andati incontro ad un infortunio”. Ma il compagno di gruppo Francesco Campanella ha rilanciato. “Non vorrei che nella legittima difesa della onorabilità di quest’Assemblea si corra il rischio di colpire chi ha denunciato, a volte propriamente a volte – a quanto pare – impropriamente, dei comportamenti irregolari, considerando più grave questo tipo di irregolarità rispetto a quella che era stata denunciata, e cioè quella di far votare altri al posto proprio. Ricordo che, nella seduta in cui il nostro gruppo ha denunciato alcuni casi di questo genere, alcuni colleghi hanno ammesso che altri, per motivi che loro consideravano corretti, avevano votato al loro posto”.

L’acceso dibattito si è concluso con l’intervento del presidente del Senato Pietro Grasso che, concordi i capigruppo Pd e Pdl Luigi Zanda e Renato Schifani, ha ricordato come la questione delle riprese di immagini d’aula sia assolutamente da affrontarsi, ma in sede di Consiglio di presidenza. “La presidenza – ha ricordato Grasso- ha affermato che, su proposta dei senatori Questori, sarebbe auspicabile un intervento nel Consiglio di presidenza per regolamentare attività del genere, nel senso di vietare le attività di cui stiamo parlando, che non sono nemmeno ipotizzabili. I nostri Regolamenti risalgono ad anni in cui le tecnologie attuali non esistevano – non sono io a doverlo affermare – per cui vanno certamente aggiornati. Questo è compito del Consiglio di presidenza, di cui sicuramente il Consiglio si farà carico”.