Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani: sei i capoluoghi italiani al ballottaggio. Affluenza al 39,79%, in calo del 7% rispetto al primo turno
Ultime ore di voto per i ballottaggi delle elezioni comunali in 42 comuni italiani, tra cui sei capoluoghi di provincia. I seggi, aperti dalle 7 di questa mattina, chiuderanno alle 15, quando prenderà il via lo scrutinio. Contestualmente, si vota anche in 148 comuni della Sardegna chiamati al primo turno. La tornata rappresenta un nuovo test politico per maggioranza e opposizione e arriva in un clima segnato da una partecipazione in flessione. Nella giornata di domenica, infatti, l’affluenza si è fermata al 39,79%, quasi sette punti in meno rispetto al 46,56% registrato al primo turno del 24 e 25 maggio. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata: ai ballottaggi una quota significativa di elettori sceglie di non tornare alle urne. Le città capoluogo interessate sono Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. In molti casi l’esito finale dipenderà dalla capacità dei candidati di intercettare il consenso delle liste civiche e degli elettori rimasti senza un riferimento diretto dopo il primo turno.
Ad Agrigento il confronto è tra Michele Sodano, candidato del centrosinistra, e Dino Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e autonomisti. Sodano aveva chiuso la prima tornata al 39,1%, mentre Alonge si era fermato al 34,7%. Decisivi potrebbero rivelarsi i voti raccolti da Luigi Gentile, espressione di Lega e Dc, che al primo turno aveva superato il 14%.
Ad Arezzo il centrodestra punta a mantenere la guida del Comune con Marcello Comanducci, che parte da una posizione di vantaggio rispetto al candidato del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli. Sullo sfondo resta l’incognita del bacino elettorale del civico Marco Donati, sostenuto anche da Azione, che al primo turno aveva raccolto oltre il 20% senza dare indicazioni di voto.
A Chieti il centrosinistra si presenta al secondo turno con Giovanni Legnini, forte del 47,2% ottenuto al primo turno. Lo sfidante Cristiano Sicari, sostenuto dal centrodestra, ha invece potuto contare sull’apparentamento con le liste che avevano sostenuto Mario Colantonio e con alcune forze centriste, nel tentativo di colmare il divario.
A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni cerca la riconferma contro Filippo Boscagli, candidato del centrodestra che aveva chiuso davanti al primo turno con il 48,65%. Le principali liste civiche escluse dalla corsa hanno lasciato libertà di voto ai propri elettori.
Sfida aperta anche a Macerata, dove il sindaco uscente Sandro Parcaroli aveva sfiorato l’elezione diretta fermandosi al 49,96%. Lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli ha cercato di allargare il perimetro della coalizione, raggiungendo un accordo con la lista Officina delle Idee.
A Trani, dopo due mandati di centrosinistra, il confronto è tra Marco Galiano e Angelo Guarriello, candidato del centrodestra. Nessuno dei due ha siglato apparentamenti ufficiali e l’esito resta aperto.
Tra le sfide osservate con maggiore attenzione c’è anche quella di Vigevano, dove il consenso raccolto al primo turno dalla lista vicina al generale Roberto Vannacci potrebbe rivelarsi determinante per il risultato finale. Con la chiusura delle urne prevista alle 15, l’attenzione si sposterà rapidamente sullo scrutinio. Oltre ai risultati nelle singole città, uno degli elementi destinati a pesare nell’analisi politica sarà ancora una volta il dato della partecipazione, che anche in questa tornata sembra confermare la crescente difficoltà dei ballottaggi nel riportare gli elettori ai seggi.

