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Politica
Ballottaggio, 17 i capoluogo al voto. Sfida a Bari, Perugia e Potenza

Ballottaggi: affluenza sprofonda, 33,77% alle 19, quasi -19 punti - Sprofonda l'affluenza alle urne per il turno di ballottaggio alle amministrative: alle 19 ha votato il 33,77% degli aventi diritto. Quindici giorni fa, al primo turno amministrativo ma anche giorno di voto per le Europee, alla stessa ora aveva votato invece il 52,45%, quindi oggi quasi 19 punti in meno. Spiccano i 24 punti in meno in Basilicata, gli oltre 22 punti in meno in Molise e in Puglia, i 21 in Abruzzo, i quasi 21 punti in meno nel Lazio e in Campania, i quasi 20 in meno in Piemonte, i 19 punti in meno in Umbria e in Emilia-Romagna.

Ballottaggio, 17 i capoluogo al voto. Sfida a Bari, Perugia e Potenza - Sono 17 le amministrazioni capoluogo che domenica 8 giugno devono recarsi al voto per eleggere il proprio sindaco. Si vota dalle 7 alle 23. Tre sono anche capoluoghi di regione: si tratta di Potenza, Bari e Perugia a cui si aggiungono Bergamo, Biella, Cremona, Foggia, Livorno, Modena, Padova, Pavia, Pescara, Teramo, Terni, Verbania, Vercelli e Caltanissetta. Al voto andrà anche Urbino, nelle Marche, uno dei centri principali della provincia di Pesaro-Urbino.

BARI - Bari, in delirio per l'inattesa lotta per la serie A della squadra di calcio biancorosso (con 40-50mila persone che hanno affollato le ultime di campionato al San Nicola e attese anche domenica per la sfida col Latina), sembra quasi distaccata per il ballottaggio di domenica al Comune. Per la verita' i quasi 14 punti di distacco dal candidato di centrosinistra, il parlamentare Pd Antonio De Caro forte del 49,4% di 15 giorni addietro, rendono quanto meno ardua la corsa alla rimonta di Domenico Di Paola, gia' amministratore degli Aeroporti di Puglia sostenuto dal centrodestra, che in prima battuta non e' andato oltre il 35,8%.

A Decaro sono mancati solo 1.104 voti per essere eletto al primo turno, traguardo sembrato alla portata sino allo scrutinio degli ultimi seggi. La differenza tra i due candidati e' di oltre 24mila voti e i numeri danno per favorito l'erede di Michele Emiliano, sindaco per due mandati nel capoluogo pugliese. Per il ballottaggio non si sono registrati apparentamenti, e piu' che cambi di atteggiamento dell'elettorato si teme il caldo e la voglia di mare che potrebbe far salire la quota di astensinismo. Del resto le altre formazioni sono state molto lontane dalle due principali coalizioni: il Movimento 5 stelle non e' andato oltre il 7,6% e la lista dell'ex-pm barese Desire Digeronimo non oltre il 3,2%; ancora piu' lontane la lista di sinistra e le altre civiche.

PERUGIA - Due sfide speculari quelle di domenica nei due capoluoghi di provincia Umbri in cui i sindaci uscenti di centrosinistra se la vedranno contro i due candidati del centrodestra. A Perugia Wladimiro Boccali del Pd parte dal 46,5% del primo turno. A sostenerlo sei liste: Partito democratico, Sel, Socialisti riformisti, Perugia bene comune, Sinistra per Perugia e Perugia dei valori. Parte in netto svantaggio il rivale Andrea Romizi, che il 25 maggio ha ottenuto il 26,32%, il quale ha pero' incassato l'apparentamento di due candidati rimasti fuori dal ballottaggio: Urbano Barelli e Dramane Wague'. Cosi' alle cinque liste che lo sostenevano il 25 maggio: Ncd, Perugia domani, Forza Italia, FdI e Progetto Perugia, si affiancano le civiche Perugia rinasce, Crea Perugia e Idee per Perugia. Nessun apparentamento, invece, per il M5s con la candidata Cristina Rosetti che ha dato liberta' di voto. Situazione simile a Terni con l'uscente Leopoldo Di Girolamo del Pd che ha ottenuto il 46,88% al primo turno. A sostenerlo sette liste: Partito democratico, Citta' aperta-Terni dinamica, Progetto Terni, Sel, Terni oltre, Il giacinto e Terni dei valori. Lo sfidera' Paolo Crescimbeni, che parte dal 20,21% del 25 maggio. A sostenerlo Forza Italia, FdI, I love Terni, Acciaio e Terni citta' futura. In questo caso non ci sono stati apparentamenti. In Umbria ci sara' ballottaggio anche in altri 7 comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti: Foligno, Spoleto, Orvieto, Gubbio, Bastia Umbra, Marsciano e Gualdo Tadino.

EMILIA ROMAGNA - Turno elettorale supplementare per nove Comuni dell'Emilia Romagna (tra cui un capoluogo di provincia, Modena) con oltre 15 mila abitanti. Domenica prossima turno di ballottaggio, tra i due candidati meglio piazzati al primo turno, per eleggere il primo cittadino a Fidenza, Correggio, Modena, Sassuolo, Vignola, Molinella, Savignano sul Rubicone, Lugo e Riccione. A tornare in cabina elettorale saranno 304.289 elettori (145.186 uomini e 159.103 donne) circa il 15 per cento di quelli che hanno votato il 25 maggio scorso (dove gli elettori nei 255 comuni erano oltre 2,1 milioni). C'e' attesa, in particolare, per l'elezione del sindaco di Modena. Nella citta' della Ghirlandina l'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli (sostenuto da Pd, Sel, Centro Democratico, Moderati per Modena e Comunisti Italiani) con il 49,71 per cento dovra' affrontare nel secondo turno il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Marco Bortolotti che ha raggiunto il 16,33 per cento dei voti. Le operazioni di scrutinio, informa la Regione Emilia Romagna, avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione.

CREMONA - Il centro sinistra prova a conquistare Cremona. Dopo un primo turno di Amministrative in cui nessun candidato e' riuscito a centrare la vittoria, la coalizione che e' stata minoranza nella legislatura al termine, si presenta al ballottaggio forte di un vantaggio di oltre 12 punti. Il sindaco uscente, Oreste Perri, infatti, eletto nel 2009 nelle file del PdL e oggi rappresentante della coalizione che riunisce Alleanza Ecologica, Ncd, FI, Lega FdI e due liste civiche si e' fermato al 33,31%. La situazione alla linea di partenza del secondo turno elettorale e', dunque, una replica ribaltata del copione delle ultime Amministrative, decise anche allora al ballottaggio, ma con un primo turno che aveva visto Perri in testa rispetto al competitor con il 45,02% dei voti e che stavolta dovra', invece, rincorrere Gianluca Galiberti, ricercatore di 45 anni, che ha chiuso il primo turno con il 45,80% delle preferenze per conto della sinistra, del Centro democratico, del Pd e un paio di liste civiche. Perri potra' comunque contare sull'appoggio delle Lega che, se al primo turno aveva proposto un proprio candidato (Alessandro Zagni), porta ora in dote la l'8,47% dei voti capitalizzati con Zagni al primo turno. Determinante per l'esito della partita sara' anche l'elettorato dei Cinque Stelle che dovra' riposizionarsi per la scelta del sindaco dopo che il candidato pentastellato si e' fermato al 6,20%.

PESCARA - Il ballottaggio di domenica a Pescara vedra' protagonisti il sindaco uscente Luigi Albore Mascia, candidato sindaco del centrodestra, e Marco Alessandrini, candidato del centrosinistra. E' stato quest'ultimo, al primo turno, a riportare i consensi maggiori: il 43 per cento contro il 23 circa di Mascia. Al terzo posto si era classificata, il 25 maggio, la candidata del M5S, Enrica Sabatini, e al quarto il presidente uscente della Provincia Guerino Testa (Ncd). In tutto i candidati erano nove. Per il ballottaggio Mascia si e' apparentato con Testa e con Vincenzo Serraiocco (ex assessore della giunta Mascia), e si e' quindi ricomposta la coalizione di centrodestra, dopo la frattura al primo turno.

TERAMO - Al ballottaggio per il Comune di Teramo si sfideranno Manola Di Pasquale (Pd) e Maurizio Brucchi (FI), in forte vantaggio al primo turno. A sostegno della prima andranno alcune forze del centrosinistra e le coalizione concorrenti che si sono presentate al primo turno: "Finalmente Pomante" (con il candidato sindaco Gianluca Pomante), Citta' di Virtu' e Sinistra Partecipattiva di Graziella Cordone, Libera Teramo e liste collegate di Berardo Rabbuffo (ex consigliere regionale Fli con un trascorso nel centrodestra di Chiodi). Con Brucchi tutto il centrodestra insieme alle civiche collegate gia' partecipanti al primo turno. A Giulianova sara' sfida fra il sindaco uscente Francesco Mastromauro (centrosinistra) e Fabrizio Retko che chiede sostegno al centrodestra. A Silvi, nessun apparentamento. Sia il candidato del centrodestra, Enrico Marini che di centrosinistra, Francesco Comignani, dopo il no di Michele Cassone di "Silvi Bellissima" si presenteranno da soli. Il candidato di Forza Italia, Ferruccio Benvenuti ha lasciato i suoi elettori liberi di votare secondo coscienza.

LIVORNO - Per la prima volta nella sua storia, per eleggere il nuovo sindaco del comune di Livorno sara' necessario il ballottaggio. La sfida e' tra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle. Nella rossa provincia Toscana, dove nel 1921 nacque il partito comunista italiano, domenica si affronteranno Marco Ruggeri, candidato di una coalizione di centrosinistra, e Filippo Nogarin, sostenuto dal Movimento 5 Stelle. Ruggeri parte in pole position, avendo conquistato al primo turno poco meno del 40 per cento dei voti. Ma Nogarin, con il 19 per cento conquistato il 25 maggio, punta ad una importante rimonta. Del resto, in una citta' dove ha sempre trionfato la sinistra, il fatto che la competizione elettorale non si sia decisa gia' al primo turno rappresenta gia' una novita' storica. L'aria che si respira all'interno del Pd livornese, che resta il partito di maggioranza relativa, non e' delle migliori. E la conferma arriva proprio dai risultati del primo turno, dove il Pd alle europee ha conquistato il 52 per cento dei voti, mentre alle comunali non e' andato oltre il 35 per cento. Decisivo potrebbe rivelarsi il voto di coloro che nel primo turno hanno scelto gli altri candidati, a cominciare da quelli delle liste civiche che, pur non arrivando al ballottaggio, hanno comunque raccolto importanti risultati.

PADOVA - La sfida al ballottaggio di Padova e' una delle piu' interessanti tra le tornate elettorali amministrative di domenica. La resa dei conti nella citta' tradizionalmente roccaforte del centrosinistra, e' tra il sindaco reggente Pd Ivo Rossi e il candidato della Lega Nord Massimo Bitonci, ex sindaco-sceriffo di Cittadella (Padova) e oggi capogruppo in Senato del Carroccio. La partita si gioca per una manciata di voti: Rossi al primo turno ha chiuso al 33,76 per cento, Bitonci al 31,42. Erano nove in totale i candidati alla poltrona di Palazzo Moroni, sede del Comune, molte le liste civiche, con una frammentazione a sinistra (significativo il risultato della lista Padova 2020, poco sotto il 10 per cento) e anche a destra, dove Ncd correva da solo e ha totalizzato il 10,5.

FOGGIA - Siamo ormai alle ultime battute della sfida tra Franco Landella e Augusto Marasco, centodestra-centrosinistra, per decidere chi sara' il nuovo sindaco di Foggia. Landella al primo turno ha incassato oltre 27mila voti pari al 32,41% mentre Augusto Marasco ha ottenuto 24.974 consensi pari al 29.89%. Si tratta di pochi voti di distanza che rendono particolarmente incerto il ballottaggio di domenica. Questi ultimi giorni per entrambi sono stati caratterizzati da una campagna elettorale silenziosa: una decisione presa anche per rispetto delle vittime dell'esplosione e del crollo di via De Amicis in cui sono morte 2 persone e altre 4 sono rimaste ferite. Ma sono stati giorni in cui i due candidati si sono mossi per cercare intese con gli altri candidati sindaci che si erano sfidati al primo turno. Sia Landella che Marasco hanno scelto solo intese e nessun formale apparentamento. Luigi Miranda - che al primo turno ha fatto un vero e proprio exploit con la sua lista che ha preso il 7.65% di preferenze - ha scelto di appoggiare Landella con cui ha sottoscritto un accordo politico. Accordo, per Landella, anche con Lucia Lambresa che al primo turno ha preso 1482 voti pari all'1.77%. Accordo politico anche per il candidato sindaco del centrosinistra Augusto Marasco con Leonardo di Gioia, assessore regionale al Bilancio, che al primo turno e' arrivato al terzo posto con il 18.54% pari a 15.493 preferenze. Un accordo, quello tra Marasco e Di Gioia, siglato alla presenza del segretario regionale del Pd Michele Emiliano. Ma nella coalizione che sosteneva Di Gioia non sono mancate le polemiche. Come quella di Lavoro e Liberta' di Pino Lonigro che, nei giorni scorsi, in una conferenza stampa ha mostrato un documento che comproverebbe un apparentamento tecnico con Augusto Marasco. Documento non riconosciuto da Marasco che ha spiegato che la scrittura porta la data del 2 marzo dunque antecedente alle stesse primarie del centrosinistra che si sono svolte il 9. Una polemica che pero' ha lasciato molti "mal di pancia" come quello del candidato di Lavoro e Liberta' Luigi Buonarota, che in una nota ha ufficializzato il suo dissenso verso la "linea del non voto" decisa da Pino Lonigro in vista del ballottaggio di domenica.

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