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Beatrice Venezi, FdI la difende: “Deve andare avanti anche chi è bravo e non di sinistra”

Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, interpellato a Montecitorio sul caso della Fenice di Venezia

Beatrice Venezi, FdI la difende: “Deve andare avanti anche chi è bravo e non di sinistra”
Beatrice Venezi

Reputavo arrogante la sinistra quando contestava Colabianchi perché nella sua autonomia aveva nominato Beatrice Venezi, non ho intenzione di essere altrettanto arrogante e commentare oggi che con la solita autonomia ha scelto diversamente. Beatrice è brava e giovane. Fino ad oggi ha pagato non essere figlia di musicisti e non essere di sinistra. Noi ci batteremo sempre per una nazione in cui chi è bravo può andare avanti anche se non è di sinistra”. Così il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, interpellato a Montecitorio sul caso della Fenice di Venezia.

Colabianchi: “L’unico dispiacere? Avrei voluto che Venezi parlasse con l’orchestra”

 “Mi dispiaccio solo di una cosa. Che non si sia riusciti in tutto questo tempo ad avere un incontro preliminare con l’orchestra, la direzione di un’opera. Io lo volevo assolutamente, avevo fatto diverse proposte, ma non ci siamo riusciti”. Così Nicola Colabianchi, sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, parlando della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi in un’intervista al Fatto Quotidiano. Alla domanda se sia stata Venezi a rifiutare l’incontro Colabianchi risponde che “non ci sono state le condizioni”.

Ma, aggiunge, “un gesto di distensione avrebbe aiutato, un incontro professionale con l’orchestra, conoscitivo, sarebbe servito”. In questi sette mesi, spiega il sovrintendente, con la direttrice d’orchestra c’è stato solo un incontro, “con anche il sindaco (Luigi Brugnaro, ndr), sarà stato in ottobre”. La direttrice, afferma Colabianchi dando conto delle ragioni del licenziamento, “ha perso la sua posizione perché non mostrava fiducia e stima nel personale dell’istituzione”.

Riferendosi all’intervista rilasciata da Venezi al La Nación, Argentina, il 23 aprile, Colabianchi ricorda che le sue dichiarazioni “mettevano in dubbio la credibilità e la competenza dell’orchestra e del teatro. Io prima ne ho preso le distanze, dopodiché la mia decisione non poteva che essere questa”. Rivolgendosi ai lavoratori e agli abbonati della Fenice, che l’hanno contestato più volte, Colabianchi risponde così: “conto si apra una fase positiva, spero si rimetta il dialogo nel giusto binario. Il pubblico della Fenice può aspettarsi una stagione ai massimi livelli”.

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