“Nefasto“. Con queste parole uno dei massimi esponenti di Forza Italia definisce parlando con Affaritaliani.it l’attesissimo sondaggio sulle prossime Amministrative a Roma arrivato questa mattina sulla scrivania di Silvio Berlusconi. Stando alle indiscrezioni che circolano tra gli azzurri, pare che Guido Bertolaso sia sotto il 10% e Giorgia Meloni intorno alla 20. E’ la conferma di quello che in molti pensavo: la leader di Fratelli d’Italia è l’unica in grado di arrivare al ballottaggio nella Capitale. Che cosa farà ora l’ex Cavaliere? I tempi sono strettissimi. Giovedì 21 aprile, infatti, Meloni ha fissato l’inizio della sua campagna elettorale come candidato al Campidoglio (l’appuntamento è al Pincio, alle ore 18) ed entro quella data Berlusconi dovrà aver sciolto la riserva. Prima di allora, l’ex premier dovrebbe incontrare i suoi alleati: è atteso a Palazzo Grazioli martedì, così come Salvini. Due le opzioni in campo per Forza Italia: convergere, per spirito di coalizione, su Giorgia Meloni, come chiede Matteo Salvini, ricompattando così il Centrodestra, o ‘tornare’ su Alfio Marchini, ufficializzando la rottura con il Carroccio e Fratelli d’Italia. Il leader azzurro preferisce non parlare della corsa al Campidoglio, che continua a considerare un fatto a sè e si consola con Milano, visto che, secondo alcuni sondaggi recenti, Stefano Parisi sarebbe a un solo punto da Giuseppe Sala, nome scelto dal Centrosinistra per la sfida di palazzo Marino. E’ evidente che la decisione su Roma di Berlusconi avrà consguenze in tutta Italia. Se Fi converge sulla Meloni ci sarà l’accordo anche a Napoli (tutti al fianco di Gianni Lettieri), a Torino (candidato di Forza Italia ma quasi certamente non Osvaldo Napoli) e a Bologna (tutti uniti sul nome della leghista salviniana Borgonzoni). Se invece Berlusconi a Roma scegliesse di appoggiare Marchini il Centrodestra resterebbe unito soltanto a Milano. In questi giorni si decide il futuro dei moderati. Fratelli d’Italia e Lega sono sicuri che alla fine l’ex Cav sceglierà di convergere sulla Meloni tenendo insieme la coalizione, ma tra gli azzurri c’è chi è convinto che al contrario si vada verso un sostegno a Marchini e quindi alla rottura totale.

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