“Rinnovarsi o perire!”. In queste settimane, per Silvio Berlusconi, si pone la stessa alternativa, che Bettino Craxi, eletto segretario nel 1976, dopo il tracollo elettorale del PSI di De Martino, rappresentò ai dirigenti e si militanti socialisti.
Per nominare il nuovo leader e i nuovi dirigenti di Forza Italia, vanno indette le primarie, a cui anche Silvio Berlusconi, se deciderà di tornare in campo, deve presentare la sua candidatura.
Anche alla luce della massiccia astensione dal voto, alle recenti elezioni regionali, in Calabria e in Emilia, non può esserci più spazio, in tutti i partiti, per le pretese autoreferenziali nè per gli “unti dal Signore”. E lo slogan della nuova Forza Italia dovrebbe essere : forza tranquilla nè con Matteo ( Renzi ) nè con Matteo ( Salvini )!
Milioni di elettori non votano più il primo partito del centrodestra e, per riconquistarli, non bastano più le parole o le buone intenzioni.
I delusi si attendono il rilancio, anzi la rifondazione del movimento azzurro e del centrodestra. Aumenteranno le astensioni dal voto, alle regionali del 2015, qualora i leader continueranno a consultarsi solo con i propri cerchi magici e non decideranno di spalancare le porte dei partiti alla discussione sulle linee politiche e sui nuovi dirigenti.
Sono inutili le recriminazioni sulla scarsa affluenza ai seggi, che diminuisce la rappresentatività degli eletti, se i primi ad archiviare la democrazia al loro interno sono i capi. Costoro, spesso, si comportano non da leader, legittimati dagli iscritti, ma da padroni, che pretendono, e premiano, non i meriti, ma l’obbedienza e il servilismo dei dirigenti, nominati e non più eletti in Parlamento.
Pietro Mancini
P..S. Don Eduardo de Filippo, scomparso 40 anni fa, avrebbe scritto una commedia sui capi di FI in Calabria che, dopo la batosta subita alle regionali, incredibilmente, parlano di trionfo. Titolo : non è una cosa seria.

