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Politica
berlusconi condanna cassazione (7)

Adesso è guerra totale. Berlusconi detta le condizioni: "Subito riforma della giustizia o presto al voto". Il segretario del Pd Guglielmo Epifani: "La riforma se la scordano, non accettiamo aut aut. Prepariamoci a tutto". Centrosinistra in fibrillazione. Ministri e parlamentari del Pdl offrono le dimissioni al Cavaliere. Scontro anche coi giudici, domenica manifestazione a Roma.

Pressioni su Napolitano per la grazia. Ma il Colle non vuole che il suo diventi un quarto grado di giudizio. E intanto si fa già strada una data per le elezioni: il 27 ottobre, in contemporanea al voto in Trentino Alto Adige. E il Paese, ancora una volta, rischia di cadere in una crisi economica senza fine...

CAOS ITALIA

p gazioli


EPIFANI RESPINGE AUT AUT. IN PD CRESCE FIBRILLAZIONE  - Il Pd non ci sta ad accettare l'aut aut arrivato oggi da Silvio Berlusconi: riforma della giustizia subito o elezioni. Guglielmo Epifani ha richiamato il Pd al rispetto dell'accordo di governo, ma e' anche tornato a chiarire che quando in Senato arrivera' la procedura di decadenza del Cavaliere da parlamentare il partito non potra' che appoggiarla. Ma l'assemblea del Pdl ha fatto saltare anche quel precario tappo che oggi aveva tenuto a freno gli umori dentro il Pd. Tra i democratici, gia' in sofferenza per le larghe intese, la condanna definitiva di Berlusconi e' motivo di ulteriori divisioni. "Si apra la crisi di governo", ha chiesto Pippo Civati. "Napolitano e Letta mettano fine alla pagliacciata del Pdl", ha esortato Matteo Orfini.  

Se davvero il Cavaliere volesse andare a elezioni, "romperebbe quel patto contratto con gli italiani al momento di creare un governo di servizio", ha subito chiarito Epifani. Detto questo, "quando c'e' una sentenza di questa natura la sentenza si rispetta e si applica", ha ribadito. Al Nazareno avevano trovato "stravaganti" le accuse a Epifani di essere stato duro ieri, quando aveva ricordato la necessita' di applicare la legge, ma avevano anche dato per fisiologico che oggi ci sarebbe stato uno sfogo del Pdl. Oltre un certo segno, e' pero' il messaggio, non si puo' andare. "La palla ora e' in campo loro", hanno spiegato al Pd. E se si alza l'asticella e' per proteggere Enrico Letta e non per farlo cadere. E proprio questo sarebbe stato, assicurano piu' fonti, lo scopo delle parole di Pier Luigi Bersani che tanto fastidio hanno dato al Pdl. "C'e' una riflessione da fare", perche' la condanna dell'ex premier "apre una questione tra una governabilita' che si fa piu' difficile e i rischi di una ingovernabilita' sempre presenti", ha detto l'ex segretario. L'uscita di Bersani ha suscitato malumori nell'ala piu' governativa del partito democratico che l'hanno letta come una picconata all'esecutivo. "Al contrario", ha assicurato un fedelissimo di Bersani, "e' stato un modo per proteggere Letta e per mettere all'angolo quanti, Renzi per primo, sparano sulle larghe intese e lasciano agli altri il peso di mettere la faccia nell'alleanza con il Pdl".

ULTIMATUM CAV, AL VOTO PRESTO; PDL, ORA TOCCA A NAPOLITANO - Vendere cara la pelle. Silvio Berlusconi, come del resto aveva lasciato intuire chiaramente gia' nel video messaggio di ieri sera, non ha alcuna intenzione di farsi da parte, di dimettersi da senatore prima di aver tentato il tutto per tutto, crisi di governo compresa. Certo, viene spiegato, e' la reazione del giorno dopo, nulla e' ancora deciso, ma nessuna opzione in campo viene ora scartata. L'ex premier, pur se ancora 'frastornato' dalla conferma della condanna a 4 anni di reclusione, amareggiato e profondamente irritato dalla velocita' con cui la giustizia si sta muovendo - mi hanno perfino ritirato il passaporto, ha confidato ad alcuni pidiellini, come se fossi un comunissimo criminale - non ci sta proprio ad arrendersi, a consegnare la vittoria nelle mani della magistratura politicizzata e alzare bandiera bianca. Al contrario, si battera' fino all'ultimo minuto utile affinche' "prevalga la verita'" e la "democrazia venga ripristinata". E il primo destinatario del messaggio di guerra che il Cavaliere oggi ha voluto inviare e' Giorgio Napolitano, dal quale il Pdl attende fatti concreti. Del resto, viene spiegato, e' da Napolitano che il Cavaliere e il Pdl - stando a quanto sostengono diversi big di via dell'Umilta' - avevano ricevuto 'garanzie', che pero' non sono state trasformate in fatti, e' la riflessione. Dunque, ora sta al Colle difendere la democrazia del Paese e lo stato di diritto contro lo strapotere dei giudici. E' un fiume in piena Berlusconi, che alterna fasi di sconforto a momenti di vera rabbia. Rabbia soprattutto verso la sinistra, che canta vittoria e non vede l'ora di annientarmi. Ma difendero' con ogni mezzo la mia credibilita' e dignita' e quelle del Pdl, non si stanca di ripetere. Pranzo con i figli, poi summit con i legali e i fedelissimi a palazzo Grazioli: il Cavaliere e' pronto alla battaglia. E se guerra deve essere, e' il ragionamento, meglio subito, quando la sinistra insieme ai grillini non hanno ancora avuto il tempo di cambiare le regole del gioco in corsa, legge elettorale compresa. La convinzione del Cavaliere, d'altra parte, e' che sara' il Pd ad implodere e a staccare la spina. Tuttavia, ascoltati gli intenti bellicosi dell'ex premier, nel primo pomeriggio era partita in pressing l'opera di mediazione delle 'colombe', Gianni Letta in primis, che sembrava avere avuto la meglio, tanto che poco prima della riunione dei gruppi del Pdl si era diffusa la notizia di un suo forfait. Poi, viene spiegato, prevale la voglia di mandare segnali chiari al paese, al premier e al Quirinale. "Noi diciamo al Pd che l'unica cosa che non ci puo' essere tolta e' la nostra dignita'", afferma Maurizio Lupi. Si', perche' per Berlusconi e il Pdl il Pd sta tirando troppo la corda. Stesso messaggio recapitato direttamente a Letta da Alfano. Non e' piaciuta, infatti, la frase del premier sull'applicazione delle sentenze. Insomma, il Pdl fa sul serio: sara' responsabile, viene spiegato, finche' ci saranno le condizioni per esserlo, ma non arretrera' nella difesa del suo leader. Berlusconi arriva ai gruppi e si commuove per l'affetto, ma poi tira fuori le unghie e inizia a graffiare: subito riforma della giustizia o voto. E mentre nei capannelli alcuni pidiellini pensano a scendere in piazza, magari gia' domenica pomeriggio - l'orario ipotizzato sono le 18 a Roma, si pensa anche davanti al Quirinale, ma nessuna decisione e' stata presa, meglio attendere gli sviluppi della situazione, frenano le colombe - quando i capigruppo Brunetta e Schifani potrebbero recarsi da Napolitano per chiedere che attivi le procedure per la grazia al Cavaliere, consegnandogli simbolicamente le dimissioni di tutti i parlamentari pidiellini - stessa cosa hanno fatto i ministri nelle mani di Alfano - Berlusconi invita il partito a non precipitare le cose, riflettete - ha esortato - per il bene del Paese, non pensate a me, non vi fate condizionare dalla mia situazione. Poi, pero', in diversi passaggi il Cavaliere alza il tono e lancia l'affondo, l'ascia di guerra e' dissotterata: pensiamo a quale sia la strada migliore per andare alle elezioni al piu' presto e vincerle. Non che Berlusconi abbia come primo obiettivo quello di far cadere il governo. Tanto che, come gia' nel messaggio di ieri, parlando ai gruppi non nomina mai ne' il termine governo ne' il nome di Letta. Ma e' anche a palazzo Chigi che la dichiarazione di guerra e' diretta. Dunque, riflessione sul da farsi ma con la consapevolezza, e' il ragionamento svolto dal Cavaliere, che tutto puo' saltare da un momento all'altro. In serata, dopo l'assemblea dei gruppi, Alfano, viene riferito, ha avuto diversi contatti con il premier, per spiegargli - ma gia' in giornata aveva avuto modo di metterlo al corrente di quanto sarebbe stato deciso dal Pdl - la linea del suo partito.

PDL: PARTITO IN PIAZZA, MANIFESTAZIONE DOMENICA A ROMA - Il Pdl scende in piazza a difesa del suo leader, Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva a quattro anni di carcere nell'ambito del processo Mediaset. Il tam tam era partito gia' ieri, ma solo oggi i vertici del partito di via dell'Umilta' hanno dato l'ok finale ad una grande mobilitazione a Roma. La manifestazione, i cui dettagli sono ancora in corso di definizione in riunioni che si stanno svolgendo in via dell'Umilta', si svolgera' domenica, dopodomani, nella capitale. Non e' ancora chiaro, ma non viene nemmeno escluso, che potrebbe prendervi parte lo stesso Berlusconi. L'appuntamento per chi viene da fuori Roma e' a Piazza della Repubblica, per poi convergere alle 18, salvo cambi di programma, a Piazza Santi Apostoli. Fonti del Pdl spiegano che la decisione e' presa: domenica si scende tutti in piazza a difesa del Cavaliere. La macchina organizzativa e' gia' in moto, si stanno organizzando i pullman per da tutte le regioni italiane per convergere a Roma. Per ora la location stabilita e' Piazza Santi Apostoli, ma i dettagli sono ancora in via di definizione.

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