Silvio Berlusconi si toglie i sassolini dalla scarpa e attacca i senatori azzurri fuoriusciti da Forza Italia. Sceglie il palco di Atreju 2015, officina della destra, in corso a Roma in via Monti della Farnesina. “Per quelli che se ne vanno: ‘evviva, deo gratias’. Tutti i mestieranti della politica che non fanno politica per passione, come un servizio per lo stato, finalmente sono scesi da Forza Italia che hanno considerato come un taxi” dice il leader di Fi intervistato da Nicola Porro.
“Non abbiamo molte cose buone da dire a questi ragazzi. Dobbiamo ricordare anche a loro che oggi in Italia non siamo in una democrazia, viviamo in un Paese in cui per la terza volta c’è un governo non eletto dal popolo, un governo che si poggia su una maggioranza estorta alle elezioni con trucchi elettorali” mentre al Senato “ci sono 32 senatori che hanno tradito il mandato elettorale. L’opposizione in Parlamento non ha il suo leader, che è quel Berlusconi, indicato dagli elettori alla presidenza del Consiglio, fatto fuori da mezzi non della democrazia, ma da una sentenza ignobile, incredibile, che lo ha buttato fuori dal Senato”.

