Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Berlusconi contro Berlusconi? E’ proprio così. Pare che le ultime uscite dell’ex Cavaliere – stando alle indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it – non siano affatte piaciute ai figli del leader di Forza Italia. Marina e Piersilvio avrebbero contestato al padre un’eccessiva esposizione a favore di Matteo Salvini e una linea troppo anti-Renzi. Tra gli azzurri è noto che ci sia in corso una sorta di dibattito-sfida tra chi vorrebbe un partito saldamente all’opposizione e pronto anche a sostenere il leader leghista candidato premier e chi, invece, si riconosce nel cosiddetto ‘partito di Mediaset’, proprio quello dei figli dell’ex premier, di Fedele Confalonieri e che ha in Gianni Letta il padre politico.
Due linee contrapposte e Silvio in mezzo che cerca di mediare. Il ‘partito di Mediaset’ è direttamente legato a Denis Verdini e al gruppo pro-Renzi Ala, stampella del governo a Palazzo Madama, e spinge affinché Berlusconi (padre) continui dietro le quinte a dialogare con Verdini senza opporsi alla fuoriuscita di parlamentari azzurri verso Ala. E’ evidente che più l’ex Cav accelera sulla linea dell’opposizione filo-Salvini (e Meloni), come ha fatto nel weekend, e più il ‘partito di Mediaset’ va in fibrillazione. L’ex premier deve muoversi con i piedi di piombo e non può certo lanciare una campagna anti-Renzi, ma non può nemmeno tornare al Patto del Nazareno (specie dopo le Regionali e visti i sondaggi).
Di conseguenza Berlusconi continua su una sorta di doppia linea: dice no alle primarie, che incoronerebbero Salvini, e tenta di rafforzare nella Lega Roberto Maroni (più moderato del segretario del Carroccio), con il quale è tornato a dialogare in modo costante, per cercare di spingere il Governatore lombardi verso la candidatura a premier (al posto di Salvini) nel caso in cui dovesse proprio essere un leghista. Un modo per non scontentare troppo i figli e Confalonieri che, comunque, attualmente puntano tutto sulla prosecuzione dell’esecutivo del Pd (la stabilità politica è il bene primario per il gruppo Fininvest-Mediaset) e premono affinché l’ex premier non acceleri troppo sulla linea leghista e sull’opposizione a Renzi.
