Di Fausto Lupetti
Il carcere si sa non cambia i delinquenti. Il carcere invece cambia gli innocenti, le persone per bene vittime della macchina spietata di un potere cieco, sordo e burocratico, che in carcere incontrano, convivono e condividono le sofferenze di una umanità sconosciuta ma ricca di sentimenti sinceri, che conoscono e ascoltano le verità sociali di vittime della povertà e della mancanza di lavoro e opportunità nella vita.
Insomma si entra in carcere con un’idea di società di destra e si esce dalla parte opposta, di sinistra. Non succede il contrario. Allora, una volta fuori dal carcere si riconosce l’inutilità, la vergogna e l’errore di fare politica e governare per garantire il mantenimento del potere a chi lo ha già.
Si decide di mettersi al servizio di chi ha bisogno di lavoro, di migliorare la vita, di giustizia, di solidarietà sociale e Berlusconi diventerà il nuovo capo del Pd. La Santanchè e Sallustri si rassegnino questo sarà l’inevitabile il risultato e conseguenza del martirio carcerario di un innocente.
Gianni Pardo risponde all’editoriale di Fausto Lupetti
La breve nota di Fausto Lupetti contiene molte affermazioni più che ardite. “Si entra in carcere con un’idea di società di destra e si esce dalla parte opposta, di sinistra” perché “Si decide di mettersi al servizio di chi ha bisogno di lavoro, di migliorare la vita, di giustizia, di solidarietà sociale”. Il che corrisponde a dire che chi non è di sinistra è contro chi “ha bisogno di lavoro, di migliorare la vita, di giustizia, di solidarietà sociale”. Per esempio De Gaulle, De Gasperi, Adenauer, Kohl? La lista sarebbe lunga.
Berlusconi diverrebbe capo del Pd come “conseguenza del martirio carcerario di un innocente”. Sappiamo benissimo che una condanna definitiva stabilisce una verità giudiziaria e non una verità storica, ma parlare di “martirio carcerario di un innocente”, a proposito di Berlusconi, che in carcere non ci andrà in nessun caso, potrebbe apparire esagerato perfino a un berlusconiano col paraocchi.
Lupetti sostiene che in carcere si diviene di sinistra perché dopo quell’esperienza “si riconosce l’inutilità, la vergogna e l’errore di fare politica e governare per garantire il mantenimento del potere a chi lo ha già”. Ma se la cosa giusta è togliere il “potere a chi lo ha già”, una volta che questo potere gli sarà stato tolto, e si sarà installato un nuovo potere, non sarà di nuovo lecito e necessario togliere il “potere a chi lo ha già”? E ricominciare costantemente da capo? A meno che Lupetti non stia predicando l’anarchia.
