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Politica
Quirinale, Berlusconi apre a Renzi. "Non metterò veti a un candidato Pd"


"Il problema non sono le radici politiche. Ma che sia un presidente della repubblica equilibrato, un garante. Noi guardiamo alla persona.
Non ha importanza se è di quella parte o di quell`altra. Non va giudicata dal fatto se ha radici in un`area o in un`altra. Si deve trattare di una persona seria, accettata da tutti. Deve essere un garante per tutti quanti. Che svolga il suo ruolo di garanzia nei confronti di ognuno e non di una sola parte. Solo questo, punto e basta".
Il leader di Fi Silvio Berlusconi ha dato pubblicamente il suo benestare al "metodo Renzi" per l'elezione del capo dello Stato: via libera a una indicazione in prima battuta da parte del Pd, purchè concordata con Forza Italia e finalizzata almeno in prima battuta alla maggiore convergenza possibile, Cinque Stelle e Lega compresi. "Vedo che il presidente del Consiglio - ha detto Berlusconi a "Repubblica"- continua a dire che il successore di Napolitano va scelto con il concorso di tutti. Con il concorso nostro, della Lega, del Movimento 5Stelle. È giusto così, siamo d`accordo".
Da uomo pragamtico, Berlusconi ha posto una sola condizione alla scelta: il concorso e il consenso di Forza Italia. Sul cui altare ha immolato in poche battute tanto la precedente precisa richiesta di un presidente "non del Pd alla Giuliano Amato" come l'asserita rivendicazione che il Quirinale fosse parte integrante del patto del Nazareno da lui siglato con Renzi sulle riforme.
"Nei giorni scorsi mi hanno attribuito l`indicazione di Giuliano Amato. Ma non è vero. La mia posizione è assolutamente in linea con quello che serve, ho tracciato un identikit. Ho sempre pensato e ancora penso che il presidente della Repubblica- ha sottolineato Berlusconi, sdoganando anche candidature targate Pd- deve essere una persona equilibrata, seria, competente e che non stia da una parte sola. Non intendo fare liste prima che l`argomento debba essere affrontato ufficialmente: qualunque cosa io dica, verrebbe interpretata come il tentativo di bruciare questo o quel candidato. Io non voglio bruciare nessuno".
Detto questo, però, di una cosa "sono sicuro: che dobbiamo concorrere all`elezione del nuovo presidente della Repubblica.
Questo non fa parte del parte del Nazareno ma - è il monito del leader Fi- è una logica conseguenza che noi stiamo partecipando all`approvazione delle riforme. Noi non ci sottrarremo né sulle modifiche alla Costituzione né sulla nuova legge elettorale.
Quindi pensiamo di poter contribuire anche sul capo dello Stato votando insieme la nuova Costituzione, si può votare insieme anche per il Quirinale".

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